Protesta contro la riforma degli istituti tecnici
Palermo, 7 maggio 2026. Docenti e personale scolastico hanno manifestato oggi contro la nuova riforma degli istituti tecnici. La protesta si è concentrata davanti all'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.
Secondo i sindacati, la riforma comporterebbe una drastica riduzione delle ore di insegnamento. Si parla di 561 ore in meno a livello disciplinare. Questo taglio minaccerebbe la qualità dell'offerta formativa.
La FLC CGIL Sicilia ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze occupazionali. La riduzione delle ore potrebbe tradursi in una perdita di posti di lavoro per il personale docente e ATA. La mobilitazione mira a sensibilizzare le istituzioni.
Richiesta di rinvio e confronto
La sigla sindacale chiede un rinvio dell'applicazione della riforma. La proposta è di posticipare l'entrata in vigore al 2027/2028. Questo darebbe tempo per un'analisi più approfondita.
Viene sollecitata l'istituzione di una nuova commissione di studio. L'obiettivo è coinvolgere attivamente le parti sociali. Si auspica un confronto serio e costruttivo con il Ministero dell'Istruzione.
Adriano Rizza, segretario generale della FLC CGIL Sicilia, ha sottolineato la gravità della situazione. «Questa riforma, così com’è, riduce di 561 ore l’insegnamento disciplinare, impoverisce l’offerta formativa e mette a rischio posti di lavoro», ha dichiarato.
Il sit-in e la lettera al Direttore Generale
La protesta di oggi è durata dalle 9:00 alle 13:00. Ha visto la partecipazione di docenti, personale ATA e dirigenti degli istituti tecnici. Tutti hanno aderito allo sciopero nazionale indetto contro la riforma.
Una delegazione sindacale ha consegnato una lettera formale al Direttore generale dell'USR Sicilia, Dott. Filippo Serra. La missiva ribadisce la richiesta di slittamento della riforma.
La lettera denuncia la perdita secca di 561 ore di insegnamenti disciplinari. I tagli sarebbero distribuiti tra il primo biennio, il secondo biennio e il quinto anno. Si evidenzia anche l'impoverimento della funzione educativa complessiva.
Fallimento della conciliazione e prossimi passi
La mobilitazione segue il fallimento dei tentativi di conciliazione. I tavoli di confronto con il Ministero dell'Istruzione e del Lavoro non hanno prodotto risultati.
Sono stati effettuati tre incontri presso il Ministero del Lavoro per attivare le procedure di raffreddamento. Anche queste iniziative non hanno portato a una soluzione condivisa.
Il documento consegnato all'USR Sicilia è stato inviato anche alle Prefetture di tutta l'isola. La FLC CGIL Sicilia attende ora un riscontro ufficiale. Il sindacato si dichiara pronto a proseguire la mobilitazione.