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Cittadini e associazioni di Paderno d'Adda manifestano contro la proposta di un nuovo ponte accanto allo storico San Michele. Temono un aumento del traffico e l'arrivo di mezzi pesanti.

Protesta contro il nuovo ponte San Michele

Una nuova rete civica, denominata “Occhio al ponte“, ha organizzato la sua prima manifestazione pubblica. L'iniziativa ha visto la partecipazione di centinaia di persone. L'obiettivo è salvaguardare l'esistente ponte San Michele. I partecipanti hanno espresso forte contrarietà a un progetto specifico. Si tratta di una nuova infrastruttura proposta da Rfi. La Regione Lombardia appoggerebbe tale proposta. L'evento si è svolto ieri sera. È iniziato con un sit-in e una fiaccolata. Il corteo è partito da via Airoldi. La mobilitazione mira a far sentire la voce del territorio.

Timori per la viabilità e il traffico

La proposta prevede la costruzione di un nuovo ponte. Questo sorgerà nelle immediate vicinanze del ponte San Michele. Quest'ultimo è previsto chiudere al traffico nel 2030. La nuova struttura dovrebbe gestire sia il traffico automobilistico che quello ferroviario. Si aggiungerà anche il trasporto merci. I residenti temono un significativo incremento del traffico. La rete “Occhio al ponte” ha raccolto numerose adesioni in breve tempo. Oltre 400 persone hanno aderito all'iniziativa. La maggioranza dei sostenitori è composta da cittadini comuni. Il resto include associazioni e figure politiche locali.

Critiche al progetto regionale

Il portavoce del comitato, Giorgio Mazzola, ha illustrato le preoccupazioni. «Vogliamo sensibilizzare la gente», ha dichiarato. L'intento è far comprendere le implicazioni del progetto. Il nuovo ponte, voluto dalla Regione Lombardia, è visto come una minaccia. Si teme un raddoppio del traffico. Soprattutto, si paventa l'arrivo di mezzi pesanti nella zona. Attualmente, l'autostrada A4 rappresenta l'unica via di collegamento importante. La costruzione del nuovo ponte potrebbe attrarre un volume enorme di traffico. Questo aumenterebbe la congestione del territorio. Tali criticità sono considerate oggettive. La Regione dovrebbe tenerne conto.

Alternative per la viabilità

Secondo Mazzola, la Regione deve offrire soluzioni concrete. Non basta affrontare la chiusura del vecchio ponte. Bisogna pensare a migliorare la viabilità generale. Si chiede di valutare la migliore collocazione per smaltire il traffico esistente. Quest'ultimo è già notoriamente congestionato. La scelta attuale viene definita divisiva e inappropriata. La rete civica chiede un ripensamento del progetto. Si auspica una soluzione che tuteli il territorio. La chiusura del ponte San Michele nel 2030 è un dato di fatto. Il nuovo ponte, se realizzato, potrebbe essere pronto nel 2034. Il costo stimato si aggira sui 357 milioni di euro. Tale cifra potrebbe variare in base al progetto definitivo.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché i cittadini di Paderno d'Adda protestano contro il nuovo ponte?
I cittadini protestano perché temono un raddoppio del traffico e l'arrivo di mezzi pesanti, che peggiorerebbero la congestione del territorio, oltre a non condividere la localizzazione proposta.

Qual è la proposta di Rfi e Regione Lombardia?
La proposta prevede la costruzione di un nuovo ponte accanto all'esistente ponte San Michele, che dovrebbe gestire traffico automobilistico, ferroviario e merci, con l'obiettivo di sostituire il vecchio ponte che chiuderà nel 2030.

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