I fondi europei per la formazione sono preziosi ma difficili da raggiungere per le piccole imprese. Carel chiede maggiore accessibilità e un ruolo centrale delle Regioni nella gestione.
Accesso ai fondi europei per le imprese
Il Fondo Sociale Europeo e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale offrono notevoli opportunità.
Questi strumenti sono essenziali per lo sviluppo tecnologico aziendale.
Contribuiscono attivamente alla crescita delle competenze interne alle imprese.
Tuttavia, l'accesso a tali risorse presenta delle criticità.
Le aziende di piccole dimensioni incontrano maggiori difficoltà nell'ottenere i finanziamenti.
Le realtà meno strutturate faticano a navigare le procedure complesse.
In questo contesto, gli enti di formazione accreditati svolgono un ruolo cruciale.
Essi forniscono un supporto indispensabile alle aziende.
Aiutano a sviluppare progetti finanziabili attraverso i fondi europei.
Lo ha evidenziato Francesco Nalini, amministratore delegato di Carel.
Carel è una multinazionale con sede a Brugine, in provincia di Padova.
L'azienda è specializzata in soluzioni per il condizionamento dell'aria e la refrigerazione.
Nalini ricopre anche la carica di presidente della Fondazione Its Academy Meccatronico Veneto.
Formazione continua: un pilastro per l'innovazione
Il settore industriale ad alta intensità tecnologica richiede un impegno costante.
La formazione continua è un elemento fondamentale per le aziende.
Permette di accompagnare i processi di innovazione e digitalizzazione.
Sostiene inoltre gli obiettivi di sostenibilità e crescita internazionale.
I fondi europei rendono strutturali percorsi formativi mirati.
Questi percorsi coinvolgono diverse figure professionali.
Includono tecnici, specialisti, manager e giovani talenti.
Rafforzano la capacità delle aziende di anticipare i cambiamenti del mercato.
La collaborazione con gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS) è altrettanto importante.
Carel ha un legame consolidato con gli ITS fin dalle loro origini.
Nel 2013, l'azienda ha accolto il primo tirocinante dell'ITS Meccatronico di Vicenza.
Da allora, la collaborazione è proseguita costantemente.
Sono stati accolti circa 50 studenti in stage.
Circa 15 di questi studenti sono stati successivamente assunti a tempo indeterminato.
Questo dato dimostra il valore concreto di questi percorsi.
Tirocinio, orientamento e inserimento professionale formano un'unica filiera produttiva.
Il sistema regionale veneto vanta otto fondazioni ITS Academy.
Oltre 5mila studenti sono attualmente iscritti.
I tassi di assorbimento occupazionale superano la media nazionale.
Continuità dei fondi e ruolo delle Regioni
Il sistema degli ITS è cresciuto significativamente grazie anche alle risorse del PNRR.
La vera sfida consiste nel garantirne la continuità oltre il 2026.
È necessario consolidare il rapporto tra le imprese e le istituzioni formative.
Occorre integrare sempre di più scuola, ITS e mondo del lavoro.
La Regione Veneto ha dimostrato efficacia nell'utilizzo delle risorse UE.
La ripartizione dei fondi per l'innovazione tecnologica è stata ben gestita.
Lo sviluppo di progetti e competenze ha beneficiato di questo approccio.
La vicinanza al territorio consente un utilizzo più mirato ed efficace dei fondi.
È fondamentale evitare che la gestione dei finanziamenti venga sottratta alle Regioni.
Un allungamento dei tempi di erogazione potrebbe compromettere l'efficacia.
I tempi di assegnazione dei finanziamenti devono essere coerenti con le esigenze aziendali.
Le imprese necessitano di investire tempestivamente per rimanere competitive.
La raccomandazione finale di Nalini è chiara.
Mantenere la gestione regionale dei fondi è essenziale.
Questo garantisce un impiego più efficiente delle risorse europee.
Le PMI devono poter accedere più facilmente a questi strumenti.
La formazione è la chiave per affrontare le sfide future del mercato.