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Fondi europei e regionali destinati alla salute pubblica sarebbero stati deviati per pagare consulenze a persone vicine a politici. L'indagine ha portato al sequestro di 175mila euro.

Indagine su fondi pubblici deviati a Palermo

Un comitato privato, denominato STOR-REMESA, è al centro di un'indagine della Procura Europea. L'ex commissario straordinario dell'istituto zooprofilattico, Salvatore Seminara, è sospettato di aver gestito indebitamente fondi europei e regionali. Questi fondi sarebbero stati impiegati per remunerare consulenti legati ad amici e familiari di esponenti politici.

L'inchiesta ha portato al sequestro di 175mila euro. Oltre a Seminara, risultano indagati anche due dirigenti dell'ente: Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile. La Procura Europea di Palermo sta coordinando le attività investigative.

Metodi di deviazione dei fondi

Secondo gli inquirenti, Seminara avrebbe ingannato gli enti erogatori dei fondi, la Regione e l'Unione Europea. L'obiettivo era far accreditare denaro sul conto corrente del comitato privatistico STOR-REMESA. Questo comitato aveva assunto il nome di un precedente ente pubblico. I fondi così ottenuti sarebbero stati poi destinati a spese non pertinenti ai progetti di salute pubblica.

La gestione privatistica delle attività dello STOR-REMESA avrebbe permesso a Seminara di disporre liberamente di ingenti somme. Si parla di un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro. Parte di questi fondi, circa 795mila euro, era già stata erogata.

Coinvolgimento di figure politiche

Nell'ambito dell'indagine sono emerse connessioni con la deputata regionale Marianna Caronia. La parlamentare, attualmente nel gruppo misto all'Ars, non risulta indagata. Tuttavia, le intercettazioni telefoniche citate dai pubblici ministeri suggeriscono un suo coinvolgimento nella nomina di alcune figure all'interno dello STOR-REMESA.

In particolare, si fa riferimento all'ingresso di Gioacchino Basile nell'entourage di Seminara. L'operazione sarebbe stata caldeggiata da Caronia, di cui Basile era stretto collaboratore fino a maggio dell'anno precedente. Questo dettaglio emerge da conversazioni tra l'ex commissario e il coindagato.

Legami familiari e professionali

Le indagini hanno evidenziato ulteriori legami tra il comitato e persone vicine alla deputata Caronia. Tra queste, Federica Bonvissuto, figlia di Angelo Bonvissuto e Silvana Vitale. Entrambi i genitori sono stati destinatari di misure di prevenzione per contiguità con l'organizzazione mafiosa 'Cosa Nostra'.

Un'altra figura contrattualizzata è Giovanna Chiavetta, una professionista contabile. Nel 2017 e 2018, Chiavetta ha percepito redditi per prestazioni autonome dalla società A.P.R. S.r.l. Questa società è riconducibile al padre dell'onorevole Caronia. Successivamente, dal 2020 al 2022, ha lavorato come dipendente per la stessa Marianna Caronia, occupandosi della sua segreteria. Nel 2023 e 2024, ha ricevuto compensi per lavoro autonomo direttamente dalla deputata.

Sono stati inoltre menzionati altri consulenti legati alla parlamentare. Tra questi, Salvatore Musso e Pietro Crimi. A quest'ultimo, geologo, è stata affidata una consulenza per un progetto sul 'climate change'. Tale incarico, tuttavia, non sarebbe mai stato rendicontato dallo STOR. Infine, è stato assunto a tempo indeterminato Giulio Padiglione, nipote della deputata regionale, come addetto all'amministrazione del personale dal 2023 al 2024.

La creazione del comitato privato

La costituzione del comitato STOR-REMESA da parte di Salvatore Seminara ha di fatto sottratto all'istituto zooprofilattico la gestione dei fondi. Questo passaggio è avvenuto tramite false attestazioni trasmesse al DASOE. L'obiettivo era accreditare i fondi sul conto del comitato privato anziché sull'IZS Sicilia. Tale manovra ha permesso a Seminara di gestire le attività e i fondi in modo privatistico.

La Procura Europea sta approfondendo tutti gli aspetti di questa vicenda. L'obiettivo è accertare la piena responsabilità dei soggetti coinvolti e recuperare eventuali fondi sottratti alla collettività.