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Commemorazione a Palermo per il carabiniere Di Bonaventura

Palermo, 13 ottobre 2026. Si è tenuta questa mattina una solenne cerimonia in memoria del carabiniere Stefano Di Bonaventura. L'evento ha celebrato il quarantesimo anniversario della sua morte, avvenuta mentre era in servizio. Il militare fu insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

La commemorazione si è svolta in via Emerico Amari, luogo simbolo della tragedia. Le più alte cariche istituzionali hanno partecipato per rendere omaggio al giovane carabiniere. Un Reparto d’Onore ha preso parte alla cerimonia, accompagnato dalla Fanfara del 12° Reggimento «Sicilia».

Deposizione corona d'alloro e momento religioso

Il momento più significativo della giornata è stato la deposizione di una corona d'alloro. L'omaggio floreale è stato deposto nel luogo esatto del sacrificio. A compiere il gesto sono stati il Comandante Interregionale Carabinieri «Culqualber», Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi. Era affiancato dal Generale di Divisione Stefano Iasson e dal Generale di Divisione Ubaldo Del Monaco.

Successivamente, si è svolto un momento di raccoglimento religioso. La funzione è stata officiata dal Cappellano Militare del Comando Legione Sicilia, Don Salvatore Falzone. La partecipazione delle autorità ha sottolineato l'importanza dell'evento.

Il monito del Generale Domizi ai giovani

Prima della conclusione della cerimonia, ha preso la parola il Generale Claudio Domizi. Si è rivolto direttamente agli studenti dell'Istituto Comprensivo Politeama presenti. Il Generale ha evidenziato come i giovani siano il cuore e il futuro della società. Ha sottolineato che il loro coinvolgimento è fondamentale per mantenere viva la memoria.

Il sacrificio di Stefano Di Bonaventura, servitore dello Stato, non deve essere dimenticato. Deve diventare un esempio concreto per le nuove generazioni. Il Generale ha invocato la necessità di cittadini attivi. Cittadini capaci di tradurre in azioni quotidiana valori come il senso del dovere e l'altruismo.

Ha poi rivolto un pensiero a tutti i Carabinieri e ai servitori dello Stato. Li ha invitati a guardare al sacrificio di Di Bonaventura. Un seme gettato quarant'anni fa, che deve guidare ogni azione con correttezza e dedizione.

La storia del carabiniere Di Bonaventura

La tragica vicenda risale al 13 ottobre 1986. Il carabiniere Stefano Di Bonaventura, appena ventenne, era originario di Roma. Stava svolgendo il servizio di leva presso il 12° Battaglione Carabinieri «Sicilia». Quel giorno era libero dal servizio e vestiva abiti civili.

Si trovava all'interno di un'agenzia di viaggi nel centro di Palermo. Due malviventi armati fecero irruzione per compiere una rapina. Il giovane carabiniere, pur non essendo in servizio, intervenne senza esitazione. Iniziò una violenta colluttazione con uno dei rapinatori.

Venne colpito alle spalle da un proiettile. Nonostante la ferita mortale, Di Bonaventura trovò la forza di inseguire i fuggitivi. Uscì dal locale e fece fuoco con la sua arma d'ordinanza. Un ultimo, disperato tentativo di fermare i criminali e far rispettare la legge.

Per il suo straordinario coraggio e la sua determinazione, il 16 aprile 1987 gli fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Un riconoscimento che testimonia il suo imperituro attaccamento alla Nazione. A quarant'anni di distanza, il suo ricordo rimane un fulgido esempio di altruismo e abnegazione per tutti i cittadini.