Una mostra fotografica al Palazzo di Giustizia di Palermo celebra la memoria del Maxiprocesso contro Cosa Nostra. L'esposizione, che include opere dell'artista Maria D. Rapicavoli, sarà visitabile dal 26 giugno al 30 settembre, per poi trasferirsi al museo di Castelbuono.
Memoria del Maxiprocesso attraverso l'arte
Trenta immagini fotografiche mirano a riaffermare il valore della memoria. L'obiettivo è ricordare il Maxiprocesso contro Cosa Nostra. Questo avviene tramite l'azione delle istituzioni culturali. Si sfrutta anche l'arte contemporanea per questo scopo. Il museo civico di Castelbuono recupera le fotografie. Provengono dai faldoni del Maxiprocesso. L'artista Maria D. Rapicavoli ha creato la serie fotografica. Una mostra sarà allestita al primo piano del Palazzo di Giustizia di Palermo. Il progetto riceve il sostegno di Strategia fotografia 2025. È promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura.
La presentazione in anteprima è fissata per il 26 giugno. L'esposizione resterà aperta fino al 30 settembre. Successivamente, l'installazione si sposterà al museo di Castelbuono. L'organizzazione ha comunicato che l'opera è destinata a viaggiare. Si vuole evitare che venga riposta in un deposito. Questo rispecchia il concetto che la memoria non può essere archiviata. Il percorso espositivo prevede tappe future. Tra queste, il Tribunale di Trapani. Sono previsti anche altri luoghi in Italia e all'estero. Le trenta fotografie, una volta esposte, entreranno nella collezione permanente del museo. Il progetto è curato da Laura Barreca e Giovanna Fiume.
Inaugurazione e partecipanti all'evento
Il 26 giugno, alle 17:00, si terrà una conferenza pubblica. Parteciperanno diverse personalità di rilievo. Tra questi, Lia Sava, procuratrice generale della Corte d'Appello di Palermo. Ci sarà anche Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura. Sarà presente Gerardo Villanacci, presidente della Fondazione scuola nazionale del patrimonio. Interverranno inoltre Antonio Balsamo, presidente della Corte d'Appello di Palermo. Infine, Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Trapani. Alle 18:30, seguirà la presentazione ufficiale dell'installazione fotografica. L'evento è stato commissionato dal museo civico di Castelbuono. La realizzazione è supportata dalla direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura. Il progetto gode del patrocinio dell'Associazione nazionale magistrati, sezione distrettuale di Palermo. Hanno concesso il patrocinio anche la Corte d'Appello di Palermo e il Tribunale di Trapani. L'Università degli Studi di Palermo ha contribuito. La media partnership è assicurata da Diecimedia.
Il ruolo delle istituzioni culturali e la memoria
«Come museo pubblico», ha dichiarato Laura Barreca, direttrice del museo di Castelbuono, «oggi riflettiamo sul ruolo attivo che le istituzioni culturali possono assumere. L'obiettivo è costruire una società più consapevole. Dobbiamo promuovere responsabilità e partecipazione. In Sicilia, questa responsabilità ha un significato ancora più profondo. Qui la memoria del Maxiprocesso continua a essere custodita. Viene riletta e trasmessa alle nuove generazioni. L'arte contemporanea si rivela uno strumento potente. Permette interpretazione, dialogo e diffusione di questi temi».
«Il Maxiprocesso», ha affermato Antonio Balsamo, presidente della Corte d'Appello di Palermo, «è stato determinante. Non solo per la ricostruzione giudiziaria del fenomeno mafioso. È stato fondamentale anche per la formazione della coscienza civile. Ha contribuito al riscatto della Sicilia. Ha costruito una nuova identità collettiva. Oggi, nel contesto internazionale, il volto dell'Italia è il volto di persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino».
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