Appello urgente per le concessioni balneari siciliane
La CNA Balneari Sicilia ha lanciato un appello urgente alle istituzioni regionali e nazionali. Si chiede una proroga immediata delle concessioni demaniali marittime nelle zone colpite dal Ciclone Harry. La richiesta mira a salvare oltre 1.000 imprese del settore balneare.
L'associazione sottolinea la gravità della situazione a mesi dalla calamità naturale. Molte attività sono ancora impegnate nella ricostruzione di infrastrutture danneggiate. L'erosione delle spiagge e il ripristino dei servizi richiedono ingenti investimenti.
Investimenti a rischio senza un orizzonte temporale
Le imprese balneari necessitano di tempi lunghi per ammortizzare i costi della ricostruzione. Si parla di un periodo tra i dieci e i vent'anni. Queste tempistiche sono incompatibili con la scadenza attuale delle concessioni, fissata al 30 settembre 2027. Tale scadenza è stata stabilita dal decreto «Salva Infrazioni».
«Senza una proroga, i ristori economici e i sostegni finora stanziati rischiano di essere inefficaci», ha dichiarato la CNA Balneari Sicilia. Nessun imprenditore può sostenere spese significative senza certezze sul futuro. L'associazione precisa di non chiedere privilegi, ma condizioni minime per la sopravvivenza di un settore strategico.
Fondamenti giuridici e necessità di aggiornamento dei piani
La richiesta di proroga si basa su solidi fondamenti giuridici. L'associazione cita l'articolo 107, paragrafo 2, lettera b) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Questo articolo considera compatibili con il mercato interno gli aiuti per ovviare ai danni da calamità naturali.
Inoltre, le trasformazioni del territorio causate dal Ciclone Harry hanno reso obsoleti i Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) comunali. Questo rende impraticabile l'avvio di nuove gare d'appalto prima del loro aggiornamento. La CNA Balneari Sicilia sollecita l'attivazione di tutti gli strumenti disponibili.
Richiesta di intervento a più livelli
Tra le misure richieste figurano l'utilizzo del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE). Si chiede anche la notifica alla Commissione UE ai sensi dell'articolo 108 TFUE. È necessaria una revisione straordinaria dei PUDM e l'adozione di normative nazionali di deroga.
«Il futuro dell'offerta balneare siciliana dipende da questa scelta», conclude l'associazione. Il tempo a disposizione è ormai esaurito e si attende un'azione decisa da parte delle autorità competenti.