Condividi

Un progetto innovativo dell'Università di Padova impiega dissuasori luminosi, sonori e cani robot per proteggere il bestiame dai lupi. La ricerca mira a superare i metodi tradizionali, offrendo soluzioni non letali per la coesistenza tra predatori e allevatori.

Nuovi deterrenti per la protezione del bestiame

Sono in fase di sperimentazione dissuasori ottici e acustici avanzati. Questi dispositivi si attivano specificamente al rilevamento della presenza di un lupo. L'obiettivo è prevenire le predazioni sui capi al pascolo. La ricerca è promossa dall'Università di Padova in collaborazione con la Regione Veneto e Veneto Agricoltura.

Questi nuovi strumenti mirano a superare i limiti dei deterrenti convenzionali. Metodi come recinzioni elettrificate e dissuasori sonori perdono efficacia nel tempo. I lupi, infatti, tendono ad abituarsi a tali stimoli. La ricerca attuale si concentra sulla variazione continua degli stimoli visivi e uditivi. Questo rende l'allontanamento del predatore più duraturo.

Ricerca di soluzioni non letali per la fauna selvatica

L'obiettivo primario è identificare le strategie non cruente più efficaci. Queste devono garantire l'allontanamento del lupo dalle aree di pascolo. Lo spiega Nicola Trivellin, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Padova. La ricerca si focalizza su un approccio che rispetti la fauna selvatica.

I primi esperimenti sono stati condotti in due parchi faunistici della Toscana. Sono stati testati prototipi come Remo e Romolo. Questi dispositivi hanno fornito risultati incoraggianti. Gli ultrasuoni si sono dimostrati efficaci nell'indurre l'allontanamento. Le luci stroboscopiche hanno invece mostrato reazioni variabili.

L'efficacia delle luci stroboscopiche dipende dal colore e dalla frequenza degli impulsi. Ulteriori studi sono necessari per ottimizzare questi parametri. La ricerca punta a una comprensione approfondita del comportamento del lupo. Questo permetterà di sviluppare deterrenti sempre più mirati ed efficaci.

Il futuro: dispositivi autonomi e intelligenti

L'ambizione finale è creare una rete di dispositivi autonomi. Questi saranno alimentati da energia solare. Saranno dotati di intelligenza artificiale per riconoscere con precisione il lupo. Ciò eviterà attivazioni errate e falsi allarmi. I dispositivi saranno posizionati lungo il perimetro delle aree da proteggere.

L'intelligenza artificiale permetterà un monitoraggio costante e un adattamento dinamico. Il sistema potrà imparare dalle interazioni e migliorare le proprie prestazioni nel tempo. Questo approccio tecnologico rappresenta una svolta nella gestione dei conflitti uomo-fauna selvatica. Offre una speranza concreta per la salvaguardia sia del bestiame che dei predatori.

La prospettiva futura include anche l'impiego di un "cane-robot". Questo prototipo mobile sarà in grado di pattugliare i pascoli. La sua presenza fisica e i suoi movimenti potrebbero costituire un ulteriore deterrente. La sua introduzione è prevista in una fase successiva del progetto. La ricerca continua a esplorare tutte le potenzialità tecnologiche.

Domande frequenti

Come si proteggono i pascoli dai lupi?

I metodi tradizionali includono recinzioni elettrificate e dissuasori sonori. Tuttavia, questi possono perdere efficacia nel tempo. La ricerca attuale sta sviluppando soluzioni innovative come dissuasori luminosi e sonori intelligenti e cani-robot. Questi mirano a un allontanamento più efficace e duraturo dei lupi senza nuocerli.

Quali sono i vantaggi dei cani-robot per la protezione del bestiame?

I cani-robot, ancora in fase di sviluppo, potrebbero offrire un deterrente attivo e mobile. La loro capacità di muoversi autonomamente sui pascoli e di emettere segnali specifici potrebbe aumentare significativamente la protezione delle greggi. Inoltre, essendo una soluzione non letale, contribuiscono alla coesistenza tra uomo e fauna selvatica.