L'antica arte del ricamo Filet a modano viene celebrata con un evento sul Lago Trasimeno. Merlettaie e pescatori partecipano a dimostrazioni e dibattiti per promuovere questa tradizione.
Antica arte del ricamo sul lago
L'antica tecnica del ricamo Filet a modano trova nuova vita sulle acque del Lago Trasimeno. L'iniziativa, promossa dal Gal Trasimeno-Orvietano, ha visto la partecipazione attiva delle merlettaie di San Feliciano e della comunità dei pescatori locali.
L'evento ha offerto un pomeriggio dedicato a questa preziosa arte, con dimostrazioni pratiche e momenti di confronto. L'obiettivo è valorizzare un patrimonio culturale che rischia di scomparire.
La direttrice del Gal, Francesca Caproni, ha sottolineato l'importanza di guardare al futuro per questa tecnica. «Una tecnica che deve essere futuro e non solo passato», ha affermato.
Dalla terra al lago, un viaggio culturale
L'inaugurazione si è svolta a San Feliciano con una mostra fotografica. Stefano Stefanoni ha immortalato le merlettaie nel loro lavoro quotidiano. Successivamente, i partecipanti si sono imbarcati su un traghetto per raggiungere l'Isola Maggiore.
Durante la navigazione, le esperte hanno mostrato la loro abilità nel ricamo. Questa tecnica è una delle tre candidate per il riconoscimento UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità. «Sottolinea Caproni», questo riconoscimento darebbe ulteriore slancio alla sua preservazione.
L'associazione Filet a Modano di San Feliciano si impegna attivamente per la sua salvaguardia. «Facciamo di tutto, anche laboratori con bambini, per far sì che magari pian piano qualcuno si appassioni», ha dichiarato Antonella Catalano, presidente dell'associazione.
Isola Maggiore e il fascino del pizzo
L'Isola Maggiore ha accolto i visitatori con una tappa al Museo del Pizzo d'Irlanda. L'esposizione ha messo in luce le connessioni storiche tra le sponde del lago. I carteggi Guglielmi-Aganoor hanno offerto uno spaccato di queste relazioni nel tempo.
Particolare interesse ha suscitato un abito di Sophia Loren. L'indossò per il film «Francesca e Nunziata». La creazione presentava parti in Pizzo d'Irlanda e altre realizzate con il Filet a modano.
L'evento, curato dalla direttrice artistica Anna Lisa Piccioni e animato dall'artista Annalisa Baldi, ha offerto numerosi spunti di riflessione. La Locanda dei Pescatori ha contribuito con le specialità gastronomiche del Trasimeno.
Preservare una tradizione preziosa
L'iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico sull'importanza di preservare il Filet a modano. Le dimostrazioni pratiche e la presenza di esperti hanno permesso di apprezzare la complessità e la bellezza di questa arte tessile.
Il coinvolgimento delle nuove generazioni è considerato fondamentale. I laboratori didattici rappresentano uno strumento chiave per trasmettere le conoscenze e stimolare l'interesse dei più giovani.
La collaborazione tra diverse realtà locali, come il Gal, le associazioni di artigiane e le attività di ristorazione, si è rivelata essenziale per la buona riuscita dell'evento. Questo modello di sinergia può essere replicato per altre iniziative culturali.
Il futuro del Filet a modano
La candidatura all'UNESCO rappresenta un'opportunità unica per dare visibilità internazionale al Filet a modano. Un riconoscimento ufficiale potrebbe attrarre turismo culturale e investimenti per la sua promozione.
Le merlettaie continuano a tramandare i segreti di questa tecnica con passione. La loro dedizione è la garanzia principale per la sopravvivenza di un'arte che affonda le radici nella storia del territorio.
L'evento sul Lago Trasimeno ha dimostrato come sia possibile coniugare tradizione e innovazione. La valorizzazione del patrimonio culturale locale contribuisce a rafforzare l'identità del territorio e a creare nuove opportunità economiche.