Una sacra rappresentazione ispirata alla Passione di Cristo animerà la Chiesa di San Francesco Grande a Padova. L'evento, giunto alla terza edizione, vedrà protagonisti gli allievi dell'Accademia Teatrale Carlo Goldoni.
Sacra rappresentazione per la Quaresima
La tradizione delle sacre rappresentazioni nel periodo pasquale rivive a Padova. Questo antico rito, profondamente radicato nel Medioevo, rappresenta un tassello fondamentale del patrimonio culturale. Unisce infatti aspetti religiosi e laici, offrendo spunti di riflessione universali. Il Teatro Stabile del Veneto, in collaborazione con il Centro Universitario Padovano, ripropone questa consuetudine. L'obiettivo è celebrare il tempo della Quaresima attraverso un'espressione artistica di grande impatto emotivo.
L'evento si svolgerà presso la Chiesa di San Francesco Grande, situata in via S.Francesco, 118, a Padova. Gli allievi attori e attrici dell'ATCG - Accademia Teatrale Carlo Goldoni saranno i protagonisti. Porteranno in scena lo spettacolo intitolato «Compianto sul Cristo morto». La regia è affidata a Paola Bigatto. Si tratta di un testo inedito. La drammaturgia trae ispirazione dai momenti immediatamente successivi alla deposizione di Gesù dalla croce. Il nucleo narrativo è incentrato sulla figura del Cristo deposto. Attorno al suo corpo si stringono gli affetti più cari. La madre, i discepoli e gli amici cercano di comprendere e dare un senso agli eventi accaduti. Attraverso i loro racconti, viene narrato il mistero della fede cristiana. Un racconto che mira a coinvolgere profondamente lo spettatore.
Due repliche e ospiti speciali
Lo spettacolo «Compianto sul Cristo morto. Le luci del sabato» è proposto in due distinti momenti. Le rappresentazioni avranno luogo il 27 marzo 2026. La prima replica è fissata per le ore 18.30. La seconda replica si terrà alle ore 21.00. Questo appuntamento è stato fortemente voluto dal Centro Universitario Padovano. La decisione nasce dal grande successo riscosso dalle precedenti edizioni. Nel 2023 e nel 2025, le rappresentazioni sono state curate dal regista Andrea Chiodi. Anche in quelle occasioni, gli interpreti erano gli allievi della scuola di recitazione.
La replica serale delle ore 21.00 vedrà la partecipazione di personalità di spicco. Saranno presenti il Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla. Accanto a lui, il presidente del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Giampiero Beltotto. La loro presenza sottolinea l'importanza dell'evento e il suo valore culturale e spirituale per la comunità.
Le parole degli organizzatori
Giampiero Beltotto, Presidente della Fondazione Teatro Stabile del Veneto, ha espresso grande soddisfazione per l'iniziativa. «Siamo al terzo appuntamento», ha dichiarato. «Attraverso questa rappresentazione, la Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale propone testi della cristianità legati a un importante periodo liturgico. Questo evento coinvolge una parte significativa della nostra città». Ha poi aggiunto: «Siamo davvero orgogliosi del recupero del linguaggio tradizionale e antico. Riusciamo ancora a renderlo contemporaneo e splendente». Beltotto ha ringraziato tutti coloro che collaborano al progetto. «Grazie a tutti coloro che, all’interno delle strutture del teatro e tra i corpi vivi della società padovana, stanno collaborando a questo progetto assieme sfidante e commovente».
Anche don Giorgio Bezze, Responsabile Ufficio Pastorale della Cultura e Università della diocesi di Padova e Direttore del Centro Universitario Padovano, ha sottolineato l'importanza dell'evento. «La Chiesa di Padova da sempre aperta ai vari linguaggi dell’arte e della cultura», ha affermato. «Non poteva quindi trovare espressione migliore che in questa rappresentazione sacra. Essa unisce tradizione, testi storici contenuti nei vangeli e coinvolgimento emotivo». Don Giorgio ha evidenziato come lo spettacolo rappresenti «il più grande dramma della storia dell’umanità». Un dramma dove «bene e male, innocenza e accusa, salvezza e perdizione, morte e vita si confrontano». Questo confronto suscita ancora «tante domande in credenti e non credenti».
