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La Polizia di Padova ha sgomberato e sequestrato due appartamenti nella Torre Belvedere, utilizzati come dormitori illegali a pagamento. Due persone sono state denunciate per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e gestione abusiva di attività ricettiva.

Controllo degli immobili nella Torre Belvedere

Un'operazione di polizia ha portato alla luce gravi irregolarità in due appartamenti situati nella Torre Belvedere, un edificio noto per le sue problematiche. L'intervento, coordinato dal questore Marco Odorisio, ha visto la partecipazione di diverse unità specializzate, tra cui la sezione Volanti, la Squadra Mobile e l'unità cinofila. L'obiettivo era contrastare il fenomeno dello sfruttamento abitativo e dell'immigrazione clandestina.

Gli agenti, guidati dal vicequestore Valeria Pace e dal vice dirigente Manuel Di Marzo, hanno concentrato le loro attenzioni su un immobile al decimo piano della scala A e un altro al settimo piano della scala B. Questi controlli si inseriscono in una strategia più ampia volta a ripristinare la legalità e la sicurezza in aree urbane critiche.

La Torre Belvedere, situata in una zona strategica vicino alla stazione ferroviaria di Padova, è stata oggetto di precedenti interventi delle forze dell'ordine. Le criticità emerse durante i controlli hanno spinto a un'indagine più approfondita per identificare e sanzionare le attività illecite.

Situazione critica nel primo appartamento

Nel primo appartamento, al decimo piano, gli agenti hanno riscontrato condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie e un sovraffollamento allarmante. L'immobile era stato trasformato in un dormitorio collettivo, con almeno 15 posti letto allestiti in modo improvvisato. Anche la sala da pranzo era stata adibita a zona notte, con 7 giacigli di fortuna. La presenza di biancheria uniforme suggeriva un'organizzazione sistematica dell'attività ricettiva abusiva.

Le condizioni igieniche rappresentavano un serio rischio per la salute dei presenti. Durante il sopralluogo, sono state identificate 11 persone di nazionalità cinese. Tra queste, la conduttrice dell'immobile, una donna di 49 anni, titolare del contratto di locazione. Uno degli occupanti è risultato essere un cittadino cinese di 59 anni, privo di documenti validi per la permanenza sul territorio nazionale.

Quest'ultimo, già destinatario di provvedimenti di allontanamento e con precedenti per reati legati all'immigrazione, è stato condotto in Questura. Successivamente, è stato trasferito al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Brindisi per essere espulso dall'Italia. La conduttrice dell'immobile, già denunciata in passato per fatti simili, ha ricevuto una nuova denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e esercizio abusivo di attività ricettiva.

Indagine estesa al secondo immobile

L'operazione è proseguita al settimo piano della scala B, dove è stata riscontrata una situazione di sovraffollamento ancora più grave e condizioni igieniche preoccupanti. L'appartamento era stato convertito in un'unica grande camerata, con 21 giacigli ammassati. Gli ambienti erano sporchi, poco ventilati e i servizi igienici in pessime condizioni.

All'interno sono stati identificati 11 cittadini cinesi, incluso il conduttore dell'immobile, regolarmente presente in Italia. L'indagine ha permesso di scoprire la presenza di due persone irregolari sul territorio nazionale. Uno di loro, un uomo di 63 anni, era entrato in Italia nel 2018 con visto turistico e vi era rimasto senza autorizzazione. Per lui e per un altro cittadino cinese di 36 anni, sono scattate le denunce per violazione delle norme sull'immigrazione.

L'ufficio Immigrazione della Questura ha avviato le procedure per la loro espulsione volontaria. Anche il gestore di questo secondo immobile, un uomo di 61 anni, è stato denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e gestione di una struttura ricettiva abusiva.

Sequestro degli immobili e reazioni

Alla luce delle gravi irregolarità e della destinazione degli immobili a fini illeciti, entrambi gli appartamenti sono stati posti sotto sequestro. Questo provvedimento mira a impedire la continuazione delle attività illegali. Contestualmente, è stato effettuato lo sgombero immediato dei locali e l'allontanamento delle persone prive di titolo di soggiorno.

L'operazione si inserisce in un contesto di lotta all'illegalità diffusa e al degrado urbano, con particolare attenzione allo sfruttamento abitativo e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Questura di Padova ha confermato l'intenzione di proseguire con servizi mirati per garantire il rispetto della legalità.

L'operazione ha suscitato reazioni politiche. Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha espresso plauso alla Questura per l'intervento, sottolineando la necessità di contrastare l'immigrazione irregolare e le occupazioni abusive. Anche il presidente del Veneto, Alberto Stefani, si è complimentato con il questore e gli agenti, definendo il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina un reato grave che spesso si accompagna ad altre attività illecite e a condizioni disumane.

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