La mostra "L'Io diviso" di Maurizio Ciato si terrà alle Scuderie di Palazzo Moroni a Padova dal 3 al 26 aprile 2026. L'esposizione esplora il concetto di scissione interiore e la ricerca di identità attraverso opere visive e video.
L'io diviso: un'esplorazione della psiche
Le Scuderie di Palazzo Moroni a Padova presenteranno dal 3 al 26 aprile 2026 la mostra intitolata L'Io diviso. L'esposizione è curata dall'artista Maurizio Ciato. Il titolo trae ispirazione da un saggio del 1955. Lo psichiatra e filosofo scozzese Ronald Laing ne fu l'autore. Il saggio analizzava lo stato della schizofrenia. Laing inseriva questa condizione in una prospettiva più ampia. Essa riguardava una dimensione ontologica universale. Tale condizione non apparteneva solo allo schizofrenico. Coinvolgeva l'intera umanità e la società contemporanea. Ciato interpreta questo concetto come uno stato di precarietà. Esso si manifesta nel rapporto tra il nostro sé e gli altri. La ricerca di una presunta "normalità" si rivela illusoria. Questo porta alla creazione di "false sicurezze". Esse mascherano la nostra intrinseca fragilità. La nostra complessità e somiglianza vengono così occultate. Anche il corpo umano viene visto come diviso. L'esterno può irrompere, metaforicamente. Rappresenta la disconnessione tra l'individuo e la realtà circostante. La mostra è promossa con il patrocinio dell'assessorato alla Cultura del Comune di Padova.
Opere: corpi frammentati e video-ritratti
Maurizio Ciato ha selezionato per l'esposizione immagini di corpi frammentati. L'artista descrive il suo approccio come un percorso drammatico. Utilizza il principio dell'interruzione del soggetto nel suo manifestarsi. I soggetti appaiono incompleti. Tuttavia, raggiungono una pienezza emotiva. La figura e l'astrazione si fondono. L'astrazione frammenta e trasforma lo stato iniziale del soggetto. La palette cromatica è sobria. Predominano il nero e varie tonalità di grigio. Emergono improvvisi sprazzi di colore intenso. Questi innesti cromatici hanno un carattere aggressivo. Le opere non nascono da riflessioni isolate. Sono piuttosto l'espressione di pensieri ed emozioni maturate nel tempo. Per questo motivo, le opere sono presentate senza titoli. Una sezione della mostra include brevi video. Questi video sono micro-biografie di figure storiche e culturali. Tra queste si annoverano Turing, Oppenheimer, Van Gogh, Munch, Matteotti, Victor Jara, Giordano Bruno, Eastmann, Einstein, Peruggia, Klein e Picasso. Il disegno è la base di ogni filmato. Le tecniche di animazione non sono mimetiche. Il montaggio video mira a visualizzare le peculiarità di ciascun personaggio. L'uso del colore è qui esuberante e vitale. Questi video non pretendono di esaurire la complessità di un'esistenza. Sono piuttosto "cartine di tornasole". Evidenziano aspetti che hanno colpito e attratto l'artista. Rappresentano un'analisi che intreccia emozione e riflessione.
Maurizio Ciato: un percorso creativo poliedrico
Maurizio Ciato afferma di aver disegnato fin dall'infanzia. Il disegno era il suo strumento per elaborare sensazioni ed emozioni. Era anche un mezzo per comprendere e accettare la realtà. Attraverso il disegno, egli analizzava e interpretava il mondo. Per Ciato, la pratica del disegno equivale a conoscenza. È una strategia complessa per acquisire informazioni. Dopo il liceo, fu incoraggiato da amici a iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Superò l'esame di ammissione. Tuttavia, non apprezzò l'ambiente accademico. Lo descrive come pervaso da una "velleità artistica". Sentiva che l'idea di "essere artisti tout court" non gli apparteneva. Non si percepiva come un artista nel senso tradizionale. Si considerava una persona che utilizzava strumenti creativi senza limiti. L'Arte era importante, ma essere un artista non era un'etichetta automatica. Per lui, rappresentava un percorso di crescita e ricerca. Non un ruolo predefinito. Decise quindi di iscriversi a Lettere e Filosofia. Si laureò in questa disciplina. Ha poi affinato le sue capacità creative lavorando come designer. Ha operato in diversi settori del graphic design. Questo gli ha permesso di ampliare le sue prospettive. Ha continuato a studiare Storia dell'Arte. Ha seguito con interesse ogni forma di esperienza creativa. Ciato non si definisce un artista. Preferisce definirsi una persona "creativa". Utilizza diversi strumenti a seconda dei progetti e della loro natura.
Informazioni sulla mostra e inaugurazione
L'inaugurazione della mostra L'Io diviso è prevista per venerdì 3 aprile 2026. L'evento avrà inizio alle ore 18:00. Durante l'inaugurazione si terrà una performance. Si intitola La voce dei disegni. È curata da Vasco Mirandola. La musica sarà eseguita da Sergio Marchesini. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica. Gli orari di apertura sono dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00. Sarà chiusa il lunedì, eccetto nei giorni festivi. Rimarrà inoltre chiusa il 5 aprile. L'ingresso alla mostra è gratuito. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web: https://padovacultura.padovanet.it/it/attivita-culturali/lio-diviso. Le immagini dell'articolo sono fornite dal comunicato stampa dell'evento.