Ha poi aggiunto: «Il Compianto sul Cristo morto è uno spettacolo che, attraverso la scelta del Teatro Stabile del Veneto, nella persona del suo presidente Giampiero Beltotto, a cui va tutta la nostra gratitudine, ricorda e rende vive le tradizioni cristiane della nostra società che non devono andare perdute». La mission del Centro Universitario è proprio quella di «coinvolgere, soprattutto i giovani». Attraverso questo lavoro teatrale, i giovani possono «riflettere sul dolore e il mistero della morte ancora vivi e attuali nei drammi del nostro tempo».
Note di regia e cast
Paola Bigatto, regista dello spettacolo, ha spiegato il processo creativo. «Lo spettacolo nasce da una drammaturgia originale», ha rivelato. «È stata scritta sulla base delle domande e degli interessi specifici espressi da allieve e allievi del corso. Si sono confrontati con il mistero della Passione e morte di Gesù Cristo». La regista ha posto loro domande fondamentali: «Cosa so della Passione? In che senso mi riguarda? Quali sono gli elementi che mi colpiscono, i dubbi che questa vicenda mi pone davanti?». Da queste riflessioni è emerso un testo ispirato a un'iconografia tradizionale. Il «Compianto sul Cristo morto» rappresenta la scena in cui i pochi amici rimasti di Gesù si raccolgono attorno al suo corpo. Lo compongono e si trovano alla sua presenza. È un momento di lutto, in cui si intrecciano disperazione, idee, pareri, ricordi e timori. Tutto questo sullo sfondo di una morte violenta e ingiusta. La condanna, la tortura, una fine atroce hanno portato alla disgregazione di un gruppo unito.
Il corpo del defunto viene composto e ripulito. Tuttavia, la violenza subita aleggia ancora. Una violenza che minaccia anche il gruppo di seguaci, esposto a possibili ritorsioni da parte del potere romano. Il tempo stringe. Al calar del sole, secondo la tradizione ebraica del sabato, ogni attività deve cessare. I pochi seguaci dovranno abbandonare il corpo e ritirarsi. Durante queste esequie, la Passione di Cristo viene raccontata a posteriori. Viene ricostruita attraverso le voci dei presenti. Essi diventano testimoni frammentari della vicenda di Gesù e Giuda, entrambi morti. La ricerca di una spiegazione, di un senso alla vita, lo sgomento di fronte all'assente, il dolore per la perdita sono sentimenti universali che attraversano ogni lutto. Il mistero della morte è presente. Sarà un soldato romano, figura apparentemente estranea alle promesse messianiche, a ricordarlo a tutti. La scrittura è stata composta ad hoc. La regista ha prestato particolare attenzione a creare parti equivalenti per gli allievi. Ogni studente può confrontarsi con un personaggio definito e teatralmente interessante. Oltre ai personaggi tradizionali come Maria di Nazareth, Maria Maddalena, Maria di Cleofa, Maria Salome, Giovanni, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, sono stati aggiunti altri ruoli. Tra questi, il soldato romano, Claudia Procula (moglie di Pilato, alla disperata ricerca di Gesù) e Matteo (testimone nascosto della Passione). Lo spettacolo è arricchito da canti, proposti e curati dagli allievi stessi.
Il cast è composto da: Livia Andruccioli, Valentina Ines Bonato, Tecla Bossi, Leonardo Capaldi, Cecilia Catellani, Massimo Ghiro, Alice Maffei, Gabriele Pomettini, Linda Iris Posani, Pierluigi Rotondo, Andrea Roversi. La consulenza luci è di Roberto Raccagni, lo spazio scenico di Federico Pian, i costumi di Lauretta Salvagnin. L'aiuto regia è di Sonia Soro. La produzione è del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Si ringrazia il Centro Universitario Padovano. L'Accademia Teatrale Carlo Goldoni fa parte dell'Accordo di collaborazione tra Regione del Veneto e Fondazione Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni per il progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione.
Informazioni sull'evento
L'evento si terrà venerdì 27 marzo 2026. Le repliche sono alle ore 18.30 e alle ore 21.00. La durata dello spettacolo è di circa 1 ora, senza intervallo. La partecipazione è gratuita. È richiesta la prenotazione obbligatoria tramite il link fornito. Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito web del Teatro Stabile del Veneto.