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Una consulenza autoptica riapre un caso di omicidio irrisolto a Mortara, risalente al 1987. Le indagini, dopo 39 anni, puntano ora su un'aggressione violenta, smentendo l'ipotesi iniziale di suicidio. Due persone sono indagate.

Riapertura indagini su morte sospetta a Mortara

Le autorità giudiziarie di Pavia hanno ripreso in mano un caso di cronaca nera. Si tratta della morte di Francesco Ancona, avvenuta nel lontano 1987. L'uomo fu trovato senza vita ai margini di una strada. Inizialmente, le indagini si erano concluse con l'archiviazione del caso. La morte fu attribuita a un presunto suicidio. Tuttavia, nuove evidenze hanno portato alla riapertura delle indagini. Queste si concentrano ora sull'ipotesi di un omicidio.

La svolta è arrivata grazie a una recente consulenza autoptica. Questa ha fornito elementi cruciali per riconsiderare la dinamica dei fatti. La Procura di Pavia ha dato il via a nuove attività investigative. L'obiettivo è fare piena luce su quanto accaduto quasi quattro decenni fa. La riesumazione della salma è stata disposta per raccogliere ulteriori prove scientifiche. Questo passo è fondamentale per ricostruire gli eventi.

Aggressione violenta e tentativi di depistaggio

La consulenza autoptica ha rivelato dettagli sconcertanti. Francesco Ancona non si sarebbe tolto la vita. Al contrario, sarebbe stato vittima di una brutale aggressione. Secondo gli esperti, l'uomo ha subito numerosi colpi con un corpo contundente. Questi lesivi hanno causato la frattura del cranio. La morte sarebbe sopraggiunta dopo circa un'ora di agonia. L'uomo avrebbe tentato di difendersi dall'attacco.

La perizia ha anche escluso la presenza di patologie depressive. Questo elemento era stato alla base dell'ipotesi di suicidio. La nuova relazione scientifica mina quindi le conclusioni iniziali. Gli inquirenti stanno valutando anche la presenza di benzina sul corpo e sugli indumenti della vittima. Questo potrebbe indicare un tentativo di occultare il cadavere. Forse, gli aggressori hanno cercato di simulare un incidente o di distruggere prove.

La violenza dell'aggressione suggerisce un movente forte. Le indagini si stanno concentrando su due persone. Tra queste figura la moglie della vittima. È stata inoltre ipotizzata una possibile premeditazione. Negli ultimi giorni di vita, Francesco Ancona avrebbe anche subito un tentativo di avvelenamento. Questo dettaglio rafforza l'idea di un piano orchestrato per eliminarlo.

Il contesto di Mortara e i sospetti dei familiari

La vicenda si è svolta a Mortara, un comune in provincia di Pavia. Era l'11 febbraio 1987. Francesco Ancona, all'epoca 48enne, fu trovato morto sul ciglio della strada. Il luogo del ritrovamento era lungo la via che collega Mortara a Ceretto, un altro centro del pavese. La famiglia della vittima viveva proprio a Mortara.

Già all'epoca del decesso, i tre figli di Francesco Ancona avevano manifestato dubbi sulla versione ufficiale. Avevano sollevato sospetti sulla morte del padre. Le loro perplessità non furono però sufficienti a cambiare l'esito delle indagini. Il caso venne chiuso rapidamente come suicidio. La mancata individuazione di un eventuale camion investitore aveva alimentato l'ipotesi di un gesto volontario.

La riapertura del caso nel 2024 è avvenuta in seguito a nuovi elementi emersi in un procedimento separato. Questo procedimento riguardava proprio la moglie della vittima. La Procura di Pavia ha quindi disposto la riesumazione della salma. La salma era stata sepolta a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, dove la famiglia aveva legami. Questo ha richiesto un'operazione complessa per recuperare i resti.

Indagini e possibili moventi

Le attuali indagini si concentrano su due persone. Oltre alla moglie, gli inquirenti starebbero indagando su un presunto sicario. Entrambi gli indagati risiedono a Castellammare del Golfo. La distanza geografica dal luogo del delitto potrebbe avere avuto un ruolo nel depistaggio iniziale. La Procura sta esplorando diversi possibili moventi. Uno dei più battuti è quello legato a una presunta relazione extraconiugale della moglie.

La figura di Francesco Ancona emerge come quella di un uomo la cui vita è stata tragicamente interrotta. La sua morte, inizialmente liquidata come un atto di disperazione, si rivela ora un possibile crimine efferato. La tenacia dei figli nel chiedere giustizia, anche a distanza di anni, ha contribuito a riaccendere i riflettori su questa vicenda.

La complessità del caso, rimasto irrisolto per quasi quarant'anni, sottolinea le difficoltà investigative. La riapertura, basata su solide prove scientifiche, offre ora una speranza di giustizia per la famiglia Ancona. La comunità di Mortara e i dintorni attendono risposte concrete. L'esito delle indagini potrebbe riscrivere un capitolo oscuro della loro storia locale.

La consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, nota per il suo lavoro in ambito forense, ha avuto un peso determinante. La sua analisi ha fornito la base scientifica per contestare l'ipotesi del suicidio. Questo dimostra l'importanza della scienza investigativa nel risolvere casi complessi. L'inchiesta prosegue per accertare le responsabilità e ricostruire l'intera verità.

Il caso Ancona si aggiunge alla lunga lista di delitti irrisolti che, grazie a nuove tecnologie e a indagini rinnovate, vengono riportati alla luce. La giustizia, seppur con un ritardo di quasi quattro decenni, potrebbe finalmente fare il suo corso. La Procura di Pavia è impegnata a raccogliere tutte le prove necessarie.

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