Il Policlinico San Matteo di Pavia sta per inaugurare un reparto all'avanguardia per la gestione di patogeni estremamente pericolosi. Il progetto, finanziato da Eni e Regione Lombardia, prevede strutture di livello Bsl4 e Bsl3 per diagnosi e cura.
Nuovo reparto alto biocontenimento al San Matteo
Il Policlinico San Matteo di Pavia compie un passo decisivo. È stato consegnato il progetto esecutivo per un nuovo reparto dedicato all'alto biocontenimento. Questa struttura sarà equipaggiata per affrontare i virus più letali conosciuti. Si parla di patogeni come Ebola e altre minacce tropicali. La fase di gara per l'affidamento dei lavori è ormai imminente. L'obiettivo è iniziare la costruzione entro la fine dell'anno corrente.
Il progetto esecutivo è stato redatto da Eni. La multinazionale italiana è uno dei principali finanziatori dell'iniziativa. L'investimento totale ammonta a 7.55 milioni di euro. Di questi, 4.3 milioni provengono da Eni. I restanti 3.25 milioni sono stanziati dalla Regione Lombardia. Oltre al reparto di degenza, il progetto include la realizzazione di un laboratorio avanzato. Questo laboratorio raggiungerà il livello di biosicurezza BsL4. Sarà in grado di analizzare in totale sicurezza i patogeni più contagiosi e virulenti.
Un progetto nato dall'emergenza sanitaria
L'idea di un reparto specializzato contro le malattie infettive più gravi è emersa con forza durante l'emergenza coronavirus. La pandemia ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi sanitari globali. La minaccia di nuovi agenti patogeni capaci di scatenare pandemie è diventata una priorità. Una volta completato, il nuovo reparto posizionerà il Policlinico San Matteo tra le poche strutture in Italia dotate di tali capacità. Sarà all'avanguardia per strutture e tecnologie.
L'intervento prevede la creazione di un reparto di degenza ad alto isolamento. Sarà composto da due stanze singole di livello BsL4. Queste stanze rappresentano il massimo grado di sicurezza nella scala di biosicurezza. Permetteranno la cura e la diagnosi di pazienti affetti da virus letali. Si pensi a Ebola e altri patogeni per cui non esistono ancora vaccini. A queste si aggiungono quattro stanze singole di livello BsL3. Questo livello di biocontenimento è adeguato per la gestione di patogeni pericolosi. Tra questi, il batterio della tubercolosi.
A queste unità si affiancherà il laboratorio BsL4. Sarà progettato per gestire in sicurezza le analisi più delicate. L'intero intervento comprende anche l'installazione di un nuovo impianto elevatore. Questo sarà dedicato al trasporto di barelle dotate di capsule di biocontenimento. Sarà inoltre realizzata una nuova “camera calda”. Questa servirà per l'accoglienza protetta dei pazienti altamente infettivi.
Tecnologia e sicurezza al servizio della salute
Riccardo Boerci, ingegnere e direttore del dipartimento tecnico del San Matteo, sottolinea l'importanza del progetto. «Un intervento all'avanguardia che coniuga attività di degenza e laboratoriale ad alto biocontenimento in un unico contesto», afferma. Questo approccio ridurrà i tempi di diagnosi e cura. Il nuovo reparto sarà integrato nel padiglione di Malattie Infettive. Le unità ad alto isolamento sono pensate per offrire assistenza ottimale. Allo stesso tempo, proteggeranno il personale sanitario, gli altri pazienti e la comunità. Lo ha dichiarato Boerci, come riportato dalla stampa locale.
Fausto Baldanti, direttore della Virologia, evidenzia i benefici dell'integrazione. «La collocazione del laboratorio BsL4 accanto al reparto di degenza consente un’integrazione immediata tra diagnostica avanzata e gestione clinica del paziente», spiega Baldanti. Questo migliorerà tempestività ed efficacia delle cure. Il progetto rafforza il ruolo del San Matteo come centro di riferimento per le malattie infettive emergenti. Consolida inoltre la sua funzione nel CeReMi (Centro Regionale per le Malattie Infettive). Questo organismo regionale è stato istituito per prevenire future epidemie.
Raffaele Bruno, direttore del reparto di Malattie Infettive, definisce il progetto «un tassello fondamentale». «La possibilità di concentrare in un unico padiglione l’intera filiera assistenziale e diagnostica rappresenta un elemento strategico di grande rilevanza», commenta Bruno. La creazione di percorsi separati e dedicati, insieme all'area ad alto biocontenimento, garantirà i massimi livelli di sicurezza. Permetterà una gestione ottimale dei pazienti con infezioni complesse.
I prossimi passi del progetto
Il prossimo step cruciale sarà l'apertura del bando di gara. Data l'entità dell'investimento, la procedura sarà di carattere europeo. Questo garantirà la massima trasparenza e la partecipazione di imprese qualificate. L'obiettivo è selezionare la migliore offerta per la realizzazione dei lavori. La conclusione delle procedure di gara è prevista entro la fine dell'anno. Questo consentirà di rispettare le tempistiche prefissate per l'avvio dei cantieri.
Le persone hanno chiesto anche:
Qual è il costo totale del nuovo reparto ad alto biocontenimento al San Matteo di Pavia?
Il costo totale del progetto ammonta a 7.55 milioni di euro, finanziati in parte da Eni e in parte dalla Regione Lombardia.
Quali sono i livelli di biosicurezza previsti per il nuovo reparto?
Il reparto includerà stanze di livello Bsl4, il massimo grado di sicurezza, e stanze di livello Bsl3, adatte alla gestione di patogeni pericolosi.