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L'industria olearia siciliana affronta un grave problema di invenduto, con circa 16.000 tonnellate di olio d'oliva ancora nei magazzini. La differenza di prezzo con l'olio europeo e la necessità di un patto con la grande distribuzione sono i nodi cruciali da sciogliere.

Situazione critica per l'olio siciliano

Quest'anno la vendita di olio d'oliva ha subito un forte rallentamento. Il divario di prezzo tra l'olio italiano e quello proveniente da altri paesi europei, come Spagna e Grecia, supera i 2,50 euro. Questo scarto rende difficile la commercializzazione del prodotto nazionale.

A fine campagna olearia, si registrano scorte significative. Dati ufficiali indicano quasi 200.000 tonnellate di olio invenduto a livello nazionale. A fronte di una produzione totale di 330.000 tonnellate, circa due terzi rimangono nei depositi.

La Sicilia contribuisce a questo dato con quasi 16.000 tonnellate di prodotto fermo. Questo quantitativo rappresenta una quota importante dell'invenduto totale, destando preoccupazione.

Le cause dell'invenduto e le sfide finanziarie

La difficoltà nel vendere l'olio esistente crea seri problemi finanziari per le aziende. Senza entrate dalle vendite, diventa arduo coprire i costi per l'acquisto delle nuove olive. La liquidità è un fattore critico in questo scenario.

Inoltre, i silos di stoccaggio sono ancora occupati dalle scorte dell'annata precedente. Questo limita la capacità di accogliere la nuova produzione, aggravando la situazione logistica. La complessità del problema richiede soluzioni immediate.

La situazione generale è definita «abbastanza preoccupante» da esperti del settore. La necessità di un'azione coordinata e tempestiva è ormai impellente per il futuro del comparto.

Proposte per il rilancio del settore

È fondamentale adottare un approccio di sistema per superare questa crisi. Ciò implica l'implementazione di politiche più efficaci e reattive alle esigenze del mercato. Le istituzioni devono fornire risposte rapide e concrete.

Un altro punto cruciale è la stipula di un accordo con la grande distribuzione organizzata. I supermercati rappresentano il canale principale di vendita, assorbendo circa il 70% dell'olio. La loro collaborazione è essenziale per la buona riuscita delle vendite.

Il divario di prezzo tra l'olio italiano e quello estero costituisce un ostacolo significativo. Trovare strategie per rendere l'olio nazionale più competitivo sul mercato interno è una priorità assoluta.

Queste sono le dichiarazioni di Manfredi Barbera, amministratore delegato dell'azienda olearia omonima. Ha parlato ai giornalisti durante il convegno «L'isola del Tesolio», promosso da Oro Sicilia e Oleifici Barbera con il supporto dell'assessorato regionale all'Agricoltura.