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Bruno Giacalone è stato assolto dalla Corte d'Appello di Palermo in seguito a un rinvio della Cassazione. L'uomo, 65 anni, era stato precedentemente condannato in relazione all'operazione antimafia "Annozero".

Assoluzione per Bruno Giacalone

La Corte di Appello di Palermo ha emesso una sentenza di assoluzione per Bruno Giacalone. L'uomo, residente a Mazara del Vallo e con 65 anni di età, è stato prosciolto con la formula «per non aver commesso il fatto».

La decisione è giunta nel pomeriggio, in seguito a un rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. Giacalone era assistito legalmente dagli avvocati Elisabetta Ascone e Luca Cianferoni, entrambi professionisti del Foro di Roma.

L'accusa riteneva Giacalone il braccio destro di Dario Messina. Quest'ultimo è identificato come il presunto capo mandamento di Mazara del Vallo. I giudici hanno accolto le argomentazioni difensive.

Queste ultime si basavano sui principi stabiliti nella sentenza di rinvio. I legali di Giacalone hanno sottolineato come il loro assistito abbia scontato, a loro dire, sette anni di pena ingiustamente.

Il processo "Annozero" e le altre condanne

Il procedimento giudiziario noto come "Annozero" riguarda un'operazione antimafia. Questa operazione è stata condotta nel territorio del Belìce nel corso del 2018. L'operazione ha portato alla luce presunte attività criminali.

Nel mese di aprile dell'anno precedente, la Corte di Cassazione aveva confermato le pene per diversi imputati. Questi imputati avevano scelto il rito ordinario. Altri imputati avevano optato per il rito abbreviato.

La Cassazione aveva stabilito pene definitive per alcuni dei coinvolti. Tra questi, Vittorio Signorello (18 anni), Giuseppe Accardo (5 anni), Vito Bono (11 anni), Giovanni Mattarella (10 anni), Dario Messina (22 anni e 6 mesi), Maria Letizia Asaro (4 anni), Carlo Cattaneo (16 anni), Calogero Giambalvo (4 anni), Carlo Lanzetta (4 anni) e Nicola Scaminaci (4 anni).

Per Bruno Giacalone e Gaspare Como, la Corte di Cassazione aveva disposto un rinvio alla Corte d'Appello. L'obiettivo era la rideterminazione delle pene. In secondo grado, Como era stato condannato a 22 anni di reclusione.

Giacalone, invece, aveva ricevuto una condanna a 18 anni in appello. La recente sentenza ha ribaltato questa decisione, portando all'assoluzione.

Le conseguenze dell'assoluzione

L'assoluzione di Bruno Giacalone rappresenta un punto di svolta nel suo percorso giudiziario. Dopo aver scontato una parte significativa della pena, la giustizia ha riconosciuto la sua estraneità ai fatti contestati.

La difesa ha lavorato per dimostrare l'innocenza del proprio assistito. Le argomentazioni presentate alla Corte d'Appello hanno trovato accoglimento. Questo porta a una revisione completa della sua posizione.

La vicenda giudiziaria legata all'operazione "Annozero" continua a produrre effetti. La sentenza di assoluzione per Giacalone si aggiunge alle altre decisioni prese nel corso del tempo. La complessità del processo ha richiesto diversi gradi di giudizio.

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