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Una banda di cinque cittadini kosovari, specializzata in furti di supermercati in tutto il Nord Italia, è stata arrestata a Comacchio. Utilizzavano attrezzi professionali rubati ai vigili del fuoco per scassinare le casseforti. L'operazione è scattata dopo un tentativo di furto a Rovigo.

Arresto banda dopo tentato furto a Rovigo

Le forze dell'ordine hanno fermato una banda di ladri attivi nel Nord Italia. L'operazione si è conclusa con l'arresto di cinque individui. Questi soggetti sono accusati di una serie di furti in supermercati. L'indagine ha portato alla luce un modus operandi ben preciso. La banda agiva con audacia, prendendo di mira esercizi commerciali in diverse città. La loro attività predatoria si è protratta per diverse settimane. La conclusione delle loro azioni è arrivata dopo un tentativo di saccheggio. Questo episodio si è verificato presso un supermercato della catena Aldi. La località interessata era Rovigo. L'intervento degli agenti della squadra mobile di Padova è stato immediato. Hanno inseguito i malviventi per un lungo tratto. L'inseguimento si è concluso con la cattura dei membri della banda. Il luogo dell'arresto è stato Comacchio. Qui gli investigatori hanno individuato la loro base operativa.

Base operativa a Lido degli Scacchi

La base operativa della banda è stata identificata a Lido degli Scacchi. Questa località si trova nel comune di Comacchio. L'individuazione del covo è avvenuta nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026. Gli investigatori, sotto il coordinamento della vicequestore Immacolata Benvenuto, hanno agito con prontezza. Hanno bloccato e smantellato il gruppo criminale. La banda era composta da cinque cittadini kosovari. Erano specializzati in reati predatori. I loro bersagli principali erano i supermercati. I furti avvenivano regolarmente durante la notte. L'orario prescelto era strategico. Si verificava quando gli ultimi addetti alle pulizie lasciavano i locali. Era anche prima che il personale riaprisse. Questo permetteva loro di agire indisturbati. L'obiettivo era scaricare la merce in arrivo. Inoltre, preparavano il negozio per l'apertura del giorno successivo. L'indagine ha richiesto un lavoro meticoloso. L'analisi delle informazioni raccolte è stata fondamentale. Numerosi servizi di appostamento sono stati effettuati. Questi sforzi hanno permesso di localizzare l'appartamento. L'abitazione, situata a Lido degli Scacchi, fungeva da covo. La banda vi risiedeva stabilmente. La loro mobilità era garantita da un'auto a noleggio. Si trattava di una Peugeot bianca. I poliziotti hanno monitorato attentamente i loro spostamenti. Questo ha permesso di intercettarli subito dopo un'azione criminale.

Modus operandi con attrezzi dei pompieri

Il modus operandi della banda prevedeva tecniche specifiche. Forzavano le porte d'ingresso dei supermercati. Successivamente, scassinavano le casseforti. Per compiere queste azioni, utilizzavano strumenti professionali. Tra questi, figuravano due divaricatori professionali. Questi attrezzi sono tipicamente in uso ai vigili del fuoco. La banda li impiegava per aprire le casseforti. L'obiettivo era recuperare l'incasso dei giorni precedenti. Cercavano anche il fondo cassa preparato per la mattina seguente. L'indagine ha preso avvio da un furto specifico. Questo è avvenuto nella notte di mercoledì 4 marzo 2026. Il supermercato colpito era un Conad. Si trovava in via Ostiala Gallenia, a Padova. Da lì, furono sottratti circa 30mila euro in contanti. La cassaforte fu scassinata con notevole destrezza. Gli investigatori della squadra mobile di Padova si sono immediatamente messi sulle tracce del veicolo utilizzato. Hanno monitorato gli spostamenti dell'auto. Hanno notato che due membri del gruppo erano sempre gli stessi. Altri tre individui si erano aggiunti successivamente. Questi erano giunti in Italia da poco. Si erano uniti ai connazionali per compiere nuovi colpi. La loro attività si estendeva a diversi esercizi commerciali. Il ritrovamento degli attrezzi è stato cruciale. Durante la perquisizione, sono stati trovati numerosi arnesi da scasso. Erano presenti anche ricetrasmittenti e telefoni cellulari. Passamontagna e altro abbigliamento per travisarsi erano inclusi. I due divaricatori elettrici professionali erano inconfondibili. La loro presenza ha confermato il modus operandi della banda. Le verifiche successive hanno rivelato un dettaglio importante. Uno dei due divaricatori era stato rubato. Il furto era avvenuto il 4 febbraio 2026. La caserma dei Vigili del Fuoco di Chienes, in provincia di Bolzano, era stata violata. Questo ritrovamento ha fornito una prova concreta.

Arresti e perquisizioni a Comacchio

L'operazione che ha portato all'arresto della banda si è svolta a Comacchio. I poliziotti della Questura euganea hanno seguito i movimenti dei cinque sospetti. Questi si spostavano a bordo della loro Peugeot bianca a noleggio. L'intervento è avvenuto subito dopo un tentativo di furto. Questo episodio si è verificato in un supermercato Aldi a Rovigo. I malviventi non sono riusciti a completare il colpo. La cassaforte non è stata aperta completamente. La sera di venerdì 27 marzo, l'azione è fallita. Appena i cinque uomini sono rientrati al loro covo, è scattato il blitz. L'appartamento si trovava al quarto piano di un condominio a Lido degli Scacchi. La polizia ha sorpreso i sospetti. Questi hanno tentato una fuga disperata. Hanno provato a scavalcare da una finestra. La finestra dava su un'impalcatura esterna. Un cantiere edile adiacente offriva una via di fuga precaria. I cinque sono stati immediatamente bloccati. La perquisizione dell'appartamento ha portato a importanti scoperte. Sono stati rinvenuti circa 2mila euro in contanti. Parte di questi soldi era in monete. Erano confezionate in blister, tipici dei supermercati. Questo suggeriva che provenissero da furti recenti. Sono in corso accertamenti per collegare questi fondi a specifici reati. I cinque arrestati sono stati condotti in Questura. Sono risultati essere cittadini kosovari. Le loro età variavano tra i 26 e i 45 anni. Due di loro avevano precedenti penali. Questi erano legati a reati contro il patrimonio commessi in Italia. Gli altri tre erano sconosciuti alle forze dell'ordine italiane. Erano arrivati nel paese nelle settimane precedenti. Nessuno di loro aveva una fissa dimora in Italia. Il presunto capo banda, un uomo di 39 anni, era esperto. Era specializzato nei furti con la tecnica delle spaccate. Dopo ulteriori accertamenti, i cinque sono stati formalmente arrestati. L'accusa principale è il tentato furto commesso a Rovigo. Sono stati quindi trasferiti nel carcere di Ferrara.

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