Autotrasportatori siciliani in crisi: costi e infrastrutture
Le 67mila imprese di autotrasporto in Sicilia si trovano in una situazione critica, sull'orlo del collasso. La denuncia arriva da CNA FITA Sicilia, che evidenzia un doppio problema: il prezzo del carburante, tra i più alti d'Italia, e una rete infrastrutturale che appare al limite della funzionalità.
La situazione è definita «insostenibile» dai rappresentanti di categoria. Guidare un mezzo nell'isola è diventato un'impresa ardua, tra cantieri stradali infiniti e gallerie inaccessibili, paradossalmente in una regione che ospita uno dei maggiori poli petrolchimici d'Europa.
Caro carburante: un paradosso siciliano
A pesare maggiormente sui bilanci delle aziende è il costo del gasolio. Nonostante la presenza del polo petrolchimico ISAB di Priolo, uno dei più grandi del continente, i prezzi alla pompa in Sicilia risultano essere i più elevati a livello nazionale. Questo rappresenta un paradosso, soprattutto considerando il potenziale vantaggio competitivo che la vicinanza alle raffinerie dovrebbe garantire.
Giorgio Stracquadanio, responsabile di CNA FITA Sicilia, sottolinea come il contenzioso legale tra ISAB e i distributori, tra cui Lukoil Italia e Ludoil, continui a far lievitare i prezzi. Questo scarica sulla categoria dei trasportatori un onere economico insostenibile, privando la regione di quel beneficio competitivo atteso.
Infrastrutture a pezzi: una rete logistica inagibile
Il caro-carburante è solo una delle criticità. Le infrastrutture stradali siciliane, fondamentali per la logistica dell'isola, versano in condizioni drammatiche. Percorrere arterie principali come la Palermo-Catania o la Catania-Messina significa affrontare un percorso a ostacoli fatto di cantieri perennemente aperti e non completati.
Le strade statali 113, 114 e 115 sono diventate vere e proprie vie di sopravvivenza per gli autotrasportatori. La situazione più clamorosa riguarda l'autostrada Siracusa-Catania: le gallerie San Demetrio e San Fratello non sono ancora a norma. Di conseguenza, i mezzi che trasportano merci pericolose (ADR), come il carburante prodotto a Priolo, sono costretti a deviare su strade secondarie, urbane e trafficate, con un conseguente aumento dei consumi e dei costi di trasporto.
Appello urgente per soluzioni concrete
Nonostante le sollecitazioni di CNA FITA e i collaudi effettuati lo scorso 13 marzo dall'ANSFISA, le gallerie restano inaccessibili. A queste problematiche si aggiungono le difficoltà croniche legate all'accesso ai porti e gli elevati costi dei traghetti, percepiti come una vera e propria «tassa» sulla continuità territoriale.
Salvatore Ranno, coordinatore di CNA FITA Sicilia, ricorda come la Regione abbia più volte definito l'autotrasporto un pilastro dell'economia isolana. Tuttavia, è necessario passare dalle parole ai fatti. Viene richiesto con urgenza un tavolo tecnico per affrontare il caro-carburante, lo sblocco delle infrastrutture e la messa in sicurezza delle gallerie. Senza interventi immediati, il settore rischia di implodere, con ripercussioni negative sull'intero indotto economico della Sicilia.