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La storica filiale bancaria all'interno del Parlamento siciliano cesserà le sue operazioni, lasciando spazio unicamente a un bancomat. La decisione segue una gara d'appalto per il servizio di tesoreria.

Addio alla filiale bancaria storica

Il Parlamento siciliano, il più antico d'Europa, sta per vivere un cambiamento epocale. La sede di Palazzo dei Normanni non ospiterà più una filiale bancaria al suo interno. Rimarrà disponibile soltanto uno sportello automatico per i prelievi.

Banca Intesa Sanpaolo continuerà a gestire il servizio di tesoreria per l'Assemblea regionale. Questo è stato stabilito da un contratto firmato lo scorso luglio. La banca aveva vinto la gara d'appalto per questo incarico. Tuttavia, lascerà a breve i locali che finora hanno ospitato il suo personale.

Questi spazi erano stati concessi alla banca in base a una precedente convenzione. La nuova gestione non prevede più la presenza fisica di una filiale. L'amministrazione dell'Assemblea ha dovuto rivedere i termini del servizio.

Le ragioni dietro la chiusura

La convenzione precedente è scaduta. Un primo bando per l'assegnazione del servizio di tesoreria era andato deserto. L'amministrazione dell'Assemblea ha quindi avviato una procedura negoziata. Sono state consultate cinque banche diverse.

Nessuno degli istituti bancari contattati si è mostrato disponibile a mantenere una filiale fisica all'interno del Palazzo. Non erano nemmeno disposti a versare il contributo richiesto per l'utilizzo dei locali. Di conseguenza, la nuova gara d'appalto ha eliminato la voce relativa alla filiale fisica.

È stata rimossa anche la richiesta di un contributo per l'affitto. Banca Intesa Sanpaolo è stata l'unica a partecipare alla procedura. Ha ottenuto il servizio di tesoreria. Solo dopo aver firmato il contratto, la banca ha manifestato la disponibilità a mantenere la filiale. Questo, però, senza ricevere alcun contributo economico.

Tale proposta è stata respinta perché non rientrava nei termini del capitolato d'appalto. L'amministrazione ha quindi optato per la soluzione che prevede solo un bancomat.

Le reazioni politiche

La questione della filiale bancaria è stata sollevata durante una seduta parlamentare. L'ha fatto l'onorevole Gianfranco Miccichè. Egli ha espresso preoccupazione per le possibili difficoltà amministrative che potrebbero sorgere. Miccichè, in qualità di capogruppo del Gruppo misto, ha sottolineato la sua dipendenza dai servizi della filiale. Li utilizzava almeno tre volte a settimana per gestire spese e stipendi dei dipendenti.

Miccichè ha aggiunto che la banca avrebbe proposto di mantenere la filiale fino alla fine della legislatura. Questa proposta, a suo dire, sarebbe stata rifiutata. Non sarebbe nemmeno stata discussa dal Consiglio di Presidenza. L'onorevole ha definito la decisione «scellerata».

Dall'altra parte, Nello Dipasquale, deputato regionale del Pd e deputato-questore, ha fornito una versione differente. Ha chiarito che è stato l'istituto bancario a comunicare la sua intenzione di non garantire più la presenza all'interno di Palazzo dei Normanni. Dipasquale ha specificato che la banca avrebbe potuto mantenere la filiale. Avrebbe dovuto semplicemente pagare un affitto all'Assemblea per l'uso dei locali. La banca, però, ha rifiutato questa opzione.