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Sequestro area per gestione illecita di rifiuti

Bagheria, 17 ottobre 2026 – I Carabinieri hanno sequestrato un'area di circa 3.000 metri quadrati a Bagheria. L'operazione ha portato alla denuncia di sei persone per gravi reati ambientali.

L'intervento è stato condotto dai militari della Stazione di Bagheria in sinergia con i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo.

Operazione congiunta dei Carabinieri e Forestali

L'indagine è partita da un sorvolo aereo effettuato dal 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo. Questo ha permesso di individuare un sito sospetto lungo la Strada Statale 113.

Sul posto, i militari hanno accertato la presenza di un impianto non autorizzato. L'area era adibita allo stoccaggio e alla miscelazione di rifiuti speciali pericolosi e non.

Abusivismo edilizio e vincolo paesaggistico

L'impianto illegale sorgeva all'interno della fascia di rispetto di 150 metri dall'alveo del fiume Eleuterio. Quest'area è tutelata da un vincolo paesaggistico.

La vicinanza a civili abitazioni ha destato particolare preoccupazione. Sono state riscontrate anche opere edilizie abusive.

Rifiuti speciali e pericolosi stoccati illecitamente

All'interno dell'area sequestrata sono state rinvenute ingenti quantità di materiali stoccati in modo non conforme. Tra questi figurano apparecchiature elettriche ed elettroniche, parti meccaniche e scocche di veicoli demoliti.

Presenti anche batterie al piombo esauste, radiatori e cavi di rame, scarti edili e 32 fusti contenenti sostanze bituminose. Non sono mancati filtri olio, imballaggi contaminati e attrezzature da lavoro.

Sequestrati anche veicoli e denaro

Oltre all'area, sono stati sottoposti a sequestro anche tre autocarri carichi di rifiuti. Sequestrati anche una moto ape, documentazione relativa alla gestione dei rifiuti e la somma di oltre 16.000 euro.

Il denaro è ritenuto provento delle attività illecite svolte nell'area.

Coordinamento della Procura di Termini Imerese

L'operazione si è svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il Procuratore Angelo Vittorio Antonio Cavallo ha sottolineato l'importanza del contrasto ai reati ambientali.

La tutela del territorio è una priorità. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

È importante ricordare che gli indagati sono, allo stato attuale, solamente indiziati. La loro posizione sarà valutata dall'Autorità Giudiziaria nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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