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Operazione dei Carabinieri contro il sequestro a scopo estorsivo

I Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha portato all'arresto di due uomini e una donna.

I tre sono gravemente indiziati di sequestro di persona a scopo di estorsione.

La vittima è una giovane donna residente a Monte Compatri.

Dettagli dell'indagine e della violenza subita

Le indagini sono partite nel luglio 2025.

Hanno svelato una vicenda di violenza legata al mercato degli stupefacenti.

Un meticoloso lavoro investigativo ha ricostruito il quadro indiziario.

Sono state fondamentali le attività tecniche e l'analisi dei tabulati telefonici.

Anche i sistemi di videosorveglianza hanno giocato un ruolo cruciale.

La vittima, una 30enne con problemi di tossicodipendenza, aveva accumulato un ingente debito.

Il debito era dovuto all'acquisto di crack da una 40enne di Monte Porzio Catone.

Per costringerla a saldare, la giovane è stata sequestrata più volte.

È stata trattenuta contro la sua volontà in luoghi diversi.

Tra questi la borgata romana di Finocchio e il comune di Palestrina.

Durante la prigionia, la vittima avrebbe subito percosse.

È stata anche minacciata con una pistola.

Inoltre, sarebbe stata costretta a spacciare stupefacenti per saldare il debito.

Gli indagati e il contesto degli arresti domiciliari

Gli indagati hanno messo a disposizione i propri immobili per la prigionia.

È emerso un dettaglio inquietante.

Al momento dei fatti, gli indagati si trovavano già agli arresti domiciliari per altre vicende.

Questo non ha impedito loro di continuare a commettere reati.

Sviluppi dell'operazione e precedenti

L'operazione odierna è uno sviluppo di un primo intervento.

Questo era avvenuto il 26 luglio 2025.

In quella circostanza, la vittima era riuscita a fuggire e a chiedere aiuto.

Pochi giorni dopo, il 29 luglio 2025, i Carabinieri avevano fermato la 40enne.

La donna, fornitrice di crack, stava tentando di rendersi irreperibile.

Durante il fermo, i militari avevano rinvenuto e sequestrato il revolver calibro 38.

L'arma era quella utilizzata per le minacce alla vittima.

Fase delle indagini preliminari

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

La responsabilità degli indagati sarà accertata solo dopo il processo.

Vigono ancora i principi della presunzione di non colpevolezza.

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