È venuto a mancare Giovanni Ferrara, figura chiave del Palermo calcistico, presidente durante la storica promozione in Serie B nel 1991. La notizia ha scosso la comunità sportiva siciliana.
Addio a Giovanni Ferrara, presidente storico del Palermo
La città di Palermo piange la scomparsa di Giovanni Ferrara. L'ex presidente rosanero è deceduto all'età di 75 anni. La notizia è stata confermata oggi, 25 marzo 2026. Ferrara è spirato presso il pronto soccorso dell'Ospedale Civico a seguito di un improvviso malore. La sua figura è indissolubilmente legata a uno dei periodi più esaltanti della storia recente del club.
Ferrara ha guidato la società di viale del Fante in due distinti periodi. Prima dal 1989 al 1993, e successivamente dal 1995 al 2000. La sua presidenza è coincisa con momenti cruciali per il rilancio del Palermo dopo il fallimento del 1986. Ha rappresentato un punto di riferimento per la rinascita del calcio in città.
Il destino di Ferrara sembrava segnato con il Palermo fin dalla sua nascita. Nato a Lercara Friddi il 1° novembre 1950, la sua data di nascita coincideva con la fondazione del club, avvenuta esattamente cinquant'anni prima. Questo legame quasi predestinato ha accompagnato la sua vita.
La promozione in Serie B del 1991: un trionfo indimenticabile
Giovanni Ferrara è ricordato soprattutto per essere stato l'artefice del ritorno del Palermo nel calcio professionistico. Nel 1991, la squadra ottenne una memorabile promozione in Serie B. Questo storico traguardo fu raggiunto sotto la guida tecnica di Enzo Ferrari. La partita decisiva si giocò contro la Fidelis Andria.
Lo stadio La Favorita era gremito di tifosi in un'atmosfera di festa e trepidazione. Il pareggio per 1-1, siglato da De Sensi, fu sufficiente per sancire il salto di categoria. Quel risultato permise ai rosanero di approdare tra i cadetti, riaccendendo l'entusiasmo della tifoseria.
Durante la sua gestione, Ferrara introdusse anche un nuovo stemma per il club. Il nuovo logo presentava un'aquila stilizzata, simbolo di slancio e ambizione, con le ali spiegate verso l'alto. Questo rinnovamento grafico rifletteva la volontà di un nuovo corso per la società.
Il suo impegno non si limitò alla sola promozione. Nel 1993, pur cedendo la carica di presidente a Liborio Polizzi, Ferrara mantenne il ruolo di amministratore delegato. In quel periodo, il Palermo conquistò un altro importante successo: la vittoria della Coppa Italia di Serie C. La finale fu disputata contro il Como, con Angelo Orazi in panchina.
Gli anni successivi e la cessione del club
Nel 1995, Giovanni Ferrara tornò a ricoprire la carica di presidente. Il suo obiettivo era chiaro: portare il Palermo in Serie A. Sognava questo traguardo insieme ai tifosi e ai giocatori de «i picciotti» di Ignazio Arcoleo. L'entusiasmo era palpabile, ma la massima serie rimase un obiettivo sfuggente.
La sua lunga esperienza alla guida del Palermo si concluse nel 2000. In quell'anno, Ferrara cedette la società a Franco Sensi, all'epoca patron della Roma. Sensi nominò Sergio D'Antoni come nuovo presidente, aprendo la strada alla successiva era targata Zamparini.
La carriera imprenditoriale di Ferrara era legata al settore alimentare. Era proprietario di un pastificio. Già dagli anni '80, la sua azienda aveva iniziato a legarsi al mondo del calcio come sponsor sulle maglie del Palermo. Questo legame si rafforzò ulteriormente quando rilevò la società nel 1989.
L'acquisizione avvenne in un momento particolare per la città di Palermo. L'Italia si preparava a ospitare i Mondiali del 1990, e lo stadio La Favorita era oggetto di importanti lavori di ristrutturazione. Ferrara prese le redini del club in un contesto di grande fermento.
La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio tra ex giocatori, dirigenti e tifosi. Molti ricordano Giovanni Ferrara come un uomo appassionato e un presidente che ha segnato profondamente la storia del Palermo. La sua eredità sportiva rimarrà impressa nella memoria collettiva.
Il suo contributo è stato fondamentale per il rilancio del club dopo anni difficili. La promozione in Serie B del 1991 rappresenta ancora oggi un momento iconico per la tifoseria palermitana. Ferrara ha incarnato la passione e la determinazione necessarie per riportare il Palermo ai vertici del calcio.
La sua figura va oltre il semplice ruolo di presidente. Giovanni Ferrara è stato un imprenditore che ha saputo unire il suo successo professionale con l'amore per la squadra della sua città. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama sportivo siciliano.
Le condoglianze alla famiglia Ferrara sono giunte da ogni parte del mondo del calcio. Molti hanno voluto omaggiare la sua memoria, sottolineando il suo attaccamento ai colori rosanero. La sua visione e il suo impegno hanno lasciato un'impronta indelebile.
Il Palermo, attraverso i suoi canali ufficiali, ha espresso profondo cordoglio per la perdita del suo ex presidente. La società ha ricordato il suo ruolo cruciale nel riportare la squadra tra i professionisti. Un tributo doveroso a chi ha dedicato parte della sua vita al club.
La sua presidenza è stata caratterizzata da momenti di grande gioia ma anche da sfide significative. Ferrara ha dimostrato resilienza e una profonda conoscenza del mondo del calcio. Ha saputo gestire il club con competenza e passione.
L'imprenditore di Lercara Friddi ha lasciato un segno tangibile. La sua storia si intreccia con quella del Palermo, un legame che va oltre i risultati sportivi. Rappresenta un esempio di dedizione e amore per una maglia.
La sua scomparsa è un lutto per tutto il movimento calcistico siciliano. Giovanni Ferrara sarà ricordato per il suo spirito battagliero e la sua visione lungimirante. La sua eredità sportiva continuerà a ispirare le future generazioni di tifosi e dirigenti.
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