Un ambizioso progetto di ponte tibetano a Paspardo, iniziato dieci anni fa, sta compiendo passi concreti grazie a recenti test geologici. La struttura sospesa, che collegherà Paspardo a Cimbergo, potrebbe diventare realtà entro la prossima stagione estiva.
Ponte tibetano: dai sogni alla roccia
L'idea di un ponte tibetano a Paspardo nacque un decennio fa. Sembrava un sogno irrealizzabile, data la complessa conformazione del territorio. La zona, situata alle pendici del Pizzo Badile, presentava sfide significative. Tuttavia, recenti indagini geologiche stanno trasformando questa visione in un progetto tangibile.
Sono state effettuate perforazioni mirate per analizzare la stabilità del terreno. Queste tecniche, precise e poco invasive, mirano a confermare la fattibilità della passerella sospesa. L'obiettivo è superare gli ostacoli naturali e creare un collegamento suggestivo.
La struttura promette di essere un'attrazione notevole. Si tratterebbe di una passerella sospesa lunga circa 300 metri. L'altezza prevista è di 150 metri dal letto del torrente Re. Il percorso collegherebbe il castagneto di Paspardo, sede della prima panchina gigante locale, alla sponda opposta vicino al castello di Cimbergo.
Test geologici confermano la solidità
La roccia dei versanti interessati è stata sottoposta a rigorosi esami. Un macchinario sofisticato ha prelevato campioni cilindrici per valutarne la compattezza. I risultati preliminari sono incoraggianti, secondo il presidente dell'Unione Cimbergo-Paspardo, Fabio De Predro.
«Dal punto di vista geologico e geotecnico la roccia si presenta compatta», ha dichiarato De Predro. Gli esperti la considerano ideale per questo tipo di intervento. Si tratta di un Verrucano lombardo, una pietra arenaria particolarmente adatta per ingegneri e geologi.
Le carote estratte, prive di imperfezioni, sono ora oggetto di studio. La perforazione ha raggiunto una profondità di nove metri. Questi dati sono fondamentali per la progettazione esecutiva dell'opera.
Prossimi passi: prove e autorizzazioni
Dopo le indagini preliminari, seguiranno ulteriori test. Saranno condotte prove sui tiranti e test di estrazione. La struttura dovrà superare una prova di carico massima di 140mila chilogrammi.
«Questi test serviranno per redigere gli ultimi dettagli del progetto esecutivo», ha spiegato Fabio De Pedro. Successivamente, si procederà con le necessarie autorizzazioni. La speranza è di avere il progetto definitivo pronto entro l'estate.
Una volta approvata l'opera, si definiranno gli aspetti paesaggistici. L'inserimento nel contesto ambientale sarà curato nei minimi dettagli. Se tutto procederà senza intoppi, i lavori potrebbero essere appaltati entro la fine dell'anno.
Un sogno che prende forma
Dieci anni dopo la sua concezione, il progetto del ponte tibetano sta concretamente prendendo forma. Quello che sembrava un'utopia inaccessibile sta diventando una possibilità reale. La comunità locale attende con trepidazione la realizzazione di questa ambiziosa infrastruttura.
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