L'arte contemporanea entra nei centri di cura mentale grazie al progetto A-Head, che ha raggiunto Marino con un'opera di Gisella Chaudry. L'iniziativa mira a promuovere inclusione e consapevolezza sulla salute mentale.
Arte nei luoghi di cura mentale
L'artista Gisella Chaudry, originaria di Palermo, ha arricchito il progetto 3500 cm². Questo progetto è promosso da A-Head Project, parte dell'associazione Angelo Azzurro. La nuova tappa si è svolta presso la cooperativa sociale Gnosis a Marino, in provincia di Roma. L'obiettivo è portare l'arte contemporanea fuori dai musei. Si vuole farla conoscere in contesti dedicati alla cura. L'arte diventa così uno strumento di inclusione. Aiuta anche a sensibilizzare sul tema della salute mentale.
Sabato scorso è stata presentata l'opera “Struttura in tre atti”. L'opera, creata tra il 2025 e il 2026, è la numero 117 della serie 3500 cm². L'artista Gisella Chaudry ha donato la sua creazione al progetto.
Un progetto per l'inclusione
L'evento di Marino segna un ulteriore passo avanti per il progetto. La curatela è affidata a Lorenzo Benedetti e alla presidente Stefania Calapai. Il progetto era già stato avviato presso il Centro di Salute Mentale di Vetralla. L'iniziativa mira a rendere l'arte accessibile a tutti. Vuole abbattere le barriere tra cultura e vita quotidiana. Contribuisce anche a combattere i pregiudizi sul disagio psichico.
La collezione permanente di Gnosis accoglie le opere donate. Tra queste figurano lavori di artisti noti. Si citano Carla Accardi, John Armleder, Rä di Martino, Giulio Paolini e Matt Mullican. Anche l'opera di Gisella Chaudry, vincitrice della prima edizione del Premio internazionale Calapai-Benedetti, è ora parte di questa raccolta. Sarà visibile quotidianamente dagli ospiti e dal personale della struttura.
Arte e percorsi terapeutici
La collaborazione con Gnosis è fondamentale. La cooperativa opera da oltre trent'anni. Si occupa di assistenza, cura e riabilitazione per persone con disagio psichico. L'intento è creare un dialogo proficuo tra l'arte e i percorsi terapeutici. Le opere d'arte diventano presenze costanti negli ambienti della cooperativa. Stimolano curiosità e favoriscono la condivisione. Creano nuove occasioni di incontro.
La presidente di A-Head Project, Stefania Calapai, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. «Il nostro obiettivo», ha dichiarato, «è fare in modo che l'arte non rimanga confinata nei luoghi tradizionalmente deputati alla cultura, ma possa raggiungere contesti in cui diventa parte dell'esperienza quotidiana». L'associazione lavora per creare occasioni. La creatività può contrastare lo stigma sulla salute mentale. Promuove una maggiore consapevolezza della complessità della persona umana.