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La città di Palermo è unita nel dolore per la perdita di Alessia, una bambina di 8 anni che ha combattuto con coraggio contro una grave malattia. La sua forza ha ispirato tifoserie e istituzioni, lasciando un segno indelebile.

Un intero capoluogo si stringe nel cordoglio

Una notizia ha scosso profondamente Palermo, spegnendo momentaneamente la passione calcistica. La scomparsa della piccola Alessia La Rosa, una giovanissima tifosa del Palermo, ha unito l'intera comunità. La bambina, di soli otto anni, aveva combattuto per quasi sette anni contro un tumore. La sua battaglia non ha toccato solo i cuori dei sostenitori della squadra rosanero, ma ha risuonato in ogni angolo della città e oltre i suoi confini.

Alessia è diventata un vero e proprio simbolo di resilienza. Ha trasformato la sua sofferenza in un esempio di tenacia, ispirando chiunque abbia avuto modo di conoscerla. Un tifoso, Francesco Safina, ha ricordato come lei «quando prendeva il microfono in curva Nord si comportava come un vero capo ultras, lanciando i cori». Ha aggiunto che «sarà sempre viva a cantare assieme a noi».

L'ultimo saluto allo stadio Barbera

Centinaia di persone si sono ritrovate presso lo stadio Barbera, luogo scelto per l'allestimento della camera ardente. I tifosi hanno accolto la bara bianca con cori emozionanti e fumogeni colorati, tributando un ultimo omaggio alla piccola guerriera. Tra le personalità presenti per l'estremo saluto, il presidente della Regione, Renato Schifani, e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Presenti anche il presidente della squadra, Dario Mirri, e l'intera rosa del Palermo.

La camera ardente, allestita nella sala stampa dell'impianto sportivo di viale del Fante, è rimasta aperta fino alle 22. I funerali si sono svolti in Cattedrale a Palermo. La memoria di Alessia vive nei cuori di molti, un ricordo indelebile di coraggio e amore.

Un esempio di umanità e unione

Durante una delle sue prime apparizioni in campo, alcuni coetanei derisero Alessia per la perdita dei capelli, conseguenza delle cure. Fu in quel momento che incontrò Ottavia, un'altra bambina che, pur non conoscendola, la difese con grande fermezza. La mamma di Ottavia, Lavinia Sposito, ha raccontato che «da quel momento mia figlia l'ha presa per mano e non l'ha più lasciata».

Un altro tifoso rosanero, Pietro Adragna, ha sottolineato come «il sorriso di questa bambina ha saputo unire colori e bandiere, ricordandoci tutti che siamo umani, mortali, e che la vita va vissuta a braccia aperte». Le tifoserie di tutta Italia si sono strette intorno ad Alessia, dedicandole cori e striscioni nelle settimane precedenti. Anche gli ultras del Venezia avevano espresso la loro vicinanza, invitandola al Penzo per una partita. Purtroppo, le sue condizioni di salute non le permisero di accettare l'invito.

Un gruppo di tifosi del Catania ha partecipato alla veglia funebre. Il tifoso rossoazzurro Dario Bucchieri ha definito Alessia «la piccola principessa degli ultras», esprimendo lo sgomento dell'intera città. Il calciatore rosanero Jacopo Segre ha condiviso un commovente messaggio sui social. Dopo essere sceso in campo con Alessia contro lo Spezia, segnando un gol, l'aveva definita il suo portafortuna. Tra loro era nata un'amicizia speciale. Segre ha promesso: «Sentirò per sempre la tua mano nella mia, ogni volta che scenderò in campo. Continuiamo a camminare insieme, con i piedi sulla sabbia e lo sguardo verso il mare. E continuiamo a ridere insieme, come abbiamo fatto sempre. Ciao Ale, lotterò per te».

Il sindaco Lagalla ha dichiarato che «la scomparsa della piccola Alessia La Rosa addolora profondamente tutta la città di Palermo. Ha affrontato la sofferenza con grande spirito, riuscendo a trasmettere energia e insegnamenti anche agli adulti». La squadra di Filippo Inzaghi ha osservato un minuto di silenzio prima dell'allenamento presso il centro sportivo di Torretta.

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