Salvatore Borsellino invita la cittadinanza a unirsi alla commemorazione del fratello Paolo, vittima della mafia. L'evento, organizzato dalle Agende Rosse, mira a preservare la memoria autentica della strage di Via D'Amelio, denunciando tentativi di depistaggio.
Giornata della memoria a Palermo
Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, ha lanciato un appello pubblico. Si rivolge ai cittadini per invitarli a partecipare a un evento commemorativo. La giornata è organizzata dal suo movimento, Agende Rosse. Si terrà in occasione del 34° anniversario della strage di Via D'Amelio. L'appuntamento è fissato per domenica prossima. L'evento si svolgerà a Palermo.
La strage costò la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta. L'evento si è svolto il 19 luglio 1992. Salvatore Borsellino ha condiviso il suo appello tramite la piattaforma social Facebook. L'iniziativa mira a mantenere viva la memoria di un evento tragico.
Le ragioni dell'appello
«Da 34 anni, da quando ho fatto una promessa a mia madre, ogni 19 luglio mi reco in Via D'Amelio», ha scritto Salvatore Borsellino. «Lo faccio insieme al mio movimento per una giornata dedicata alla memoria». Ha spiegato le motivazioni profonde dietro questa ricorrenza annuale. L'organizzazione di questo evento ha uno scopo preciso. Vuole evitare che il luogo della strage venga profanato. Non vuole che sia usato per esibizioni politiche. Né per la presenza ufficiale di rappresentanti istituzionali. Questi ultimi, a suo dire, non hanno ancora portato giustizia. Sono passati trentaquattro anni dalla strage.
Inoltre, Salvatore Borsellino accusa le istituzioni di continuare a nascondere l'Agenda Rossa. La definisce la «scatola nera» di quella strage annunciata. Sottolinea che si sta verificando un nuovo depistaggio. Questo tentativo è definito «istituzionale». Viene portato avanti dalla Commissione parlamentare antimafia. L'obiettivo è occultare la verità.
Accuse di depistaggio e occultamento
Il fratello di Paolo Borsellino punta il dito contro un tentativo di occultamento. Si tratta del «filo nero dell'eversione di stampo neofascista». Questo legame unirebbe tutte le stragi. Un legame che era stato individuato da Giovanni Falcone. Salvatore Borsellino ipotizza che suo fratello ne fosse consapevole negli ultimi giorni di vita. Tutta questa complessa vicenda si vorrebbe banalizzare. Si cerca di ridurla a un mero «dossier mafia-appalti». Questo dossier potrebbe essere passato tra le mani di Paolo Borsellino. Tuttavia, non potrebbe mai giustificare l'accelerazione improvvisa della strage. Né la necessità di far sparire l'Agenda Rossa. Un oggetto a cui il giudice non si separava mai.
Un appello alla società civile
Per queste ragioni, Salvatore Borsellino lancia un appello. Chiama a raccolta tutta la società civile da ogni parte d'Italia. Invita le organizzazioni sindacali e giovanili. Menziona specificamente la CGIL e l'ANPI. Ribadisce un principio fondamentale: Via D'Amelio appartiene a tutti. Chiunque può partecipare. Ma devono farlo come persone. Non come esponenti di partito o istituzioni. Non saranno ammesse bandiere. L'unica eccezione è la bandiera italiana. E quella dell'ANPI. Quest'ultima è vista come simbolo della Resistenza. La Resistenza da cui è nata la Costituzione. La Costituzione per la quale Paolo Borsellino ha sacrificato la sua vita.