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Il progetto 'Controvento' a Montebelluna ha concluso le sue attività sperimentando approcci innovativi per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa tra i giovani. L'iniziativa ha coinvolto diverse cooperative locali e ha prodotto risultati incoraggianti, evidenziando l'importanza di un'azione integrata sul territorio.

Un progetto per contrastare l'abbandono scolastico

Si è concluso ufficialmente il progetto denominato “Controvento”. Questa iniziativa ha visto la luce grazie alla collaborazione di tre cooperative del territorio: Kirikù di Montebelluna, Luoghi Comuni di Bassano del Grappa e Carovana di Cittadella. L'obiettivo primario era combattere la povertà educativa. Inoltre, si mirava a ridurre la dispersione scolastica e lavorativa dei giovani. Il target di riferimento comprendeva ragazzi e ragazze dagli 11 ai 17 anni. Il progetto ha presentato tre buone prassi. Queste sono state sviluppate da ciascuna delle cooperative coinvolte. L'intento era offrire risposte concrete al fenomeno dell'abbandono scolastico. In Veneto, questo problema riguarda una percentuale significativa di giovani. Si parla del 9,5% dei ragazzi. I risultati del progetto sono stati analizzati. L'analisi è stata condotta da Sherpa, uno spin-off dell'Università di Padova. I dati evidenziano un punto cruciale. Un'azione integrata è fondamentale. Questa deve includere prevenzione e interventi mirati. Inoltre, è essenziale attivare relazioni a più livelli. Tali relazioni devono coinvolgere l'intero territorio. Solo così si possono ottenere risultati validi e duraturi.

I dati sulla dispersione scolastica in Italia e Veneto

La dispersione scolastica non è un problema esclusivamente educativo. Rappresenta una sfida per l'intera comunità. I dati Istat del 2024 offrono un quadro preoccupante. In Italia, il 9,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona gli studi. Non ottengono un diploma o una qualifica. Questo dato mostra un miglioramento rispetto al passato. Tuttavia, nasconde profonde disparità. Il tasso di abbandono è più elevato tra i maschi. Raggiunge il 12,2%. Purtroppo, il fenomeno cresce in modo preoccupante tra gli studenti con cittadinanza straniera. Il dato si attesta al 24,3%. Anche il contesto familiare gioca un ruolo importante. Quando i genitori possiedono solo la licenza media, la probabilità di abbandono dei figli sale al 22,8%. Questo valore crolla drasticamente all'1,2% se almeno un genitore è laureato. L'Ufficio Scolastico Regionale fornisce dati specifici per il Veneto. Il rapporto sulla Dispersione Scolastica, riferito all'anno 2024/2025, colloca la regione tra le più virtuose d'Italia. Il tasso di abbandono è del 9,5%. Questo valore è inferiore alla soglia del 10% fissata dall'obiettivo europeo. Nonostante questi dati incoraggianti, nel territorio veneto, durante l'anno scolastico precedente, ben 2.755 ragazzi hanno interrotto il proprio percorso formativo. Questi abbandoni si concentrano soprattutto nei primi anni delle scuole superiori. Sono particolarmente frequenti negli istituti professionali. Questi dati sottolineano la necessità di interventi mirati e specifici per il contesto locale.

Il convegno “Per non disperdersi” a Montebelluna

Tutti questi temi sono stati al centro del convegno “Per non disperdersi. Seminario sulla dispersione scolastica e alleanze territoriali”. L'evento si è svolto martedì 24 marzo. La location è stata la biblioteca comunale di Montebelluna. L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Montebelluna. Questo appuntamento si inserisce nel quadro del progetto “Controvento. Per il contrasto alla povertà educativa”. Il progetto si è concluso ufficialmente nel febbraio 2026. Ha visto impegnate per un intero anno le cooperative Kirikù di Montebelluna, Carovana di Cittadella, Luoghi Comuni e Adelante di Bassano del Grappa. Il progetto è stato finanziato tramite il bando “Educare insieme”. Questo bando è promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia. L'obiettivo era prevenire la dispersione e l'abbandono scolastico. Si rivolgeva a ragazzi nella fascia d'età 11-17 anni. Le azioni prevedevano prevenzione e integrazione nella comunità locale. Il convegno ha visto la partecipazione di due esperti di rilievo. Katia Provantini, psicoterapeuta e ricercatrice sociale presso l'Istituto Minotauro di Milano, ha portato la sua analisi. Piergiorgio Reggio, pedagogista dell'Università di Verona e presidente di Progetto 92 SCS, ha anch'egli condiviso le sue riflessioni. Provantini ha messo in luce la fragilità dei giovani. Ha descritto il conflitto tra il bisogno di autorealizzazione e le aspettative altrui. Questo genera spesso senso di colpa e inadeguatezza. Il bisogno di riconoscimento non riguarda solo i bambini. È fondamentale per gli adolescenti e gli adulti. Reggio ha sottolineato come questa fragilità sia trasversale. Non dipende dal ruolo sociale. Il successo scolastico è ancora legato al titolo di studio dei genitori. Il contesto sociale, psicologico, storico e culturale è determinante. La pandemia ha lasciato segni indelebili. Anche le esperienze dei genitori stranieri, che vedono nell'istruzione una via di riscatto, sono rilevanti. Reggio ha infine evidenziato l'importanza delle alleanze e del lavoro di rete. Questi elementi sono cruciali per supportare i giovani nel loro percorso di crescita e autorealizzazione.

