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L'Emilia-Romagna ha visto una significativa diminuzione di lavoratori autonomi nei settori del commercio e del turismo tra il 2019 e il 2025. La flessione regionale supera la media nazionale, evidenziando criticità specifiche.

Calo autonomi nei settori chiave

Tra il 2019 e il 2025, l'Emilia-Romagna ha registrato una perdita di 16.037 lavoratori autonomi. Questi dati riguardano specificamente i settori del commercio e del turismo. La flessione percentuale si attesta al 17,1%. Questo dato è superiore alla media nazionale, che si ferma al -14,1%. Di conseguenza, la regione si posiziona tra le cinque aree più colpite in Italia per quanto riguarda la percentuale di calo.

Queste informazioni provengono da un'analisi condotta da Confesercenti. La ricerca si basa su dati ufficiali delle camere di commercio. La situazione regionale riflette un trend nazionale più ampio. L'occupazione totale nei due settori è cresciuta, ma questo aumento è dovuto esclusivamente al lavoro dipendente. Il lavoro autonomo, invece, ha subito una contrazione.

Il quadro nazionale e la perdita di indipendenza

A livello nazionale, l'occupazione complessiva nei settori del commercio e del turismo ha visto un incremento di 351mila unità. Questo corrisponde a un aumento dell'8,4%. Tuttavia, questo risultato positivo è interamente attribuibile all'aumento dei lavoratori dipendenti. Si sono aggiunti ben 528mila dipendenti, con un incremento del 18%. Al contrario, il numero di lavoratori autonomi è diminuito di 177mila unità.

Questo squilibrio ha modificato la composizione della forza lavoro. Nel 2019, circa un addetto su tre in questi settori era un lavoratore indipendente. Oggi, la proporzione è scesa a meno di un lavoratore autonomo su quattro. Questa inversione di tendenza segnala una crescente dipendenza dal lavoro subordinato.

Posizione dell'Emilia-Romagna nel contesto italiano

L'erosione dei lavoratori autonomi in Emilia-Romagna risulta particolarmente pesante. La regione si colloca al quarto posto in Italia per perdita assoluta di autonomi. Ha superato solo Lombardia (con -25.098), Lazio (con -22.963) e Veneto (con -17.792). In termini di flessione percentuale, l'Emilia-Romagna è la quinta regione più colpita. Le regioni che la precedono sono Marche (con -25%), Lazio (con -20,4%), Veneto (con -18%) e Friuli-Venezia Giulia (con -17,2%).

Questi dati evidenziano una difficoltà specifica del tessuto economico regionale. La perdita di autonomia nel commercio e nel turismo potrebbe avere ripercussioni sulla vitalità economica locale. La dipendenza da forme di lavoro meno flessibili potrebbe alterare il panorama imprenditoriale.

Le richieste di Confesercenti

Di fronte a questo scenario, Confesercenti ha avanzato una serie di richieste. L'organizzazione chiede interventi concreti per sostenere i lavoratori autonomi. Tra le proposte, vi sono misure per ridurre i costi dell'energia. Si richiede anche un riequilibrio della concorrenza nei mercati. Inoltre, sono auspicabili sostegni mirati agli investimenti privati. Particolare attenzione viene posta agli incentivi per favorire il ricambio generazionale nelle imprese.

Infine, Confesercenti sollecita maggiori tutele di welfare per i lavoratori autonomi. Queste misure sono considerate fondamentali per garantire maggiore stabilità e sicurezza a questa categoria di lavoratori. La loro tutela è vista come essenziale per la salute dei settori del commercio e del turismo.

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