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A Sferracavallo, Palermo, cittadini e commercianti scendono in piazza per dire basta al racket e alle intimidazioni. La manifestazione chiede maggiore sicurezza e presenza dello Stato dopo una serie di attacchi violenti.

Protesta contro la violenza a Sferracavallo

Oltre duecento persone si sono riunite a Sferracavallo, quartiere di Palermo. Hanno espresso forte solidarietà agli imprenditori colpiti da intimidazioni. Da novembre, la borgata marinara è teatro di violenze. Le raffiche di Kalashnikov hanno creato un clima di terrore.

Residenti, commercianti e famiglie hanno riempito la piazza. Molti non vogliono più rimanere in silenzio. Chiedono a gran voce più sicurezza. Desiderano una maggiore presenza dello Stato sul territorio. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Filiis Palermo. Si è svolta vicino al ristorante Il Brigantino.

L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione. L’escalation di violenza fa temere un ulteriore peggioramento della situazione. Gli organizzatori sottolineano un punto importante. La sicurezza non è un problema solo di questa borgata. Riguarda l’intera città di Palermo. Per questo, invitano le istituzioni a esporsi. Chiedono una presa di posizione chiara e decisa.

L'escalation di attacchi preoccupa

La mobilitazione dei cittadini segue un grave episodio. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, il ristorante Brigantino è stato preso di mira. Una raffica di mitra ha colpito la struttura. Sono stati esplosi almeno trenta colpi. Hanno sfondato la vetrina. Hanno danneggiato arredi e locali interni. Questo attacco è l'ennesimo di una serie. Preoccupa molto gli investigatori.

Solo due settimane prima, un altro episodio simile aveva scosso Sferracavallo. Un’autorimessa era stata colpita da una sventagliata di proiettili. Due persone a bordo di una Fiat 500 rubata e senza targa erano entrate in azione. Ancora prima, il 10 aprile, i colpi erano stati diretti contro il deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo.

Gli investigatori parlano ormai di una vera e propria «banda del kalashnikov». Le modalità operative sono sempre le stesse. Incursioni notturne, spesso nei fine settimana. Utilizzo di armi da guerra. Obiettivi legati ad attività economiche. Questo schema si ripete con inquietante regolarità.

Indagini sulla 'banda del kalashnikov'

Nel mirino degli attacchi è finito anche un parcheggio-lavaggio. Un impianto di rifornimento in viale Lanza di Scalea è stato anch’esso colpito. Un’auto rubata è stata lanciata tra gli impianti. Poi è stata data alle fiamme. Questi raid, pur diversi, presentano caratteristiche comuni. Questo fa ritenere che dietro ci sia lo stesso gruppo criminale.

Resta ancora da chiarire la matrice di questi atti. Si ipotizza un’organizzazione strutturata legata alla criminalità organizzata. Oppure gruppi di giovani incontrollati. Questi ultimi cercano di imporsi con la violenza. Potrebbero operare sotto la supervisione di Cosa nostra. Le indagini sono in corso per fare luce sui responsabili.

È in questo clima di tensione che si inserisce la protesta. Cittadini e operatori economici chiedono risposte concrete. «La notte non dormo più», ha dichiarato Gaetano Testaverde. È il padre del titolare del Brigantino. «Non trovo più la forza di portare avanti il lavoro iniziato 40 anni fa». Ha aggiunto con amarezza.

«Per fortuna c’è mio figlio», ha proseguito Testaverde. «Ha una forza immensa, altrimenti l’unica soluzione era andare via da qui». La sua testimonianza riflette la paura diffusa. La manifestazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali. Tra loro, il presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici. Presenti anche il deputato regionale Ismaele La Vardera.

Hanno partecipato anche gli assessori comunali alle Attività produttive e all’Emergenza abitativa, Giuliano Forzinetti e Fabrizio Ferrandelli. Non sono mancati i consiglieri comunali Ugo Forello e Ottavio Zacco. La loro presenza sottolinea l'importanza della questione sollevata dai cittadini di Sferracavallo.

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