Le buone prassi sperimentate dal progetto “Controvento”

Il progetto “Controvento” si è concretizzato attraverso tre buone prassi. Queste sono state sperimentate direttamente dalle cooperative promotrici. Si tratta di esperienze nate sul territorio. Dimostrano come interventi mirati possano fare la differenza. La Cooperativa Kirikù ha presentato il suo Sportello di Consulenza Educativa. Questo servizio è rivolto ai genitori con figli a rischio dispersione scolastica. Attivato a giugno 2025, offre uno spazio di ascolto. Accoglie difficoltà e preoccupazioni. Fornisce orientamento tra le opportunità del territorio. Finora, lo sportello ha intercettato 79 genitori. Il servizio è completamente gratuito. Ha facilitato il contatto tra famiglie, scuole e territorio. In molti casi, è stato il primo passo per attivare interventi coordinati. Questa buona prassi si distingue per la sua accessibilità e rapidità nel fornire risposte iniziali. La cooperativa Luoghi Comuni di Bassano ha portato l'esperienza dei Microlab. Si tratta di laboratori trasformativi per adolescenti vulnerabili. Svoltisi in Villa Angaran a Bassano del Grappa, hanno coinvolto oltre cento ragazzi. Offerti gratuitamente, prevedevano un clima di orizzontalità. I giovani erano affiancati da volontari o esperti. La pedagogia del fare ha guidato questi laboratori. Si basano sull'autoproduzione, il riconoscimento e lo sviluppo di idee. I Microlab permettono ai ragazzi di sperimentarsi. Aiutano a riscoprire il proprio valore attraverso l'attività e la socializzazione. La Cooperativa Carovana, attiva nell'alta padovana, ha presentato il progetto Stop and Go. Nato nell'ambito di “Controvento”, è una scuola di seconda opportunità. Ha visto una sperimentazione tra febbraio e giugno 2025. Poi da ottobre 2025 a febbraio 2026. Offriva tre mattine settimanali di attività didattiche ed esperienziali. Si rivolgeva a ragazzi in dispersione scolastica, soprattutto nel primo biennio delle superiori. Hanno partecipato 40 giovani tra i 14 e i 18 anni. Questa buona prassi integra proposte didattiche, laboratoriali e accompagnamento psico-educativo. Il focus è sul progetto di vita del giovane, non solo sul percorso scolastico.

Valutazione dell'impatto e prospettive future

Per valutare l'efficacia del progetto “Controvento”, è stato commissionato un percorso di analisi a Sherpa. Questo spin-off dell'Università di Padova ha utilizzato questionari quantitativi e interviste individuali. Il 39% dei rispondenti, pari a 71 ragazzi, ha dichiarato di trovarsi o essersi trovato in passato in un periodo di interruzione degli studi o di gravi difficoltà scolastiche. Questo gruppo è stato individuato come target prioritario. Grazie alle iniziative del progetto, il 54% di questo target prioritario ha mostrato un concreto movimento di riattivazione. Nello specifico, il 23% è rientrato nel percorso formativo (scuola o CPIA). Il 17% ha ripreso a studiare autonomamente. L'11% ha ripreso hobby e sport. Il 3% è stato inserito in un tirocinio lavorativo. Un ulteriore 23% ha richiesto un accompagnamento a più lungo termine. Il desiderio di continuità delle attività è stato molto alto. Il 78% dei rispondenti ha espresso la volontà di proseguire percorsi simili. Sono state particolarmente significative le dichiarazioni relative all'aumento dell'autoconsapevolezza e delle competenze trasversali. Questo è emerso soprattutto per chi ha partecipato a lavori di gruppo. L'analisi di Sherpa ha identificato i fattori chiave del successo del modello “Controvento”. Questi includono modalità relazionali orizzontali, svolgimento in spazi sicuri, valorizzazione dei talenti individuali e alleanze territoriali integrate. Le cooperative coinvolte hanno commentato: «Controvento non è solo una risposta alle fragilità dei ragazzi, ma un motore di cambiamento più ampio». Hanno sottolineato la necessità di intervenire tempestivamente. È fondamentale far collaborare le diverse realtà del territorio. Bisogna rimuovere gli ostacoli che allontanano i giovani dalla scuola. La vera prevenzione si realizza quando scuola, famiglie, servizi sociali e terzo settore dialogano e si coordinano. Gli interventi devono essere pensati su misura per ogni contesto locale. Per supportare concretamente i giovani, è indispensabile rafforzare l'alleanza tra scuola, famiglia e territorio. Questo approccio integrato rappresenta la chiave per affrontare efficacemente il complesso fenomeno della dispersione scolastica.

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