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Il Presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, critica la proposta di unificare i fondi agricoli PAC con quelli di coesione, definendola un attacco ai pilastri europei e un danno per la Sicilia e le aree rurali.

Preoccupazione per il futuro quadro finanziario UE

Si manifesta una profonda inquietudine riguardo al prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Unione Europea. L'idea di unire in un unico strumento i fondi destinati all'agricoltura (PAC) e quelli per la coesione viene vista come una mossa nella direzione sbagliata.

In Sicilia, il settore agricolo non si misura solo con percentuali. Esso rappresenta la permanenza delle persone sul territorio. Significa mantenere vive le campagne e garantire cibo sicuro. Questo è cruciale di fronte ai cambiamenti climatici.

Inoltre, si considera il valore del lavoro degli agricoltori, spesso non adeguatamente retribuito. Queste riflessioni sono state espresse dal Presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno. Il suo intervento è avvenuto durante la 171esima sessione plenaria del comitato europeo delle Regioni. L'evento si è svolto a Bruxelles.

Alla sessione era presente anche Veronika Vrecionova, presidente della Commissione Agri del Parlamento europeo. Le sue parole sottolineano la gravità della situazione percepita.

Accorpamento fondi: un attacco ai pilastri europei

Fondere la Politica Agricola Comune (PAC) nei fondi di coesione equivale a smantellare il primo pilastro dell'Europa. Questa azione colpisce duramente la Sicilia. Colpisce anche tutte le altre Regioni e le aree rurali del continente.

La PAC non deve essere considerata una mera forma di assistenza. Essa rappresenta una strategia fondamentale. Garantisce reddito e promuove l'inclusione sociale ed economica. Per questo motivo, si richiede un sostegno rurale autentico per i territori.

Gli agricoltori di tutta Europa attendono risposte concrete e immediate. La difesa dell'agricoltura oggi non riguarda solo una categoria specifica di lavoratori. Essa significa difendere l'identità e il futuro dell'Europa stessa.

Le parole di Galvagno evidenziano la necessità di preservare l'autonomia e la specificità delle politiche agricole. La loro integrazione indiscriminata con altri fondi rischia di diluirne l'efficacia. Si mette a repentaglio un settore vitale per l'economia e la società.

La proposta di accorpamento solleva interrogativi sulla visione futura dell'Unione Europea. Si rischia di indebolire le fondamenta su cui si basa la cooperazione europea. La tutela delle specificità territoriali è un valore da non sottovalutare.

L'agricoltura siciliana, in particolare, affronta sfide uniche. I cambiamenti climatici e la necessità di garantire la sostenibilità richiedono politiche mirate. L'accorpamento dei fondi potrebbe compromettere la capacità di risposta a queste esigenze specifiche.

Si auspica un ripensamento della proposta. Si cerca un dialogo costruttivo per trovare soluzioni che rafforzino, anziché indebolire, i pilastri dell'Unione Europea. La voce degli agricoltori e delle regioni deve essere ascoltata.

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