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Il Tar Sicilia ha bloccato la stagione venatoria annullando il calendario. La decisione è motivata dall'assenza di un piano faunistico regionale aggiornato, considerato illegittimo dai giudici.

Tar Sicilia annulla calendario venatorio

La giustizia amministrativa ha emesso una sentenza importante. La terza sezione del Tar Sicilia ha accolto un ricorso. Le associazioni Pro Natura e LEAL hanno presentato l'istanza. Il provvedimento che fissava il calendario venatorio è stato annullato. I ricorrenti hanno reso nota la decisione dei giudici.

La motivazione principale riguarda la pianificazione faunistica. I giudici hanno ritenuto illegittima l'adozione del calendario. Questo è avvenuto in assenza di un piano faunistico regionale aggiornato. Tale strumento di pianificazione è fondamentale per la gestione della fauna selvatica.

Assenza di piano faunistico regionale

L'ultimo piano faunistico regionale risale al periodo 2013-2018. La normativa prevede una revisione quinquennale. Tuttavia, non si è mai proceduto a una rivalutazione. Questo ha reso obsoleto lo strumento di pianificazione.

L'assenza di un piano aggiornato ha portato all'illegittimità del calendario venatorio. La decisione del Tar ha conseguenze immediate. L'attività venatoria è ora impossibile sull'intero territorio siciliano. L'assessorato regionale all'Agricoltura dovrà fare i conti con questa sentenza.

Condanna alle spese processuali

Oltre all'annullamento del calendario, il Tar Sicilia ha preso un'altra decisione. L'assessorato regionale all'Agricoltura è stato condannato. Dovrà pagare le spese processuali sostenute dai ricorrenti. Questo rappresenta un ulteriore onere per l'amministrazione regionale.

«La sentenza del Tar Sicilia ripristina con forza la legalità», hanno dichiarato gli avvocati delle associazioni. I legali Luca D’Agostino, Aurora Rosaria Loprete e Mariachiara Giovinazzo hanno commentato la decisione. Hanno sottolineato la preminenza della tutela ambientale e della biodiversità. Questo principio è in linea con l'articolo 9 della Costituzione italiana.

Tutela ambientale e principio di precauzione

I giudici hanno chiarito un punto fondamentale. Non si può prescindere da una pianificazione faunistica scientifica e aggiornata. Regolamentare la caccia basandosi su un piano obsoleto da oltre un decennio è un grave vizio. Costituisce una lesione del principio di precauzione.

Le associazioni ambientaliste ed animaliste hanno accolto con favore la sentenza. Ritengono che essa rafforzi la tutela della fauna selvatica. La decisione del Tar Sicilia rappresenta una vittoria per la biodiversità e la legalità ambientale. La caccia in Sicilia è quindi ferma fino a nuovo provvedimento.