Un giovane di Parma è stato assolto da tutte le accuse relative alla morte di una 15enne deceduta per overdose. La Procura aveva richiesto una pena di oltre cinque anni.
Assolto giovane per morte 15enne a Parma
Un tragico evento ha visto protagonista una giovane di soli 15 anni. La ragazza è deceduta a causa di un'overdose in un appartamento del quartiere Lubiana, a Parma. Il fatto risale al 12 agosto 2024. La giovane è stata trovata senza vita sul letto. Il suo amico, un 20enne, dormiva in una stanza adiacente.
La Procura aveva avanzato una richiesta di condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione. La richiesta, formulata con rito abbreviato, includeva anche una multa di 8.000 euro. Il giovane era imputato di spaccio di sostanze stupefacenti. Era inoltre accusato di morte come conseguenza di altro reato, ovvero la cessione della droga. Infine, era contestata l'omissione di soccorso.
Sentenza di assoluzione per il giovane imputato
La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Parma. Il giovane è stato dichiarato assolto da ogni addebito. Per quanto riguarda le accuse di spaccio e morte come conseguenza di altro reato, il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste. Per l'omissione di soccorso, la medesima valutazione: il fatto non costituisce reato.
L'esito dell'autopsia ha rivelato la causa del decesso. La ragazza è morta per ipotermia maligna. Questa era stata indotta dall'assunzione di Mdma. La sostanza era presente in concentrazione letale nel suo organismo. La droga era stata acquistata poco prima in un parco.
Dettagli delle indagini e dichiarazioni legali
Secondo le ricostruzioni, la droga sarebbe stata assunta insieme a un amico. Si ipotizza che abbiano bevuto dalla stessa acqua, in cui erano stati sciolti i cristalli di Mdma. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile hanno evidenziato la presenza di tre persone nell'appartamento. Queste quando la 15enne ha iniziato a manifestare i primi malori. Il decesso è avvenuto tra le 2 e le 4 del mattino.
Tuttavia, l'allarme è stato dato solo la mattina seguente. A quel punto, purtroppo, non c'era più nulla da fare. L'avvocato Matteo Bolsi, difensore del 20enne, ha rilasciato dichiarazioni. «Il primo pensiero va alla ragazza e ai suoi familiari», ha affermato. «Il secondo va al mio assistito, perché credo che oggi sia stata fatta giustizia». Ha aggiunto che la decisione è frutto della «corretta applicazione dei principi di diritto alla realtà storica».
La difesa ha sottolineato l'importanza di applicare la legge ai fatti concreti. Questo è il normale funzionamento delle aule di tribunale. La sentenza di assoluzione chiude un capitolo doloroso per le famiglie coinvolte. Rimane il rammarico per la giovane vita spezzata prematuramente. La giustizia ha fatto il suo corso, stabilendo la non responsabilità del giovane imputato.