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La sindaca di Termini Imerese ha negato l'autorizzazione per la festa di San Daniele a causa della presenza di un cantante che ha dichiarato pubblicamente di aver cantato per esponenti mafiosi. La decisione mira a tutelare l'immagine della città e a contrastare la cultura mafiosa.

Stop alla festa di San Daniele a Termini Imerese

La città di Termini Imerese, in provincia di Palermo, non celebrerà San Daniele il prossimo 17 ottobre come previsto. La sindaca Maria Terranova ha emesso un divieto per i festeggiamenti in piazza. La motivazione risiede nella proposta di includere tra gli artisti il cantante Mauro Nardi.

Quest'ultimo, in diverse interviste televisive, ha pubblicamente ammesso di essersi esibito in feste private alla presenza di membri della criminalità organizzata. Nardi ha anche parlato di un legame di vicinanza con il clan Casamonica.

Le dichiarazioni del cantante e la reazione della sindaca

La sindaca Terranova, pur senza nominare direttamente l'artista, ha riportato le sue dichiarazioni su Facebook. Nardi avrebbe affermato: «Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private lì c'era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta... tutti lì li trovavi, quando arrivavo io e cantavo.. quelli impazzivano».

Il cantante ha inoltre descritto il suo rapporto con i Casamonica come basato su affetto e stima, ricevendo compensi e regali preziosi. «Io poi li tratto col cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima... Non ti dico quando mi chiamano: devi mangiare, devi cantare, Ti pagano prima.. Io ho avuto bracciali, orologi.. Loro li guadagnano e loro li spendono e noi siamo gli artisti di queste persone...».

La sindaca Terranova ha chiarito la sua posizione: «Non esprimo giudizi sulla persona. Il cantante è libero di definirsi 'artista di queste persone', così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento».

Un messaggio contro la mafia

Maria Terranova ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro. «Noi non siamo la Sicilia di Inzerillo, Bontade e Buscetta – ha scritto – Noi non siamo la Sicilia della Cupola. Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia».

La sindaca ha ribadito la sua appartenenza a questa Sicilia, quella che desidera rappresentare per Termini Imerese. Ha specificato che la decisione non è contro la festa in sé, ma contro la figura proposta. La celebrazione di San Daniele potrà essere riproposta con un programma differente.

Sostegno istituzionale e precedenti

L'iniziativa della sindaca Terranova ha ricevuto il sostegno del presidente dell'Antimafia regionale, Antonello Cracolici. Quest'ultimo ha annunciato la sua presenza a Termini Imerese per confermare il suo convinto appoggio alla decisione.

Non è la prima volta che la festa di San Daniele è al centro di polemiche. L'anno precedente, infatti, fu la Questura a vietare l'esibizione di due cantanti neomelodici e tiktoker napoletani, sempre in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono.

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