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Una banda di cinque cittadini kosovari è stata arrestata dalla Squadra Mobile di Padova. Specializzati in furti notturni ai supermercati, utilizzavano attrezzi professionali rubati ai Vigili del Fuoco. L'indagine è partita da un colpo da 30mila euro a Padova.

Arresto banda specializzata in furti a supermercati

Le forze dell'ordine hanno concluso un'importante operazione. Hanno fermato una banda criminale attiva nel Nord Italia. La loro specialità erano i furti ai danni di supermercati. L'azione investigativa ha portato alla luce un'organizzazione ben strutturata. Questa agiva con metodi precisi e strumenti professionali.

L'operazione è il risultato di un'indagine della Squadra Mobile di Padova. Hanno agito in coordinamento con altre forze di polizia. L'obiettivo era smantellare un gruppo pericoloso. Questo gruppo era dedito a reati predatori in diverse regioni italiane. La loro attività si concentrava principalmente sui supermercati.

Il modus operandi della banda prevedeva incursioni notturne. Entravano nei punti vendita dopo la chiusura. Approfittavano del momento tra la fine del turno degli addetti alle pulizie. Intervenivano anche prima della riapertura mattutina. Questo permetteva loro di agire indisturbati. Scaricavano la merce in arrivo e preparavano il negozio per l'apertura.

La banda era composta da cinque individui. Tutti cittadini di origine kosovara. Le loro età variavano tra i 26 e i 45 anni. Due di loro avevano già precedenti per reati simili. Gli altri tre erano arrivati in Italia da poco. Non avevano precedenti specifici registrati in Italia. Erano senza fissa dimora nel territorio nazionale.

Il colpo a Padova e l'avvio delle indagini

L'indagine ha preso il via da un furto specifico. Questo è avvenuto nella notte del 4 marzo. Il bersaglio era un supermercato Conad situato in via Ostiala Gallenia a Padova. La banda è riuscita a sottrarre una somma considerevole. Circa 30mila euro in contanti. Questi soldi erano custoditi nella cassaforte del punto vendita.

Il furto ha fornito agli investigatori elementi cruciali. La Squadra Mobile di Padova ha immediatamente avviato le ricerche. Si sono concentrati sull'auto utilizzata dai malviventi. Hanno monitorato attentamente gli spostamenti del veicolo. Questo ha permesso di ricostruire parte della loro rete operativa.

Durante il monitoraggio, è emerso un dettaglio significativo. Due membri del gruppo erano costanti. Altri tre si erano uniti successivamente. Questi ultimi erano arrivati in Italia da poco. Si erano aggregati ai connazionali per compiere nuovi crimini. L'obiettivo erano altri esercizi commerciali.

Il furto a Padova è stato quindi l'inizio della fine per la banda. Gli investigatori hanno raccolto prove decisive. Queste prove hanno portato alla loro identificazione e cattura. La loro specializzazione nel colpire supermercati li rendeva un obiettivo prioritario.

Il metodo: attrezzi rubati ai Vigili del Fuoco

Una delle caratteristiche distintive della banda era il loro metodo. Forzavano le porte d'ingresso dei supermercati. Successivamente, scassinavano le casseforti. Per fare ciò, utilizzavano strumenti professionali. In particolare, due divaricatori idraulici professionali. Questi attrezzi sono tipicamente in dotazione ai Vigili del Fuoco.

L'uso di questi strumenti professionali permetteva loro di agire rapidamente. Potevano aprire le casseforti con relativa facilità. L'obiettivo era recuperare l'incasso dei giorni precedenti. Cercavano anche il fondo cassa preparato per la mattina seguente. Questo garantiva loro un bottino consistente.

Le indagini hanno portato a una scoperta sorprendente. Uno dei due divaricatori utilizzati era stato rubato. Il furto era avvenuto il 4 febbraio. La refurtiva era stata sottratta da una caserma dei Vigili del Fuoco. Questa si trovava a Chienes, in provincia di Bolzano. Questo elemento ha confermato la natura predatoria e organizzata del gruppo.

