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Giorgio Puppin è il nuovo presidente di Cia Veneto. La sua elezione avviene in un momento critico per l'agricoltura padovana, segnata dall'aumento dei costi del carburante e dalle sfide climatiche.

Criticità agricole: un quadro preoccupante

L'agricoltura padovana affronta sfide significative. Una delle problematiche più urgenti è l'aumento vertiginoso del costo del gasolio agricolo. Nella zona della Bassa Padovana, si sono registrati rincari fino al 50% in un solo mese. Questo incremento è attribuito alle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare alla recente Guerra del Golfo. Il prezzo del carburante è passato da 0,75 euro al litro a febbraio a 1,20 euro al litro nell'ultimo periodo.

Queste cifre destano profonda preoccupazione. Il neo presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin, ha definito la situazione una «tempesta perfetta». La sua elezione è avvenuta il 27 marzo presso l'hotel Crowne Plaza di Padova. Puppin succede a Gianmichele Passarini, che ha concluso il suo ottennale mandato.

Il balzo dei costi del carburante arriva in un momento cruciale. Le semine, fondamentali per l'agricoltura della Bassa, sono appena iniziate. Senza un'immediata riduzione dei prezzi dei carburanti, centinaia di agricoltori rischiano di dover interrompere le proprie attività nelle prossime settimane. Il settore è già provato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Le condizioni meteorologiche imprevedibili rendono impossibile qualsiasi forma di programmazione. A ciò si aggiunge la costante difficoltà nel garantire un equo reddito agli agricoltori. La redditività del settore è spesso compromessa, lasciando gli imprenditori in una situazione di precarietà economica.

Sfide settoriali e richieste politiche

Il comparto agricolo sembra essere sotto attacco su più fronti. Solo un mese fa è stato annunciato lo stop alle attività dello storico zuccherificio di Pontelongo. Questo evento ha gettato un'ombra sul futuro di molte realtà produttive legate alla filiera dello zucchero.

Rimangono irrisolte altre questioni spinose. La gestione della fauna selvatica continua a rappresentare un problema serio per molti agricoltori. La presenza eccessiva di animali selvatici causa danni ingenti alle colture. Un esempio lampante è il calo del 90% della produzione di pere nella zona di Barbona, attribuito alla cimice asiatica.

Anche il prezzo del latte è motivo di grande preoccupazione. Da ottobre 2025, il settore lattiero-caseario sta vivendo una fase di netta flessione dei prezzi. Migliaia di allevatori si trovano a lavorare in perdita, con margini di guadagno insufficienti a coprire i costi di produzione.

Di fronte a questo scenario complesso, Giorgio Puppin ha sottolineato la necessità di un «reale cambio di passo». Ha esortato il mondo della politica a rimettere il settore primario al centro delle proprie agende. Non si tratta solo di erogare sostegni economici, ma di implementare misure concrete di rilancio.

L'obiettivo è evitare che l'intero settore agricolo diventi marginale. È fondamentale un impegno congiunto per garantire la sua vitalità e sostenibilità nel lungo periodo. Le richieste degli agricoltori mirano a una maggiore tutela e a condizioni operative più favorevoli.

Il supporto delle istituzioni regionali e locali

All'assemblea era presente il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Egli ha evidenziato l'importanza del dialogo tra le istituzioni e gli operatori del settore. Stefani ha dichiarato che la politica regionale non può limitarsi a replicare schemi passati. È necessario rispondere alle istanze in continua evoluzione del comparto agroalimentare.

Il presidente ha ricordato che il settore agroalimentare veneto genera un valore di oltre 8 miliardi di euro all'anno. Rappresenta un motore fondamentale per lo sviluppo economico della regione. Sono in atto iniziative per favorire l'insediamento dei giovani agricoltori, attraverso specifici contributi. La Regione crede fermamente nella valorizzazione delle filiere produttive locali.

Anche il presidente di Anbi Veneto, Alex Vantini, ha preso la parola. Ha sottolineato la strategicità degli undici Consorzi di Bonifica veneti. Vantini ha ricordato che il 40% del territorio regionale si trova sotto il livello del mare. I Consorzi svolgono un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza idraulica dell'intero territorio.

Hanno partecipato all'incontro anche gli assessori regionali Dario Bond ed Elisa Venturini. Entrambi hanno confermato la disponibilità a portare le richieste degli imprenditori agricoli direttamente a Palazzo Balbi, sede della Regione. Questo dimostra un'apertura al confronto e alla collaborazione.

Infine, il vicesindaco di Padova, Antonio Bressa, ha evidenziato il cambiamento delle abitudini dei consumatori. I cittadini richiedono sempre più prodotti sani e genuini. I mercati agricoli, secondo Bressa, rappresentano un'ottima opportunità per creare un'alleanza tra produttori e consumatori. Inoltre, questi spazi fungono da luoghi di aggregazione e convivialità, rafforzando il legame tra la città e il mondo agricolo.