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Un uomo è stato arrestato a Osio Sotto per un tentato rapimento di un bambino. L'uomo, che ha usato un pretesto per scoprire il nome del piccolo, è stato bloccato dagli allenatori. Il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere.

Tentato rapimento al centro sportivo

Un grave episodio è accaduto in un centro sportivo di Osio Sotto. Un uomo di 29 anni è stato arrestato per aver tentato di rapire un bambino di otto anni. L'uomo si è avvicinato al piccolo con un pretesto. Ha chiesto di fare “due palleggi insieme”.

Questo stratagemma gli è servito per farsi dire il nome del bambino. Una volta ottenuta l'informazione, si è diretto verso gli spogliatoi. L'intento era probabilmente quello di sembrare più credibile al momento di prelevare il minore. Il vero padre del bambino ha poi smentito l'uomo ai carabinieri.

L'uomo nega le accuse

Durante l'interrogatorio, l'indagato ha negato di voler sequestrare il bambino. La sua difesa, affidata all'avvocato Alessia Brignoli, sostiene che l'uomo si sia limitato a chiedere se il piccolo fosse nello spogliatoio. Ha parlato di un presunto “gioco” basato su segnali sonori.

L'uomo ha affermato di dover “salvare qualcuno”. Queste dichiarazioni non hanno convinto il giudice per le indagini preliminari, Beatrice Purita. Il gip ha ritenuto le parole incompatibili con le prove raccolte. Ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere.

Gravi indizi di colpevolezza

Il giudice ha evidenziato la presenza di gravi indizi di colpevolezza. L'uomo, di origine pakistana, si sarebbe introdotto in uno spogliatoio. L'intento era quello di prelevare un bambino sconosciuto. Non si è arreso neanche dopo essere stato allontanato.

Il reato non si è consumato grazie alla vigilanza degli allenatori. Il gip esclude altre interpretazioni della vicenda. Viene evidenziato un concreto rischio di reiterazione del reato. La personalità dell'indagato è stata definita “fuori controllo”.

L'azione è stata descritta come frutto di una pianificazione. Sono stati scelti il luogo, l'orario e le modalità operative. La pericolosità dell'uomo è confermata dalle sue dichiarazioni. Queste sono state giudicate deliranti e indicative di una possibile patologia psichica.

Intervento degli allenatori

L'episodio è avvenuto mercoledì scorso, 25 marzo. L'uomo si è introdotto negli spogliatoi dell'oratorio San Giovanni Bosco di Osio Sotto. Ha finto di conoscere un bambino e ha dichiarato di doverlo “ritirare”.

Il tentativo è fallito grazie all'intervento degli allenatori. Hanno intuito la situazione e bloccato l'uomo. I carabinieri della stazione di Osio Sotto sono stati allertati intorno alle 18:15.

L'uomo è stato invitato ad allontanarsi, ma si è introdotto in un altro spogliatoio. Ha tentato di fuggire quando si è resa evidente la chiamata alle forze dell'ordine. Gli allenatori lo hanno trattenuto fino all'arrivo dei carabinieri.

Testimonianze

Le testimonianze raccolte confermano la dinamica. Un allenatore ha riferito che l'uomo chiedeva di un bambino da “ritirare”. Insospettito, lo ha invitato a uscire. Dopo aver verificato con il minore, che lo aveva negato di conoscerlo, l'allenatore lo ha seguito.

Ha sorpreso l'uomo in un altro spogliatoio. L'indagato ha insistito senza fornire spiegazioni plausibili. Una seconda testimone, un'allenatrice, ha confermato l'accaduto. L'uomo sosteneva di conoscere bene la famiglia del minore.

Il presidente della scuola calcio ha precisato che il bambino si trovava davanti all'uomo. Questo dettaglio suggerisce che l'indagato non fosse nemmeno in grado di riconoscerlo. La sua pericolosità è ulteriormente sottolineata da questo elemento.

Domande frequenti

Cosa è successo esattamente a Osio Sotto?

Perché l'uomo è stato arrestato?

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