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A Genova è stata istituita la Rete Italiana delle Città Circolari. L'iniziativa mira a promuovere modelli urbani sostenibili e inclusivi tra le amministrazioni locali.

Nasce la rete italiana delle città circolari

È stata fondata la Rete Italiana delle Città Circolari. Questa iniziativa è promossa dal Comune di Genova insieme a Italia Circolare. Riunisce le amministrazioni dei capoluoghi di provincia italiani. L'obiettivo è la transizione verso modelli urbani circolari. Questi modelli devono essere sostenibili, resilienti e inclusivi.

La presentazione ufficiale è avvenuta durante il Circular City Forum 2026. L'evento si è svolto nella sessione istituzionale inaugurale. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha introdotto i lavori.

La sostenibilità urbana al centro del dibattito

La sindaca Silvia Salis ha sottolineato l'importanza delle città. «La sfida della sostenibilità urbana si gioca prima di tutto nelle città», ha affermato. Le città concentrano popolazione, attività economiche e infrastrutture. Gestire questa complessità in chiave circolare è fondamentale. Per il Comune di Genova, significa rendere la sostenibilità un criterio amministrativo. Questo vale per la pianificazione urbana, la gestione dei rifiuti e la transizione energetica. Anche il rapporto tra porto e città è cruciale. L'innovazione dei servizi pubblici e la misurazione dell'impatto delle decisioni sono altrettanto importanti.

L'assessora all'Economia Circolare del Comune di Genova, Silvia Pericu, ha introdotto i contenuti. Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare, partner del progetto, ha partecipato all'introduzione. L'incontro ha visto la partecipazione di numerosi comuni. Tra questi figurano Roma, Firenze, Torino, Napoli, Parma, Aosta, Pavia, Livorno, Imperia, Perugia, Lodi, Mantova, Verona, Lucca e Capannori.

Capannori, un modello pilota europeo

Il Comune di Capannori è l'unico non capoluogo coinvolto. Rappresenta un progetto pilota per la Circular Cities and Regions Initiative (Ccri). Questa iniziativa è promossa dalla Commissione Europea. Il suo scopo è supportare città e regioni nella transizione verso modelli circolari. L'inclusione di Capannori evidenzia l'importanza di esperienze diversificate.

Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare, ha descritto le città come «organismi vivi». Le città consumano risorse globali e sono responsabili di gran parte delle emissioni di CO₂. Producono scarti e hanno ritmi di vita intensi. La crescita urbana è un fenomeno strutturale e irreversibile. Governare le città in chiave circolare trasforma il loro impatto. Lo fa in un'opportunità di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. La rete mira a creare sinergie tra le amministrazioni. L'obiettivo è accelerare la transizione ecologica e sociale.

Il ruolo delle città nella transizione ecologica

La Rete Italiana delle Città Circolari si propone come piattaforma di scambio. Le amministrazioni potranno condividere esperienze e buone pratiche. Questo favorirà l'adozione di politiche innovative. La sostenibilità urbana è una priorità per il futuro. La rete vuole essere un motore di cambiamento. L'iniziativa genovese pone le basi per un futuro più verde. L'impegno congiunto delle città è fondamentale. La collaborazione tra enti locali e organizzazioni come Italia Circolare è essenziale. La transizione verso un'economia circolare richiede un approccio integrato. Le città sono attori chiave in questo processo. La rete genovese rappresenta un passo significativo in questa direzione.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale della Rete Italiana delle Città Circolari?
L'obiettivo è promuovere la transizione verso modelli urbani circolari, sostenibili, resilienti e inclusivi tra le amministrazioni locali italiane.

Quali comuni hanno aderito all'iniziativa?
Hanno aderito comuni capoluogo come Roma, Firenze, Torino, Napoli, Parma, Aosta, Pavia, Livorno, Imperia, Perugia, Lodi, Mantova, Verona, Lucca, oltre al comune non capoluogo Capannori.

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