La Sicilia si posiziona all'ultimo posto nella classifica delle regioni italiane "mother friendly". Un rapporto di Save the Children evidenzia criticità in diversi ambiti, dalla salute ai servizi, confermando la maternità come fattore di disuguaglianza.
Maternità in Sicilia: un quadro critico
La Sicilia occupa l'ultima posizione nella graduatoria delle regioni considerate "mother friendly". Questo dato emerge dall'undicesima edizione del rapporto "Le Equilibriste, la maternità in Italia". L'indagine è stata condotta dal polo ricerche di Save the Children in collaborazione con l'Istat. Vengono analizzate le condizioni delle madri attraverso sette indicatori fondamentali. Questi includono demografia, occupazione, rappresentanza politica, salute, servizi offerti, soddisfazione personale e presenza di violenza di genere.
Per quanto riguarda la dimensione "Lavoro", la Sicilia si colloca al sedicesimo posto. Questo rappresenta un miglioramento rispetto al ventesimo posto della precedente rilevazione. Si registra una diminuzione di circa tre punti percentuali nel tasso di part-time involontario per le donne. Il dato è passato dal 24,1% al 21,2%. Tuttavia, questo lieve progresso non basta a migliorare la posizione generale.
Servizi e salute: le aree più critiche
Nella dimensione "Rappresentanza", la Sicilia ha subito un arretramento. Scende infatti di cinque posizioni, passando dal decimo al quindicesimo posto. Il punteggio ottenuto è di 98,378. Per la dimensione "Salute", la regione si trova al diciannovesimo posto, con un punteggio di 92,554. Questo indica un peggioramento rispetto al sedicesimo posto precedente. Si nota un aumento del quoziente di mortalità infantile nel primo anno di vita. Il dato è salito da 2,99 a 3,66.
La situazione è particolarmente preoccupante per la dimensione "Servizi". In questo ambito, la Sicilia conferma la sua ultima posizione tra tutte le regioni italiane. Questo dato sottolinea una grave carenza nelle infrastrutture e nei supporti dedicati alle madri e ai bambini. Per la dimensione "Soddisfazione soggettiva", la regione si posiziona al diciottesimo posto, con un punteggio di 90,581. La posizione è la medesima registrata nell'edizione precedente del rapporto.
Un quadro nazionale preoccupante
Infine, per la dimensione "Violenza", che valuta la disponibilità di centri antiviolenza e case rifugio ogni 100.000 donne, la Sicilia ha guadagnato una posizione. Passa infatti dal quindicesimo al quattordicesimo posto. Nonostante questo piccolo passo avanti, il quadro generale rimane critico.
Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children Italia, ha commentato i risultati. Ha affermato: «La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza». Ha aggiunto: «Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni».
La ricercatrice ha sottolineato la gravità della situazione attuale. «Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni», ha dichiarato. Ha evidenziato come, nonostante gli impegni dichiarati, si osservi un aumento delle dimissioni da parte delle neomamme. Inoltre, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione. Questo crea un circolo vizioso di esclusione e precarietà.