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Nuove testimonianze emergono nel processo sul depistaggio delle indagini per la strage di via D'Amelio. Un ex funzionario della squadra mobile di Palermo ha dichiarato di aver visto la borsa del giudice Borsellino in un luogo inaspettato. Le dichiarazioni potrebbero riaprire scenari sulla gestione delle prove.

Nuove rivelazioni sul depistaggio via D'Amelio

Un ex funzionario della squadra mobile di Palermo, Paolo Fassari, ha rilasciato dichiarazioni cruciali. Ha affermato di aver visto la borsa del giudice Paolo Borsellino. La borsa si trovava inizialmente sul luogo della strage di via D'Amelio. Successivamente, Fassari l'ha rivista. Era posizionata sul divano dell'ufficio di Arnaldo La Barbera. All'epoca, La Barbera era il dirigente della squadra mobile di Palermo.

Queste affermazioni sono state rese nell'ambito di un processo in corso a Caltanissetta. Il procedimento giudiziario vede imputati quattro poliziotti. Si tratta di Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli. Questi agenti facevano parte del pool investigativo «Falcone-Borsellino». Sono accusati di aver deliberatamente deviato le indagini sulla strage.

La testimonianza di Paolo Fassari

Paolo Fassari ha spiegato di aver visto un altro poliziotto, Francesco Maggi, sul luogo dell'attentato. Fassari avrebbe incaricato Maggi di trasportare la borsa. La destinazione era l'ufficio di Arnaldo La Barbera. Questa è la prima volta che Fassari testimonia in un processo relativo alla strage. La strage causò la morte del giudice Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua scorta.

Il teste ha aggiunto di aver informato personalmente La Barbera del fatto. Ha specificato che la borsa era stata portata nel suo ufficio. Fassari ha sottolineato un dettaglio importante. Non fu redatto alcun verbale ufficiale sul ritrovamento della borsa. Di fronte a una fotografia della borsa bruciacchiata del giudice, Fassari ha notato delle differenze. Ha dichiarato che la borsa rinvenuta sul luogo della strage non era identica a quella mostrata in foto.

La testimonianza di Gabriella Tomasello

Anche Gabriella Tomasello è stata chiamata a testimoniare. All'epoca dei fatti, era una giovane poliziotta in servizio a Palermo. Ha descritto la scena come caotica. «Era come Beirut», ha affermato. Ha ricordato l'arrivo di non meno di cinquecento persone sul luogo. Tomasello ha menzionato la confusione generale e il cadavere di Emanuela Loi. I suoi ricordi riguardo alla borsa sono incerti. «I miei ricordi sulla borsa sono inficiati da quello che ho letto», ha spiegato. Per lei, all'epoca, la borsa non era un elemento di primaria importanza.

Tomasello non è sicura di aver visto la borsa nell'ufficio di La Barbera. Riguardo alla parte bruciata della borsa, ha dichiarato con certezza di non averla vista. La teste ha anche riferito di avere un ricordo molto vago di una riunione. Questa riunione si sarebbe tenuta in questura la sera stessa dell'attentato.

Prossimi sviluppi

La prossima udienza del processo è stata fissata per il 24 novembre. Le testimonianze di Fassari e Tomasello potrebbero fornire nuovi elementi utili alle indagini. Il processo mira a chiarire le responsabilità nel depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio. La ricerca della verità sulla strage continua, con nuove testimonianze che emergono a distanza di anni.

Domande frequenti

Chi ha testimoniato riguardo alla borsa del giudice Borsellino?

Le testimonianze chiave sono state quelle dell'ex funzionario della squadra mobile di Palermo, Paolo Fassari, e della poliziotta Gabriella Tomasello. Fassari ha dichiarato di aver visto la borsa del giudice Borsellino prima sul luogo della strage e poi nell'ufficio di Arnaldo La Barbera. Tomasello ha espresso incertezza riguardo alla borsa, affermando che i suoi ricordi sono influenzati da ciò che ha letto successivamente.

Qual è l'accusa nel processo di Caltanissetta?

Nel processo di Caltanissetta sono imputati quattro poliziotti, Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli. Questi agenti, che facevano parte del pool investigativo «Falcone-Borsellino», sono accusati di aver depistato le indagini sulla strage di via D'Amelio. L'obiettivo del processo è accertare le responsabilità in merito a questo presunto depistaggio.

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