La comunità veneta piange la scomparsa di Massimo Righetto, 66 anni, visionario pioniere delle radio private e della televisione locale. La sua eredità nel mondo dei media continua a vivere.
Addio al visionario Massimo Righetto
La notizia della scomparsa di Massimo Righetto ha destato profondo cordoglio. Il giornalista padovano, noto per la sua direzione di Cafè Tv24 e Friuli Tv24, è venuto a mancare improvvisamente all'età di 66 anni. La sua famiglia ha diffuso il comunicato in queste ore.
Righetto è stato una figura centrale nello sviluppo delle emittenti radiofoniche e televisive private in Veneto. La sua carriera nel settore è iniziata in giovane età, spinta da una passione per le comunicazioni.
Le origini e l'espansione delle emittenti
Le prime esperienze di Massimo Righetto nel mondo delle trasmissioni risalgono all'uso del Cb, un canale radioamatoriale. Nel 1974, a soli 18 anni, ha fondato la sua prima stazione radiofonica, chiamata Radio SilverFox. Questo segnò l'inizio di un percorso imprenditoriale che avrebbe cambiato il panorama mediatico locale.
L'anno successivo, nel 1975, con il supporto fondamentale del padre Giuseppe "Bepi" Righetto e dei fratelli Sandro, Sondra e Katuscia, diede vita a Radio Centrale. Questa emittente, nel 1987, fu rinominata Radio Classic Fm. Non si fermò qui: nel 1986 fu il turno di Radio Italia Uno.
Dalla radio alla televisione: un impero mediatico
Il gruppo di emittenti radiofoniche creato da Righetto continuò a crescere. Nel corso degli anni si aggiunsero Radio Gemini, Radio Cafè, Radio Stereocittà e un'altra Radio Italia Uno. Questa espansione dimostra la sua visione strategica e la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.
La sua ambizione lo portò poi a fare il grande passo nel settore televisivo. Fondò Cafè Tv24 e Friuli Tv24, consolidando la sua presenza nel panorama audiovisivo del Nord-Est. Molti professionisti del settore hanno iniziato la loro carriera proprio sotto la sua guida.
Un comunicatore a tutto tondo
Massimo Righetto non è stato solo un editore e un direttore, ma anche uno speaker radiofonico e un conduttore televisivo. La sua figura poliedrica ha lasciato un segno indelebile. La sua dedizione al mondo della comunicazione gli è valsa il prestigioso riconoscimento di Cavaliere della Repubblica.
La famiglia ha annunciato che i dettagli relativi alla data e all'orario delle esequie saranno comunicati prossimamente. La sua eredità nel campo delle radio private e della televisione veneta rimarrà un punto di riferimento per le future generazioni di comunicatori.