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Il Movimento 5 Stelle e Avanguardia Socialista denunciano una gestione opaca dei fondi da parte della Città Metropolitana di Palermo. Contestano l'erogazione discrezionale di quasi mezzo milione di euro destinati a sagre e carnevali, a fronte di bandi pubblici più restrittivi per altre iniziative.

Critiche sulla gestione dei fondi metropolitani

Palermo è al centro di un acceso dibattito politico. I consiglieri metropolitani Antonino Randazzo e Fabio Giambrone, esponenti del Movimento 5 Stelle e di Avanguardia Socialista (Avs), hanno sollevato serie perplessità. Le loro critiche riguardano le modalità di assegnazione di fondi da parte della Città Metropolitana. Hanno analizzato i dati relativi alle compartecipazioni erogate tra il 2024 e l'inizio del 2026. La loro indagine ha portato alla luce una gestione che definiscono a "due velocità".

Da un lato, si riscontrano bandi pubblici con criteri molto stringenti. Questi avvisi sono destinati a iniziative legate a festività come Natale e Pasqua. Dall'altro lato, emerge una "pioggia di finanziamenti diretti". Questi fondi sembrano essere destinati a sagre e carnevali. La gestione di tali erogazioni avviene, secondo i consiglieri, "fuori da ogni evidenza pubblica".

La denuncia è stata formalizzata dopo un accesso agli atti effettuato dai consiglieri stessi. L'obiettivo era comprendere meglio il flusso di denaro pubblico. La loro analisi si concentra su un periodo specifico, quello compreso tra l'anno 2024 e i primi mesi del 2026. Questo intervallo temporale è considerato cruciale per valutare le politiche di spesa dell'ente.

Quasi mezzo milione di euro erogati senza bandi

L'ammontare complessivo dei fondi oggetto di contestazione è significativo. Si parla di una spesa che sfiora il mezzo milione di euro. Per la precisione, l'impegno di spesa analizzato dai consiglieri ammonta a 496.533,10 euro. Questa cifra, di per sé considerevole, non è l'unico elemento che ha destato preoccupazione.

Ciò che salta maggiormente all'occhio, secondo Randazzo e Giambrone, non è tanto l'entità della somma. Il vero nodo della questione risiede nella modalità con cui questi fondi vengono erogati. Le assegnazioni dirette rappresentano il fulcro della loro critica. Questo metodo di distribuzione del denaro pubblico è visto come poco trasparente e potenzialmente iniquo.

Gli uffici della Città Metropolitana hanno fornito una giustificazione per queste assegnazioni dirette. La motivazione addotta è la mancanza di bandi attivi al momento della presentazione delle richieste. Tuttavia, questa spiegazione non convince i consiglieri di opposizione. Essi ritengono che l'ente dimostri una capacità di programmazione per eventi specifici, come quelli legati alle festività comandate.

La preferenza per una gestione "a sportello" e discrezionale per il resto dell'anno è quindi vista come una scelta, piuttosto che una necessità. Questa modalità permette, secondo i critici, di aggirare procedure più rigorose e trasparenti. La mancanza di bandi attivi viene quindi interpretata come una scusa per eludere la concorrenza pubblica.

Disparità di trattamento tra le associazioni del territorio

La conseguenza diretta di questo sistema di erogazione è, secondo il Movimento 5 Stelle e Avanguardia Socialista, una "inaccettabile disparità di trattamento". Le associazioni e le realtà del territorio si trovano a fronteggiare condizioni molto diverse per ottenere finanziamenti. Questo crea un terreno di gioco non equo per tutti gli attori culturali e sociali.

Da una parte, ci sono associazioni che devono affrontare un percorso lungo e complesso. Devono attendere mesi per vedere le loro richieste esaudite. Devono produrre una mole considerevole di documentazione. Infine, devono sottostare a graduatorie di merito per poter accedere ai bandi. Questi bandi, spesso legati a periodi specifici come il Natale o la Pasqua, rappresentano un'opportunità importante.

Dall'altra parte, altre realtà ottengono "cifre consistenti" in modo apparentemente più agevole. Questo avviene tramite "semplici 'direttive' o determinazioni dirette". Tali erogazioni sono destinate a eventi come il Carnevale o le sagre autunnali. Il problema principale, sottolineano i consiglieri, è che queste associazioni "saltano ogni confronto concorrenziale".

Questo metodo bypassa completamente le procedure di gara e selezione pubblica. Viene a mancare la possibilità di valutare diverse proposte e scegliere quella più meritevole sulla base di criteri oggettivi. La trasparenza e l'efficienza nell'uso dei fondi pubblici ne risultano compromesse. La percezione è quella di un favoritismo.

Metodo contestato, non la qualità degli eventi

È importante sottolineare che Antonino Randazzo e Fabio Giambrone non mettono in discussione la validità o la qualità degli eventi finanziati. Molti di questi, come sagre e carnevali, sono riconosciuti come meritevoli e importanti per la vita culturale e sociale del territorio palermitano.

La loro contestazione è focalizzata esclusivamente sul "metodo". La critica è rivolta alla procedura adottata per l'erogazione dei fondi. Non si tratta di un attacco agli eventi in sé, ma alla governance che li sostiene. La richiesta è di maggiore equità e trasparenza nelle decisioni.

I consiglieri esortano la Città Metropolitana a cambiare approccio. "Deve smetterla di agire per emergenze o per corsie preferenziali", affermano. L'ente dovrebbe adottare un sistema più strutturato e prevedibile. Questo garantirebbe a tutte le realtà la possibilità di accedere ai finanziamenti in modo equo.

La richiesta è di passare da una gestione discrezionale e spesso poco trasparente a un sistema basato su bandi pubblici chiari e accessibili. Questo permetterebbe di valorizzare al meglio le risorse pubbliche. Inoltre, favorirebbe una competizione sana tra le associazioni. La trasparenza è vista come un pilastro fondamentale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dei fondi pubblici a Palermo. La Città Metropolitana è chiamata a rispondere a queste critiche. La trasparenza e l'equità nella distribuzione delle risorse sono elementi essenziali per un'amministrazione pubblica efficiente e credibile. La discussione promette di proseguire nei prossimi consigli metropolitani.