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Il servizio di elisoccorso in Emilia-Romagna festeggia quarant'anni di attività, dimostrando una crescita costante e un impegno continuo nel salvare vite. Nel 2025, sono stati effettuati oltre 2.300 interventi, con un focus su tecnologie avanzate e capillarità territoriale.

Quarant'anni di elisoccorso in Emilia-Romagna

Sono trascorsi quarant'anni dal 14 giugno 1986. In quella data, l'ospedale Maggiore di Bologna vide nascere la prima base regionale di elisoccorso. L'iniziativa riscosse subito successo. Nel giro di poco tempo, il servizio si espanse. Nel 1987, una nuova base operativa fu istituita presso l'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. L'anno seguente, nel 1988, toccò all'ospedale Maggiore di Parma accogliere un'altra postazione. Un'ulteriore espansione avvenne nel 2000 con l'apertura della base di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena. Questa stazione fu pionieristica, dotata per la prima volta di un elicottero equipaggiato con un verricello. Tale innovazione permise ai sanitari di intervenire anche in zone impervie, non raggiungibili con un atterraggio diretto.

Questi quarant'anni hanno segnato un rafforzamento continuo. L'elisoccorso è diventato un pilastro fondamentale dell'emergenza sanitaria gestita dal 118 in Emilia-Romagna. I risultati del 2025 testimoniano questa evoluzione. Sono stati registrati 2.300 servizi di emergenza. I minuti di volo totali hanno raggiunto quota 100.805. Complessivamente, 2.963 pazienti hanno ricevuto soccorso. Questi traguardi sono frutto di investimenti significativi da parte della Regione. Nel solo 2025, sono stati spesi 24.606.000 euro. Questo si traduce in un costo pro capite di 5,5 euro per ogni abitante.

Tecnologia, capillarità e personale: i pilastri del servizio

Il successo del servizio di elisoccorso si basa su diversi fattori chiave. Innanzitutto, l'utilizzo di mezzi e tecnologie all'avanguardia. Gli elicotteri sono equipaggiati con le più moderne strumentazioni mediche e di navigazione. Un altro elemento cruciale è la capillarità delle infrastrutture. Le piazzole di decollo e atterraggio sono 278 e il loro numero è in costante crescita. Questo garantisce una copertura estesa su tutto il territorio regionale. Infine, l'efficienza della complessa macchina organizzativa. Circa 180 professionisti sono coinvolti quotidianamente. Tra questi figurano piloti, medici, infermieri, tecnici, operatori antincendio e personale amministrativo. Tutti lavorano in sinergia per garantire l'operatività del servizio.

L'assessore Fabi ha espresso grande orgoglio per questo servizio. Ha sottolineato la sua importanza all'interno del sistema sanitario pubblico. Ha espresso gratitudine verso il personale. «È grazie a loro che ogni giorno, ogni anno si riescono a salvare tante vite umane», ha affermato. L'assessore ha evidenziato come l'impiego dell'elisoccorso sia fondamentale per le patologie tempo-dipendenti. Ha ribadito l'impegno della Regione a continuare gli investimenti. «Continueremo a investire in termini di risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità sul territorio e formazione del personale», ha dichiarato. L'Emilia-Romagna ha una storia pionieristica in questo campo. Nel 1986 fu la prima regione a investire nell'elisoccorso. Nel 1992, ottenne la prima centrale operativa completamente informatizzata. Dal 2017, il servizio opera anche durante le ore notturne, ampliando ulteriormente la sua efficacia.

Dati 2025: interventi e pazienti soccorsi

Analizzando i dati del 2025, emergono cifre significative. I servizi di emergenza in elisoccorso effettuati dal 118 sono stati 2.300. La centrale operativa Emilia Est ha gestito 951 interventi. Di questi, 573 sono stati effettuati con l'elicottero di Bologna e 378 con quello di Pavullo. La centrale operativa della Romagna ha coperto 592 missioni, utilizzando l'elicottero di Ravenna. La centrale operativa Emilia Ovest ha registrato 758 interventi, con l'elicottero di Parma. In totale, i pazienti soccorsi sono stati 2.963. Parma ha assistito 944 pazienti, Bologna 770, Pavullo 441 e Ravenna 808. I minuti di volo complessivi ammontano a 100.805.

