Tensioni interne a Forza Italia in Sicilia dopo l'indagine giudiziaria che ha coinvolto Gaetano Armao. Il Governatore Renato Schifani sta valutando le prossime mosse politiche, aprendo uno scenario incerto per il partito nell'isola.
Tensioni interne e dichiarazioni di Minardo
Il Governatore della Sicilia, Renato Schifani, aveva inizialmente smentito voci di dimissioni. Queste voci erano emerse dopo una riunione convocata da Nino Minardo, commissario di Forza Italia in Sicilia. Durante l'incontro con i segretari provinciali, Minardo aveva sottolineato la necessità di una «proposta politica completamente nuova» per l'isola.
A distanza di un giorno, Schifani ha preso atto delle dichiarazioni di Minardo. Il Governatore ha dichiarato: «In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». Questa affermazione apre uno scenario pieno di incognite per il futuro del partito.
Il caso Armao scuote la maggioranza
La tensione è aumentata a causa di un nuovo caso giudiziario che ha coinvolto la maggioranza di centrodestra. L'indagine riguarda Gaetano Armao, per il quale la Procura ha richiesto l'arresto con l'accusa di corruzione. Le contestazioni riguardano presunte mazzette ricevute quando Armao guidava la Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali regionali, focalizzata su eolico e fotovoltaico.
L'incarico di Armao alla Cts era scaduto all'inizio di agosto. Armao, che disponeva di un ufficio anche all'interno del Palazzo della presidenza, è stato oggetto di perquisizioni. Ha immediatamente rassegnato le dimissioni da consigliere giuridico del Governatore.
Secondo quanto trapela dal quartier generale romano di Forza Italia, la reazione di Schifani alla richiesta di arresto non è stata accolta positivamente. Il Governatore aveva dichiarato: «Per quanto riguarda l'inchiesta su Armao mi rifaccio alle parole del procuratore de Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l'attività del governo regionale».
Indagine Antimafia e passato politico di Armao
Nel frattempo, la commissione regionale Antimafia, guidata dal deputato regionale del PD Antonello Cracolici, ha annunciato un'indagine conoscitiva. Questa indagine si concentrerà sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell'amministrazione regionale. Il primo a essere ascoltato sarà proprio il presidente Schifani.
L'avvocato Gaetano Armao vanta una lunga storia politica in Sicilia. Vicino a Totò Cuffaro negli anni '90, fu proposto come candidato sindaco di Palermo. È stato assessore all'Economia nei governi di Raffaele Lombardo e successivamente con Nello Musumeci.
Nel 2017, Silvio Berlusconi lo aveva candidato alla presidenza della Regione. La candidatura fu poi ritirata a seguito di un accordo con Musumeci. Dopo una breve parentesi con Carlo Calenda, che lo candidò a governatore con Azione quattro anni fa, Armao è rientrato nell'area del centrodestra.
Domande e Risposte
Cosa ha causato la tensione in Forza Italia in Sicilia?
La tensione è scaturita dall'indagine giudiziaria che ha coinvolto Gaetano Armao, ex consigliere giuridico del Governatore Schifani, accusato di corruzione in merito alla sua attività nella Commissione tecnica per le autorizzazioni ambientali.
Quale sarà il prossimo passo del Governatore Schifani?
Il Governatore Schifani ha dichiarato di stare valutando attentamente le decisioni da prendere in seguito alle dichiarazioni di Nino Minardo e al caso Armao. Ha promesso di comunicare le sue mosse a breve, aprendo a uno scenario di incertezza politica.