La comunità di Pavia saluta Giampaolo Borella, stimato professionista del Comune e figura di spicco nel basket locale. La sua dedizione ha segnato sia l'amministrazione che lo sport cittadino.
Giampaolo Borella, una vita tra numeri e pallacanestro
La città di Pavia ha perso una figura di rilievo. Giampaolo Borella, nato nel 1938, è venuto a mancare nella mattinata di ieri. La sua carriera professionale lo ha visto ricoprire ruoli di grande responsabilità all'interno dell'amministrazione comunale. Ha servito come Ragioniere Capo e successivamente come Direttore Generale.
Questi incarichi sono stati svolti durante il periodo di sindacatura del sindaco Capitelli. Le sue competenze in ambito amministrativo e finanziario sono state riconosciute anche al di fuori del Comune. Borella ha infatti assunto la carica di sindaco revisore in diverse realtà aziendali ed enti del territorio.
Tra queste esperienze, spicca il suo coinvolgimento presso la Broni-Stradella Pubblica. La sua reputazione di professionista attento e scrupoloso lo ha reso una figura di fiducia in molteplici contesti.
La passione per il basket pavese
Oltre alla sua carriera, Giampaolo Borella nutriva una profonda passione per la pallacanestro. Questo amore per lo sport lo ha portato a dedicare tempo ed energie alla comunità sportiva locale. Negli anni Ottanta, ha intrapreso un percorso all'interno della Pallacanestro Pavia.
In quel periodo, la squadra era sponsorizzata dalla nota azienda Annabella. Borella è entrato a far parte del consiglio direttivo della società. La sua presenza ha contribuito alla gestione e allo sviluppo del club.
Barbara Bandiera, figura storica del basket pavese, lo ricorda con grande stima. «Lo ricordo come un gran signore», ha affermato la Bandiera. «Era una persona importante in società, dotata di grande educazione e sensibilità».
La sua integrità intellettuale era esemplare. «Anche se ricopriva un ruolo importante nell'amministrazione comunale, che poteva creare potenziali conflitti di interesse, la sua onestà intellettuale era tale da fugare ogni dubbio», ha aggiunto. «Era una persona silenziosa, attenta, sempre presente sia in casa che in trasferta. Un elemento fondamentale per la società».
Il contributo alla gestione sportiva
Fu Lucio Aricò a invitare Giampaolo Borella a unirsi alla Pallacanestro Pavia. «Nel 1982 accettò di entrare nel consiglio», ha spiegato Aricò. «Si occupava della tesoreria, portando la sua proverbiale prudenza finanziaria».
La sua gestione era caratterizzata dalla cautela, evitando decisioni avventate. «Ci ha aiutato moltissimo nei rapporti con la banca del Monte, allora uno dei nostri sponsor», ha ricordato Aricò. «Fondamentale anche la sua opera nella gestione economico-finanziaria della società».
Borella era una garanzia di correttezza gestionale. «Ha sempre mostrato grande rispetto per le decisioni del consiglio», ha proseguito Aricò. «Partecipava attivamente, ma senza mai imporre il proprio punto di vista».
Aricò ha anche menzionato un episodio significativo. «Due anni fa gli chiesi di partecipare al comitato per i 90 anni della Pallacanestro Pavia. Accettò con entusiasmo insieme a me, Albino Rossi e Carlo Pagetti».
Anche Marco Ceriana conserva un ricordo affettuoso. «Abbiamo trascorso insieme tante serate e vacanze», ha detto Ceriana. «Era un amico con cui condividevamo la passione per il basket».
Enrico Falerni, ex play della squadra, ha sottolineato un altro aspetto del suo impegno. «Borella, insieme ad altri, fu fondamentale per la costruzione del PalaRavizza», ha ricordato Falerni. «La sua era una presenza discreta, silenziosa ma di grande importanza».
L'ultimo saluto
Giampaolo Borella lascia la moglie Pinuccia e il figlio Gianluca. La camera ardente è allestita presso la Bonizzoni e Frattini. I funerali si terranno giovedì alle ore 11 presso la chiesa di San Gervasio e Protasio.