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Il sindacato Siulp ha segnalato al Ministero dell'Interno gravi problemi di gestione e carenza di personale presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio. Si richiede un potenziamento degli organici e una revisione del modello operativo per garantire maggiore sicurezza.

Criticità strutturali nel centro lucano

Il Siulp, attraverso la sua Segreteria Nazionale, ha inviato una richiesta formale al Ministero dell'Interno. L'obiettivo è ottenere un intervento immediato e risolutivo. Si evidenziano problematiche croniche e strutturali nella gestione del Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) situato a Palazzo San Gervasio.

La principale preoccupazione riguarda la necessità di un potenziamento concreto e strutturale degli organici. Questa sollecitazione proviene specificamente dalla sezione Siulp di Potenza. La situazione attuale è considerata insostenibile.

Un modello organizzativo non più sostenibile

Il sindacato punta il dito contro un modello organizzativo ormai superato. La recente morte di un giovane ospite e gravi episodi di violenza all'interno della struttura ne sono la prova. Questi eventi dimostrano come le conseguenze di scelte strutturali mai affrontate con decisione ricadano pesantemente sui poliziotti.

Il Siulp ribadisce l'intollerabilità della situazione. Il personale di Polizia di Stato si trova a operare stabilmente nell'area definita 'area rossa'. Svolgono compiti che, per normativa e logica organizzativa, spettano all'ente gestore individuato dalla Prefettura.

Carenza di ispettori e personale insufficiente

Viene denunciata anche una cronica carenza di ispettori. Il Siulp ritiene che il potenziamento del CPR di Palazzo San Gervasio debba focalizzarsi con la massima urgenza sull'incremento del personale. Il centro non può continuare a essere considerato un servizio aggiuntivo.

Questa gestione sottrae sistematicamente risorse umane, già insufficienti, ad altri uffici. Si rende pertanto indispensabile una revisione del modello organizzativo e logistico del centro. L'obiettivo è allinearlo a quello adottato in altri CPR.

Proposta di revisione del modello operativo

Il modello proposto prevede l'impiego ordinario delle Forze di Polizia nell'area sicura. L'accesso all''area rossa' sarebbe riservato esclusivamente a esigenze di ordine e sicurezza pubblica. Si includono anche compiti di polizia giudiziaria e amministrativa. Questa riorganizzazione mira a una gestione più efficiente e sicura.

La richiesta del Siulp sottolinea l'urgenza di affrontare queste criticità. Un intervento ministeriale è considerato fondamentale per ripristinare condizioni operative adeguate. La sicurezza del personale e la corretta gestione della struttura sono prioritarie.

Le problematiche evidenziate dal sindacato riguardano la sostenibilità a lungo termine del modello attuale. La carenza di personale e la sua dislocazione inadeguata creano rischi e inefficienze. Il Siulp auspica una risposta rapida e concreta da parte del Ministero.

La situazione nel CPR di Palazzo San Gervasio richiede attenzione immediata. Il sindacato ha posto l'accento sulla necessità di una riorganizzazione che rispetti le competenze e garantisca risorse adeguate. Questo permetterebbe di affrontare le sfide in modo più efficace.

L'intervento richiesto mira a migliorare le condizioni di lavoro del personale di polizia. Al contempo, si punta a una gestione più ordinata e sicura del centro. La proposta del Siulp è chiara: un potenziamento degli organici e una ridefinizione delle aree operative.

Si attende ora la risposta del Ministero dell'Interno. L'urgenza della situazione è stata chiaramente comunicata. Il sindacato confida in un'azione tempestiva per risolvere le criticità segnalate.

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