Concentrandosi sulla provincia di Forlì-Cesena, sono state svolte 133 missioni di volo. Queste hanno totalizzato 669 minuti di volo. 183 pazienti sono stati visitati in questa area. L'attivazione dell'elisoccorso segue criteri clinico-organizzativi precisi. Questi sono definiti dalle centrali operative 118 e dal sistema di emergenza territoriale. Gli interventi riguardano principalmente patologie tempo-dipendenti. Tra queste rientrano traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus e sindromi coronariche acute. L'elicottero viene impiegato per garantire la massima tempestività nei soccorsi. Questo è particolarmente vero nelle aree rurali o distanti dagli ospedali. Permette inoltre di fornire un trattamento avanzato durante il trasporto. Facilita la centralizzazione rapida dei pazienti verso i centri Hub della rete regionale.

Evoluzione storica e mezzi all'avanguardia

La storia dell'elisoccorso in Emilia-Romagna inizia nel 1986 a Bologna. La prima base regionale fu attivata all'ospedale Maggiore. Seguirono le aperture a Ravenna (4 luglio 1987) e Parma (17 luglio 1988). Nel 2000 si aggiunse la base di Pavullo nel Frignano (Modena). Questa stazione si distinse per l'elicottero dotato di verricello e per la presenza di personale del Soccorso alpino. Una svolta importante avvenne il 1° giugno 2017. Fu estesa l'operatività dell'eliambulanza alle 24 ore su 24, partendo dalla base di Bologna. Questo permise interventi anche notturni. La nuova modalità fu supportata dalla realizzazione delle prime 17 aree idonee al decollo e atterraggio notturno. L'investimento regionale per questa estensione fu di 3,2 milioni di euro.

Attualmente, l'Emilia-Romagna dispone di 4 elicotteri di nuova generazione. Tutti appartengono al modello Airbus BK117 D-3. Sono dislocati nelle basi di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo nel Frignano. Almeno un mezzo è sempre operativo, giorno e notte, grazie ai sistemi di visione notturna. Due elicotteri sono dotati di verricello. Questi mezzi vantano avionica digitale avanzata. Hanno un peso massimo al decollo incrementato. Offrono minori livelli di rumorosità e vibrazioni in cabina. Ciò migliora il comfort per l'équipe medica e il paziente. La sicurezza è rafforzata da sistemi di monitoraggio dei dati di volo (Fdm) e di affidabilità dei componenti (Hums). Sono state incrementate le sessioni di formazione congiunta per il personale sanitario e aeronautico.

278 piazzole: una rete capillare

La rete di piazzole di atterraggio e decollo è un punto di forza del servizio, specialmente per gli interventi notturni. Sono attualmente 278 in tutto il territorio regionale e il loro numero continua a crescere. Nell'area Emilia Est si contano 142 piazzole (69 nel bolognese, 47 nel modenese, 26 nel ferrarese). L'area Emilia Ovest ne possiede 87 (38 nel parmense, 25 nel reggiano, 24 nel piacentino). L'area Romagna dispone di 49 piazzole (18 nel Forlì-Cesena, 19 nel ravennate, 12 nel riminese). Durante il giorno, gli elicotteri possono atterrare in qualsiasi area sicura. Grazie alle tecnologie avanzate e all'esperienza degli equipaggi, è possibile atterrare anche di notte in zone non censite. Le piazzole rimangono comunque la spina dorsale del sistema di risposta dell'elisoccorso.

Per approfondire la storia e il lavoro di questi professionisti, è disponibile sulla piattaforma Lepida Tv il documentario «Non Siamo Angeli». Realizzato da Rescue Press e Astronuats Production, con il supporto dell'Azienda Usl di Bologna e della Centrale Operativa 118 Emilia Est, il film racconta il servizio di elisoccorso, dando voce ai suoi protagonisti: dal comandante ai medici, dagli infermieri ai tecnici e agli operatori della centrale.

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