Condividi
AD: article-top (horizontal)

Ritardi nell'erogazione degli assegni per la disabilità grave in Lombardia creano disagi a famiglie fragili. Le somme attese, fondamentali per spese mediche e quotidiane, non arrivano a causa di incertezze burocratiche nazionali.

Ritardi nell'erogazione degli assegni

Le spese mediche non coperte dal servizio sanitario nazionale gravano pesantemente. Le visite specialistiche a pagamento diventano necessarie per evitare lunghe attese. Nel frattempo, il contributo economico destinato alle persone con disabilità grave subisce ritardi significativi. Questo problema affligge anche la Lombardia.

La cosiddetta “misura B2” regionale è al centro di un'incertezza futura. Il nuovo Piano nazionale sulla non autosufficienza non è ancora operativo. Di conseguenza, famiglie come quella di Nunzia Prinzi e Hoervat Zdereavko, entrambi 75enni, affrontano serie difficoltà. Le loro condizioni di salute richiedono spese ingenti per una malattia rara e una patologia neuro-degenerativa.

La coppia attendeva l'accredito trimestrale, previsto per inizio aprile. A ciascuno spettano 200 euro, un sostegno vitale per chi vive in condizioni di fragilità. «Ho chiesto informazioni a fine marzo», ha spiegato la signora Prinzi. Le era stato promesso l'arrivo del contributo entro i primi giorni di aprile. Sono trascorse due settimane e l'attesa continua.

Impatto delle spese sanitarie

La donna, ex dipendente comunale a Pavia, ha evidenziato le spese sostenute. Solo questo mese ha pagato 150 euro per una visita specialistica e altri 120 euro per una radiografia. Entrambe le prestazioni sono state effettuate privatamente per evitare le liste d'attesa del servizio pubblico. «Sembra quasi che non ci sia considerazione per chi sta male», ha lamentato.

La signora Prinzi assume quotidianamente nove farmaci. Non tutti questi medicinali sono passati dalla mutua. Questo aggiunge un ulteriore onere economico alle già difficili circostanze. Il caso singolo riflette uno stallo a livello nazionale. Le ripercussioni si fanno sentire concretamente sulla vita delle persone più vulnerabili.

Stallo burocratico nazionale

Le misure di sostegno per la disabilità grave e gravissima (B2 e B1) sono gestite dalle Regioni tramite gli enti locali. Nel caso specifico, il Consorzio sociale pavese si occupa della distribuzione. I finanziamenti provengono dal Piano nazionale per la non autosufficienza del governo centrale.

Tuttavia, il piano per il triennio 2025-2027 non è ancora stato pubblicato. Non è stata fornita una data certa per la sua entrata in vigore. Questo ha portato a una situazione di stallo. Gli attuali sostegni sono in regime di proroga regionale, estesa fino a giugno.

L'assessora alla Solidarietà sociale, Elena Lucchini, ha assicurato che questa fase transitoria è coperta economicamente. Nonostante ciò, si verificano disguidi. Il Consorzio sociale pavese ha spiegato che il ritardo nell'erogazione della rata di aprile è dovuto a controlli interni. È stata effettuata una “ricognizione di cassa” sulle risorse disponibili.

Questi controlli si sono aggiunti a quelli sul mantenimento dei requisiti da parte dei beneficiari. Oltre 250 persone sono attualmente in carico all'ente. La direttrice del Consorzio, Elena Volpato, ha confermato il ritardo di qualche settimana. «C'è stato un ritardo di qualche settimana in virtù dei controlli massivi fatti dalla Regione per proseguire con l’erogazione in proroga della misura», ha dichiarato. Si prevede la liquidazione del contributo entro la settimana successiva.

Nuove domande sospese

Le conseguenze negative si estendono anche ai beneficiari della misura B1, dedicata alla disabilità gravissima. I sostegni già attivi sono coperti dalla proroga, ma l'accettazione di nuove domande è sospesa. L'attesa è legata all'emanazione del Piano nazionale.

Fabio Pirastu, presidente di Uildm (Unione lotta alla distrofia muscolare), ha sottolineato la gravità della situazione. «C'è chi aspetta da mesi, mentre si aggravano le proprie condizioni di salute», ha affermato. La mancanza di certezze e la lentezza burocratica mettono a dura prova la resilienza delle persone più fragili e delle loro famiglie.

AD: article-bottom (horizontal)