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La Seconda Torre dell'Istituto di Ricerca Pediatrica a Padova, denominata "L'Orizzonte della Ricerca", vedrà il completamento dei lavori entro giugno 2027. Il progetto mira a potenziare la ricerca pediatrica italiana, trattenere giovani talenti e implementare tecnologie all'avanguardia per nuove terapie.

Nuova torre per la ricerca pediatrica a Padova

Un nuovo polo strategico per la ricerca pediatrica italiana sta per prendere forma. La Seconda Torre della Città della Speranza, battezzata con il nome evocativo de “L’Orizzonte della Ricerca”, ha un cronoprogramma definito. Il completamento e l'entrata in piena operatività della struttura sono previsti entro il mese di giugno del prossimo anno. Questa scadenza segna la conclusione di una fase progettuale iniziata tempo fa.

Il fondatore della Città della Speranza e presidente dell'Irp, Franco Masello, ha espresso soddisfazione per il superamento delle complessità burocratiche. «Abbiamo superato una fase complessa legata alla burocrazia», ha dichiarato Masello. «Oggi siamo nelle condizioni di procedere rapidamente», ha aggiunto. Sebbene le autorizzazioni e gli iter amministrativi abbiano richiesto anni, la fase di realizzazione si stima durerà circa dodici mesi. Questo lasso di tempo è reso possibile da un'organizzazione efficiente e da una solida collaborazione con le imprese coinvolte nel cantiere.

L'anticipo nella costruzione è visto come un vantaggio diretto per i pazienti. «Anticipare la costruzione significa anticipare cure e possibilità di vita per molti bambini», ha sottolineato Masello. L'obiettivo primario non è la struttura fisica in sé, ma ciò che essa permetterà di realizzare. «La torre è uno strumento, non il fine», ha ribadito il presidente Irp. «Ogni mese guadagnato significa accelerare l'accesso a tecnologie che possono salvare vite. Questa è la nostra missione», ha concluso.

Tecnologie avanzate e lotta alla fuga dei cervelli

Oltre alla dimensione infrastrutturale, la nuova torre pone un forte accento sulla strategia di ricerca e sulla necessità di trattenere i giovani talenti nel Paese. Il direttore scientifico dell'Irp, il professor Eugenio Baraldi, ha evidenziato questo aspetto cruciale. «Una priorità per il futuro della ricerca biomedica nel nostro Paese è trattenere i giovani ricercatori e contrastare la fuga dei talenti all'estero», ha spiegato Baraldi. La realizzazione della nuova cell factory rappresenta una risposta concreta a questa esigenza.

La struttura offrirà infatti un ambiente scientifico di respiro internazionale e di elevata qualificazione. Sarà equipaggiata con tecnologie all'avanguardia. Tra queste, spicca la capacità di produrre terapie cellulari innovative. Si parla in particolare delle terapie CAR-T, progettate per agire in modo mirato contro le cellule tumorali. «Queste terapie prevedono la modifica genetica delle cellule del paziente per renderle capaci di riconoscere e distruggere le cellule malate», ha illustrato Baraldi. L'obiettivo è offrire un'alternativa ai trattamenti più invasivi.

Si punta a evitare procedure come la radioterapia o la chemioterapia tradizionale. «Non basta parlare di rientro dei cervelli bisogna fare prevenzione», ha insistito Baraldi. «Offrendo ai giovani la possibilità di restare qui con strumenti adeguati, laboratori competitivi e percorsi di carriera stimolanti», ha aggiunto. La nuova torre si inserisce in un'evoluzione più ampia della ricerca biomedica. «Oggi la ricerca non si fa più solo al microscopio», ha evidenziato Masello. «Servono bioinformatica, piattaforme tecnologiche avanzate e strumenti di intelligenza artificiale», ha spiegato.

L'istituto sta investendo significativamente in queste direzioni. L'intento è posizionarsi tra i pionieri nell'utilizzo di queste nuove tecnologie. «Se non offriamo queste opportunità i nostri ricercatori andranno dove possono esprimere il loro potenziale», ha affermato Masello. «Noi vogliamo che restino qui», ha concluso con determinazione.

Iniziative di raccolta fondi e coinvolgimento della comunità

Parallelamente all'avanzamento dei lavori per la Seconda Torre, la Fondazione Città della Speranza sta intensificando la propria presenza sul territorio. Questo avviene attraverso una serie di iniziative mirate. Le attività combinano la raccolta fondi, la divulgazione scientifica e un forte coinvolgimento della comunità locale. Un esempio concreto sono gli spazi dedicati alla Fondazione allestiti nei centri commerciali. Dal 16 marzo al 4 aprile, presso Ipercity, Le Brentelle e Il Grifone, i cittadini hanno potuto conoscere meglio i progetti in corso.

Volontari, supportati dall'Associazione Nazionale Carabinieri, hanno presentato prodotti solidali. Hanno anche illustrato le finalità della ricerca pediatrica. Queste iniziative mirano a sensibilizzare il pubblico e a raccogliere fondi essenziali per il progresso scientifico. Un altro evento di rilievo è previsto per il 25 giugno. Si terrà presso l'Anfiteatro degli Scavi di Pompei il concerto “È Mio Padre - Morricone dirige Morricone”. Questo evento di alto profilo artistico vedrà il ricavato devoluto interamente alla Fondazione.

Il contributo finanziario supporterà la realizzazione della nuova torre e la diffusione delle attività di ricerca. Un successo notevole ha riscosso anche il progetto “Adotta un Ricercatore”. Questa iniziativa coinvolge attivamente scuole medie e superiori. Propone attività immersive nei laboratori di ricerca. Gli studenti hanno potuto partecipare a escape game scientifici, esperimenti sul DNA, sessioni di microscopia e introduzioni alla bioinformatica. Nell'anno scolastico 2025-2026, oltre 300 studenti hanno preso parte al progetto. I livelli di gradimento registrati sono stati molto elevati, confermando l'efficacia dell'approccio educativo.

«Educare alla ricerca significa costruire il futuro del Paese», ha concluso il professor Baraldi. «Aiutando i giovani a orientarsi in un mondo complesso e stimolando pensiero critico e curiosità scientifica», ha aggiunto. La Fondazione continua a promuovere la cultura scientifica e a sostenere la ricerca, con uno sguardo sempre rivolto al futuro e al benessere dei bambini.