L'Intelligenza Artificiale nel cinema è vista da Maurizio Nichetti come un'evoluzione positiva, simile alle innovazioni passate. Pur riconoscendo i potenziali rischi per la creatività e l'occupazione, Nichetti sottolinea come l'IA non possa replicare l'emozione e l'unicità umana.
L'IA come nuova frontiera del cinema
Le nuove tecnologie rappresentano un progresso per il cinema. Lo afferma Maurizio Nichetti, rispondendo a una domanda sull'Intelligenza Artificiale. «Tutte le cose nuove sono buone», ha dichiarato. «Sono cattivi quelli che le usano male».
Il regista ha paragonato l'IA alle precedenti rivoluzioni tecnologiche. Il colore, il sonoro e gli schermi immersivi hanno tutti contribuito all'avanzamento della settima arte. Nichetti ha ricordato il suo film del 1979, «Ratataplan». Fu una scommessa realizzare un film muto in un'epoca di grandi cambiamenti.
L'introduzione del sonoro, ad esempio, ha modificato il panorama attoriale. Alcuni sono scomparsi, altri sono emersi grazie alle nuove possibilità espressive. L'IA, secondo Nichetti, si inserisce in questo solco di trasformazione.
Dubbi e timori sull'intelligenza artificiale
Nonostante l'ottimismo di Nichetti, emergono preoccupazioni. La sceneggiatrice e regista Cristiana Mainardi esprime timori per la formazione dei giovani. Crescono con l'IA come strumento quotidiano. Chi ha vissuto l'era analogica possiede, secondo lei, più strumenti per un uso consapevole.
Il produttore Lionello Cerri sottolinea l'importanza di tramandare i mestieri del cinema. Questo vale sia per i ruoli autoriali che per quelli tecnici, come scenografi e costumisti.
Mainardi evidenzia un altro nodo cruciale: i limiti etici. L'IA imita l'essere umano e può attingere al suo «midollo creativo». È fondamentale non sovrapporla all'ingegno umano. L'arresto di questo processo è possibile solo sul piano etico.
Impatto sull'occupazione e sulle competenze
La questione dei posti di lavoro a rischio è centrale. Nichetti ricorda che ogni invenzione comporta perdite occupazionali. L'importante è la conversione verso nuove professioni. Ha citato il doppiaggio, già oggi trasformabile in traduzione in tempo reale.
Tuttavia, ogni nuova tecnologia porta a una perdita di abilità. Il navigatore satellitare ne è un esempio: utile, ma ci disabitua a conoscere le strade. Anche la scrittura a mano sta scomparendo a favore del computer.
Mainardi condivide questa preoccupazione, temendo più la perdita di competenze che quella dei posti di lavoro. La considera una potenziale catastrofe.
Le potenzialità attuali dell'IA nel cinema
L'Intelligenza Artificiale offre già oggi molteplici applicazioni nel settore cinematografico. Può trasformare sceneggiature in storyboard animati. Aiuta nella visualizzazione delle scene prima delle riprese e nei casting. Accelera il montaggio, selezionando le migliori inquadrature.
Inoltre, crea sottotitoli e doppiaggi multilingue. Permette di ringiovanire o modificare volti in post-produzione. Genera trailer e contenuti promozionali per i social media. Recentemente, ha permesso di «resuscitare» virtualmente attori scomparsi, come nel caso di Val Kilmer.
La creatività umana insostituibile
Maurizio Nichetti rimane ottimista. È convinto che l'IA non avrebbe mai potuto suggerire l'idea di «Ratataplan» nel 1979. La creatività si basa sulle emozioni e sulla comunicazione di un volto, aspetti che l'IA non può replicare.
In sintesi, la creatività e l'impronta umana rimangono uniche. Non possono essere imitate o clonate dall'intelligenza artificiale, almeno per ora.