Il ritrovamento di questi attrezzi ha permesso di collegare diversi furti. Gli investigatori hanno potuto ricostruire il modus operandi. Hanno compreso come la banda riuscisse a penetrare le aree protette. L'uso di strumenti professionali, spesso rubati, era una loro firma.

L'operazione di polizia e l'arresto a Comacchio

Il meticoloso lavoro di analisi delle informazioni. I numerosi servizi di appostamento svolti dagli agenti. Hanno permesso di individuare un covo. La banda utilizzava un appartamento a Comacchio, provincia di Ferrara. Questo serviva come base operativa.

I poliziotti hanno monitorato gli spostamenti dei cinque uomini. Utilizzavano un'auto Peugeot bianca presa a noleggio. Questo ha facilitato il loro tracciamento. L'intervento decisivo è avvenuto dopo un tentativo di furto. Questo si è verificato nella tarda serata di venerdì 27 marzo. Il tentativo è avvenuto in un supermercato a Rovigo.

In quell'occasione, la banda non è riuscita a completare il furto. Non sono riusciti ad aprire la cassaforte. Questo insuccesso ha segnato un momento cruciale. Ha permesso alle forze dell'ordine di intervenire con maggiore efficacia.

Subito dopo aver lasciato il supermercato di Rovigo, i cinque sono rientrati al loro covo. Erano seguiti costantemente dagli agenti della Questura euganea. Appena giunti nell'appartamento, è scattato il blitz. La polizia ha sorpreso i malviventi. Hanno tentato una fuga disperata. Cercavano di scappare da una finestra al quarto piano. La finestra si affacciava su un'impalcatura esterna di un cantiere edile.

Il ritrovamento di refurtiva e strumenti

Durante la perquisizione dell'appartamento e dell'auto. Gli agenti hanno rinvenuto numerosi oggetti. Tra questi, arnesi da scasso di vario tipo. Hanno trovato anche ricetrasmittenti. Questi dispositivi sono utili per comunicazioni criptate. Erano presenti telefoni cellulari. Sono stati sequestrati anche passamontagna e altro abbigliamento. Questo era utile per travisare la loro identità.

Il ritrovamento più significativo è stato quello dei due divaricatori elettrici professionali. Questi erano del tipo in uso ai Vigili del Fuoco. Come già accennato, questo strumento era caratteristico del loro modus operandi. La loro presenza ha confermato l'identità della banda.

Nel covo sono stati trovati anche contanti. Circa 2mila euro in totale. Una parte di questi soldi, circa 600 euro, era confezionata in blister. Questa modalità di confezionamento è tipica dei supermercati. Viene usata per conservare gli spiccioli dopo il conteggio. Si presume che questi soldi provengano da furti precedenti.

Sono in corso accertamenti per collegare questi fondi a specifici episodi. La Squadra Mobile sta esaminando i dettagli. Vogliono confermare l'origine della refurtiva. L'indagine mira a recuperare tutto il possibile bottino.

Le indagini proseguono

I cinque arrestati sono stati condotti in Questura. Sono stati identificati formalmente. Sono tutti cittadini kosovari. Le loro età variano tra i 26 e i 45 anni. Sono stati associati alla Casa Circondariale di Ferrara. Sono a disposizione della Procura della Repubblica di Ferrara.

Sono accusati principalmente del tentativo di furto commesso a Rovigo. Le indagini della Squadra Mobile di Padova non si fermano. Stanno rivisitando altri episodi di furti analoghi. Questi sono avvenuti nelle settimane scorse. Le aree interessate includono diverse province del Veneto. C'è il forte sospetto che siano riconducibili alla stessa banda.

L'operazione rappresenta un duro colpo per la criminalità organizzata. Ha inferto un duro colpo a un gruppo specializzato. La collaborazione tra le diverse forze di polizia è stata fondamentale. L'uso di tecniche investigative avanzate ha portato al successo. La sicurezza nei supermercati e nelle aree commerciali rimane una priorità.

La comunità locale ha espresso sollievo per l'arresto. La banda aveva destato preoccupazione per la sua audacia. L'efficacia delle forze dell'ordine è stata confermata. Si attende ora l'esito del processo. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali altre responsabilità. L'obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini e delle attività commerciali.

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