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La Polizia di Padova ha sgomberato e sequestrato due appartamenti nella Torre Belvedere, trasformati in dormitori abusivi con posti letto a 10 euro. Due persone sono state denunciate per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e gestione di attività ricettive illegali.

Controllo nella Torre Belvedere di Padova

Un'operazione della Questura ha portato alla luce gravi criticità nella Torre Belvedere. Gli agenti hanno effettuato un blitz in due appartamenti situati al decimo e settimo piano. L'obiettivo era contrastare lo sfruttamento abitativo e l'immigrazione clandestina.

La Torre Belvedere, vicina alla stazione ferroviaria, è già stata oggetto di precedenti controlli. Le forze dell'ordine monitorano costantemente la situazione per prevenire attività illecite. L'intervento del 27 marzo ha confermato le preoccupazioni delle autorità.

L'attività investigativa si è concentrata su specifici immobili. La polizia ha agito con diverse unità, inclusa quella cinofila e la Squadra Mobile. L'operazione ha richiesto un coordinamento preciso tra le diverse sezioni della Questura.

Il primo appartamento: degrado e sovraffollamento

Nel primo appartamento, al decimo piano della scala A, gli agenti hanno riscontrato condizioni igienico-sanitarie deplorevoli. L'immobile era stato completamente alterato nella sua funzione originale. Era diventato un dormitorio collettivo.

Sono stati contati almeno 15 posti letto ricavati in ogni stanza. Anche la zona pranzo era stata trasformata in un'area notte. Qui sono stati allestiti 7 giacigli di fortuna. La promiscuità era estrema.

I letti erano disposti uno accanto all'altro. Mancavano le minime condizioni di vivibilità. La biancheria, uniforme per fantasia, suggeriva un'organizzazione sistematica. Questo indicava un'attività ricettiva abusiva ben strutturata.

Le condizioni igieniche rappresentavano un serio rischio per la salute. La polizia ha identificato undici cittadini cinesi. Tra loro, la conduttrice dell'immobile, una donna di 49 anni. Lei era titolare del contratto d'affitto.

Un clandestino con precedenti

Uno degli occupanti è risultato essere clandestino sul territorio nazionale. Si trattava di un cittadino cinese di 59 anni. Aveva già ricevuto diversi ordini di allontanamento. Possedeva numerosi alias e precedenti per reati legati all'immigrazione.

L'uomo è stato condotto in Questura per accertamenti. È stato poi trasferito al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Brindisi. L'obiettivo era il suo definitivo allontanamento dall'Italia.

La locataria 49enne era già stata denunciata in passato. Le precedenti denunce risalivano a marzo e ottobre dell'anno precedente. Aveva già gestito l'appartamento come struttura ricettiva illegale.

La donna è stata nuovamente denunciata. Le accuse includono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Si aggiunge l'esercizio abusivo di attività ricettiva senza le dovute autorizzazioni.

Il secondo appartamento: ancora più criticità

L'ispezione è proseguita al settimo piano della scala B. Qui la situazione era ancora più critica. Il sovraffollamento era maggiore e le condizioni igieniche preoccupanti.

L'immobile era stato trasformato in un'unica grande camerata. Erano presenti 21 giacigli ammassati. Gli ambienti erano sporchi e poco ventilati. I servizi igienici erano fatiscenti.

All'interno sono stati identificati 11 cittadini cinesi. Tra loro, il conduttore dell'immobile, presente regolarmente in Italia. La polizia ha riscontrato la presenza di due cittadini cinesi irregolari.

Questi ultimi erano entrati in Italia con visto turistico. Successivamente, erano rimasti sul territorio senza un titolo valido. Uno di loro, un 63enne, era entrato nel 2018. Non era mai stato controllato negli ultimi otto anni.

Il 63enne e un altro cittadino cinese di 36 anni sono stati denunciati. Le accuse riguardano la violazione delle norme sull'immigrazione. L'ufficio Immigrazione ha avviato le procedure per la loro espulsione volontaria.

Denunciato anche il gestore

Anche il gestore di questo secondo immobile ha affrontato conseguenze legali. L'uomo, 61 anni, è stato denunciato. Le accuse sono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e gestione di una struttura ricettiva abusiva.

La sua attività illegale è stata interrotta. La mancanza delle necessarie autorizzazioni era evidente. Le autorità hanno agito per ripristinare la legalità.

Sequestro degli immobili

A causa delle gravi irregolarità e della destinazione d'uso illecita, entrambi gli appartamenti sono stati sequestrati. Il sequestro mira a impedire la continuazione delle attività illegali.

Contestualmente, è stato disposto lo sgombero immediato dei locali. Le persone prive di titolo di soggiorno sono state allontanate. Gli immobili sono stati sigillati.

Questa operazione rientra in una strategia più ampia. L'obiettivo è contrastare l'illegalità diffusa e il degrado urbano. Particolare attenzione è rivolta allo sfruttamento abitativo e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Questi fenomeni trovano terreno fertile in aree ad alta densità abitativa. La scarsa tracciabilità degli occupanti facilita le attività illecite. La Questura di Padova continuerà a vigilare.

Saranno intensificati i controlli mirati e capillari. L'obiettivo è garantire il rispetto della legalità. Si vuole tutelare la sicurezza dei cittadini. La lotta contro il degrado urbano rimane una priorità.

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