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L'Associazione dei Comuni Siciliani ha avviato una petizione per chiedere al Parlamento nazionale una revisione dei criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale. L'obiettivo è ottenere circa 200 milioni di euro annui in più per l'Isola, attualmente penalizzata da un sistema basato sulla spesa storica anziché sui fabbisogni reali.

Petizione per fondi comunali più equi

L'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Sicilia ha lanciato una campagna di raccolta firme. L'iniziativa mira a sensibilizzare il Parlamento nazionale. Si chiede una modifica sostanziale dei criteri di distribuzione del Fondo di solidarietà comunale. L'obiettivo è recuperare risorse economiche significative per l'isola.

La petizione, registrata con il numero 1185, è stata presentata alla Camera dei Deputati. L'associazione sottolinea la forte adesione da parte di cittadini e amministratori locali. Molti desiderano contribuire attivamente alla revisione dei metodi ministeriali. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze è il principale interlocutore.

Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano hanno annunciato l'avvio della raccolta firme. La sottoscrizione è possibile online. I cittadini possono firmare utilizzando lo SPID o la carta d'identità elettronica. Un apposito link è stato reso disponibile per facilitare la partecipazione.

Criticità nel riparto dei fondi

Secondo Anci Sicilia, la Sicilia subisce una penalizzazione annuale di circa 200 milioni di euro. Questa cifra deriva dall'attuale sistema di riparto del fondo di solidarietà comunale. Il metodo si basa prevalentemente sulla spesa storica. Non vengono considerati i fabbisogni standard dei territori.

Questa disparità di trattamento si traduce in tagli significativi ai servizi essenziali. Gli ambiti più colpiti includono gli asili nido e l'assistenza sociale. Anci Sicilia evidenzia come questo sistema non rispecchi le reali necessità dei comuni siciliani.

I vertici dell'associazione hanno invitato tutti i sindaci dell'isola a sottoscrivere la petizione. Si chiede loro di mobilitare amministratori e cittadini. L'intento è creare una forte pressione popolare. Questa dovrebbe favorire la convocazione di un incontro risolutivo presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Supporto istituzionale e appello finale

L'iniziativa di Anci Sicilia non è isolata. Si affianca a una richiesta formale già avanzata dalla Regione Siciliana. L'ente regionale ha espresso pieno sostegno alla battaglia. Ha richiesto un confronto diretto con il governo nazionale per discutere la questione.

Il presidente Amenta ha ribadito la necessità di un cambiamento. «Non possiamo più accettare che i Comuni della Sicilia siano trattati in modo diseguale», ha dichiarato. È urgente un intervento concreto per abbandonare il criterio della spesa storica. Bisogna adottare parametri che riflettano i reali fabbisogni dei territori.

Amministratori e cittadini nutrono la speranza che il Governo nazionale ascolti questo appello. Si auspica che vengano destinate ai comuni siciliani le risorse necessarie. Solo così si potranno garantire pari diritti di cittadinanza a tutti i residenti dell'isola.

Domande frequenti

Cosa chiede Anci Sicilia con la sua petizione?

Anci Sicilia chiede una revisione dei criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale. L'obiettivo è passare da un sistema basato sulla spesa storica a uno che consideri i fabbisogni standard dei territori, recuperando circa 200 milioni di euro annui per l'isola.

Come è possibile sostenere la petizione?

La petizione, numero 1185, può essere sottoscritta online tramite SPID o carta d'identità elettronica, accedendo al portale dedicato della Camera dei Deputati.